La difficoltà riscontrata da molte aziende italiane ad essere solvibili rispetto ai debiti contratti è un segnale sia della difficile condizione vissuta dalle aziende, che dei problemi vissuti dai creditori nel recuperare il dovuto. 

Il quadro è stato fotografato nell’ultima edizione del “Report sui Mancati Pagamenti delle imprese italiane” realizzato da Euler Hermes Italia.

Secondo lo studio nel 2012 la frequenza (il numero) dei mancati pagamenti è cresciuta del 15% sul mercato domestico mentre è diminuita del 3% per le imprese che esportano. Sul fronte della severità (l’ammontare dei mancati pagamenti), questa è invece diminuita del 3% sul mercato interno mentre è cresciuta del 16% per le imprese esportatrici.
Ecco perchè la scelta attenta dei settori, delle regioni, dei paesi e dei singoli clienti cui offrire i propri prodotti e servizi diventa, oggi, assolutamente critica per la solidità delle aziende italiane.

Regioni

Nel 2012 si è assistito a un generale rallentamento dovuto sia all’andamento congiunturale che ai tagli alla spesa pubblica. Nei primi nove mesi del 2012 i livelli produttivi, in contrazione in tutta Italia, hanno acuito lo spread sociale e territoriale. Tra chi vive al Sud e chi al Nord-Est c’è un gap del Pil pari al 43,8%. Il Sud è tornato ai livelli del 2000 e, anche se il Nord arranca, il Nord Est tiene. Sono calati ovunque nel 2012 il fatturato e la redditività delle imprese italiane della manifattura e dei servizi.

Per quanto riguarda la situazione dei mancati pagamenti la frequenza risulta in aumento un po’ in tutte le Regioni con due eccezioni: il Trentino Alto Adige e la Calabria (in quest’ultima l’arretramento è a due cifre). La severità è invece in diminuzione in 11 regioni su 20 (> del 50%) con flessioni rilevanti in Val d’Aosta, Lazio e Basilicata.

La crisi che ha investito il sistema produttivo si è spostata dalle aziende più grandi alle Pmi, e le Regioni che hanno entrambi gli indicatori in peggioramento con incrementi complessivamente più rilevanti sono Emilia Romagna, Abruzzo, Molise e Marche. In Italia oltre 3 milioni di imprese (soprattutto di piccole dimensioni) pari al 70% del totale, soffrono di problemi di liquidità dovuti al ritardo dei pagamenti.

Le perdite per i mancati incassi arrivano a toccare i 40,5 miliardi di euro all’anno (dato Cgia di Mestre). Le sofferenze bancarie hanno toccato l’ennesimo picco.

Settori

Nel IV trimestre del 2012 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 2,2% nella media dell’anno 2012.

In termini tendenziali, il valore aggiunto ha registrato variazioni negative in tutti i settori. La produzione industriale nel 2012 ha registrato un calo del 6,7% su base annua, peggior dato dal 2009. I mancati pagamenti sono in quasi tutti i settori analizzati in peggioramento. Nel mercato domestico, l’unico ad invertire la tendenza negativa è il comparto sistemi per la casa che tiene grazie al consumo di prodotti elettronici e legati alle aree trendy dell’high tech. Soffrono il settore trasporti, il Food e l’automotive. Segnali di leggera ripresa, ma solo sul fronte importi medi degli impegni non onorati, arrivano dalla siderurgia. Analizzando globalmente il mercato dell’export, si evidenzia un trend migliore rispetto al mercato domestico della numerosità dei mancati pagamenti, ma cresce in modo preoccupante l’importo medio in alcuni dei settori trainanti del Made in Italy quali meccanica, chimica e siderurgia. Per questi settori, insieme al Food, l’integrazione italiana nelle catene globali del valore è notevole, e quindi il segnale registrato rappresenta un alert importante da tenere sotto osservazione per i prossimi mesi.


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