portando la crescita totale prevista dal Gruppo per il nostro Paese, nell’ipotesi più ottimistica, ad un +0,5%.

Le cose dovrebbero andare meglio nel 2015, quando l’impatto delle riforme potrebbe valere un’addizionale 0,2% del Pil e la crescita della ricchezza arrivare a sfiorare l’1%.

È questa la conclusione cui arriva l’Ufficio Studi di Euler Hermes dopo un’attenta analisi sull’impatto dei provvedimenti che il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno annunciato negli ultimi mesi.

Partiamo quindi dai 10 miliardi di taglio fiscale che, secondo i calcoli, daranno un beneficio economico nell’ordine di 80 euro a circa 10 milioni di italiani che guadagnano meno di 25mila euro l’anno. L’impatto per il 2014-2015 di questo provvedimento potrebbe da solo spingere il Pil a crescere di un altro 0,2%, anche se il suo effetto dovrà essere modulato insieme all’andamento del disavanzo pubblico.

Altro intervento governativo riguarda invece la riduzione del carico fiscale che dovrebbe valere circa 2,4 miliardi di euro assicurati grazie al taglio di 10 punti sull’Irap regionale. In questo caso l’impatto della riforma a sostegno della crescita del Pil – sempre secondo Euler Hermes – sarà moderato e pari ad uno 0,1%.

L’edilizia popolare e scolastica è stato fin dall’inizio un cavallo di battaglia del primo ministro Matteo Renzi. Anche su questa voce il governo ha previsto un intervento economico di 3,5 miliardi di euro che dovrebbe facilitare una crescita del Pil dello 0,1% anche se potrà avere un effetto negativo sui conti pubblici e quindi sul disavanzo.

Un grosso punto interrogativo riguarda invece la promessa di sblocco dei crediti della PA nei confronti delle imprese che, secondo quanto aveva affermato il premier, dovrebbe avvenire entro il settembre prossimo. Per quella data la Pubblica Amministrazione italiana dovrebbe pagare ai suoi fornitori circa 68 miliardi di euro di arretrati. L’effetto immediato di questa misura potrebbe essere una crescita del gettito Iva nell’ordine di 5 miliardi di euro, corrispondente allo 0,3% del Pil, ma soprattutto la nuova liquidità disponibile potrebbe essere uno strumento essenziale di rilancio per il tessuto imprenditoriale italiano.

Tutto questo risulta essenziale soprattutto per il settore privato, dove la competitività è ai minimi storici e l’accesso al credito sempre più difficile.

Secondo Euler Hermes, mentre il livello di insolvenze continuerà a mantenersi alto per tutto il 2014 (+4%), la restrizione del credito non si allenterà. Questo porta le imprese a fare sempre maggiore ricorso all’estensione dei termini di pagamento, per limitare il danno causato dalla contrazione del credito.

In questo modo la media dei giorni di incasso è salita dai 97 del 2012 ai 100 del 2013, con una piccola diminuzione prevista nel 2014 che dovrebbe portare il tempo medio a 98 giorni.