L’inversione (-2%) arriverà solo nel 2015 a conferma che l’impatto positivo delle misure annunciate dal governo Renzi si vedrà solo a partire dalla fine del 2014.

Questo è il risultato del Rapporto Euler Hermes dal titolo “La Coppa del Mondo delle insolvenze 2014: chi registrerà meno insolvenze”, che analizza il livello delle insolvenze globali.

Secondo l’ultima previsione (condotta su 42 Paesi) nel corso del 2014 a livello mondiale le insolvenze diminuiranno dell’8%, ma il loro livello resterà comunque superiore del 13% rispetto alle medie pre-crisi.

Dalle analisi effettuate emerge che la situazione macroeconomica e finanziaria per il 2014-15 fa prevedere, per il quinto anno consecutivo, un calo nel numero delle insolvenze in tutto il mondo. La crescita delle economie avanzate dovrebbe riprendere vigore (Pil +2% nel 2014), mentre le economie emergenti (Pil +4,3%) continueranno a dimostrare resilienza dopo la frenesia del Quantitative Easing (Alleggerimento Quantitativo).

«In generale – dichiara il Presidente del Management Board di Euler Hermes Wilfried Verstraete – il 2014 sembra promettere bene, ma questa buona notizia non vuol dire che tutte le imprese torneranno ai livelli di partenza. Anche se migliorano gli utili d’esercizio, per molte imprese le vendite restano piatte e la ragione risiede in una concorrenza più aspra ed un’incessante turbolenza. Inoltre, nonostante le minori insolvenze, resta molto concreto il rischio di mancati pagamenti in un mondo in rapida crescita».

L’andamento, ovviamente, è a macchia di leopardo e in alcuni Paesi come Austria, Canada, Germania, Giappone, Regno Unito, Usa, Svizzera e Sud-Est asiatico le insolvenze sono già tornate su livelli bassi. In Europa, dopo che il settore privato ha sofferto molto a causa delle misure di austerità, si cominceranno a vedere miglioramenti consistenti solo nei prossimi anni. Infine, i Paesi emergenti (Brasile, Cina, Russia e Turchia) saranno chiamati ad affrontare instabilità e condizioni avverse, insieme ad una crescita rallentata dovuta alle variazioni dei modelli di business.

Guardando invece all’Italia e alla possibilità di intraprendere una via di crescita solo dal 2015, il Capo della Regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Africa e Medio Oriente, Michele Pignotti, spiega: «La debolezza dell’ambiente economico e la costante stretta creditizia continuano a frenare le imprese italiane causando gravi ritardi nei pagamenti che finiscono per generare nuovi casi di insolvenza. Nel 2015, la spinta delle nuove riforme seguita da un ambiente economico in graduale miglioramento dovrebbero consentire una decelerazione del fenomeno Insolvenze aziendali pari a -2%».