Il Report Euler Hermes sul settore indica infatti per il 2013 un calo del numero dei mancati pagamenti rispetto allo scorso anno pari al 10%.

Ma questo dato non deve trarre in inganno perché, anche se si riduce il numero di aziende interessate al fenomeno, quello che continua ad aumentare invece è l’ammontare medio dei mancati pagamenti che, sempre nello stesso periodo, è cresciuto del 13%, rispetto alla riduzione del 3% registrata nel 2012. Il dato dimostra che la situazione è ancora profondamente incerta, anche se i segnali migliori continuano ad arrivare sulla voce export. Per le imprese che fanno business sui mercati internazionali il numero dei mancati pagamenti è sceso del 15% ed è in calo dell’1% anche il loro ammontare medio.

Confrontando questi dati emerge che da un lato il punto più basso della crisi è stato già raggiunto e dall’altro – analizzando l’aumento dell’ammontare medio – che i problemi di solvibilità si stanno spostando su aziende di grandi dimensioni. A questo proposito Michele Pignotti, Capo della Regione Paesi Mediterranei, Africa e Medio Oriente di Euler Hermes sottolinea che «l’export resta un sentiero da percorrere ma nei mercati in crescita e con i giusti partner che possano garantire uno sviluppo sano nel lungo periodo».

Come dimostra il Report permangono infatti alcuni mercati dove il business si è deteriorato come ad esempio in alcune aree dell’Europa centrorientale (Polonia, Romania e Repubblica Ceca).

Al dato sul mancato pagamento, si aggiunge poi quello delle insolvenze. Secondo Euler Hermes queste ultime sono destinate a crescere del 7% nel corso del 2013, raggiungendo a fine anno il triste dato di 13.300 casi di insolvenza, un tetto che non veniva superato dalla metà degli anni ’90. Ecco perché ancora una volta è necessario che le imprese proseguano sulla strada della modernizzazione e soprattutto si aprano ai mercati esteri.

Tornando poi ai mancati pagamenti e scendendo più nel dettaglio dei settori industriali, a soffrire sono prima di tutto le commodities (+15% di numero e +49% nell’ammontare medio) guidate dall’energia e dai carburanti. Anche la siderurgia, a fronte del calo della produzione e degli ordinativi segnato negli ultimi mesi, ha assistito nel primo semestre del 2013 a un aumento esponenziale dei due valori, pari al +24% per il numero di mancati pagamenti e al +64% per il loro valore medio.

Una ripresa parziale la stanno invece mettendo a segno il settore tessile, il food e la carta. «I livelli di rischiosità delle transazioni commerciali nel mercato interno – spiega Massimo Reale, Direttore Fidi di Euler Hermes Italia – saranno ancora molto elevati per tutto il 2013 nella maggior parte dei settori del made in Italy. Le piccole e medie imprese, già sottocapitalizzate, continuano ad affrontare una situazione di ristrettezza finanziaria legata principalmente alla mancanza di liquidità su due fronti: da un lato la difficoltà di accesso al credito presso il sistema bancario, dall’altro i ritardi nei pagamenti da parte delle grandi imprese per beni e servizi erogati».

A monte di tutto rimane il problema della situazione generale dell’economia italiana e di una condizione di stallo dalla quale sembra sempre più difficile uscire. Secondo le previsioni elaborate dall’Ufficio Studi di Euler Hermes l’Italia dovrebbe tornare a crescere debolmente solo nel 2014 facendo segnare un +0,3% e questo soprattutto grazie a una ripresa delle esportazioni (+3,5%). Nel frattempo, almeno per il 2013, le sofferenze bancarie lorde sono arrivate a 135,7 miliardi di euro, mentre gli investimenti hanno continuato a calare facendo registrare un -6,7%.

«L’economia italiana migliorerà agli inizi del 2014 – commenta Andrea Pignagnoli, analista economico di Euler Hermes Italia – e già negli ultimi mesi del 2013 prevediamo un possibile moderato recupero della domanda interna, un graduale miglioramento delle condizioni del credito e una crescita più sostenuta della domanda internazionale».