Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni dei maggiori istituti di ricerca indicano per il 2012 una contrazione del Prodotto interno lordo del 2,3/2,4%, sottolineando anche il basso livello di produttività di un’economia per ora trainata solo dall’export. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, tra il giugno 2011 e quello 2012, l’Italia ha perso 235 miliardi di euro di investimenti (15% del Pil), impegnata a rafforzare la sostenibilità di bilancio a fronte di un rapporto debito-Pil ora attestato al 123%, picco storico dal 1995.

Sul fronte imprenditoriale i finanziamenti a rischio sono cresciuti del 140% rispetto al 2008 e la stretta del credito prosegue. La cassa integrazione è cresciuta dell’8,9% nei primi nove mesi dell’anno e poco meno della metà delle imprese italiane è costretta a chiudere entro i primi 5 anni di vita.
Detto questo, alcuni settori come quello industriale (che rappresenta un terzo del Pil nazionale) hanno mantenuto i livelli produttivi e si preparano al 2013 quando l’economia dovrebbe ripartire anche nel nostro Paese.

Guardando però alle criticità che stanno vivendo le imprese italiane, in particolare alla voce dei mancati pagamenti, il Report elaborato da Euler Hermes Italia fotografa per il terzo trimestre del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, la crescita della frequenza (+25%), ossia del numero di mancati pagamenti, mentre la severità (l’ammontare degli importi medi) resta invariata. Una prospettiva negativa si fa largo per la prima volta dopo qualche anno nel mercato dell’export dove il buon andamento del 2011 e anche dei primi mesi del 2012, viene sostituito da segnali di deterioramento su entrambi gli indicatori: frequenza (+5%) e severità (+9%).

Andando invece ad analizzare i territori, gli indicatori dei mancati pagamenti sono in peggioramento per 7 regioni su 10, mentre solo il Friuli li presenta entrambi in miglioramento, grazie alla tenuta dell’export di alcuni distretti. La Lombardia soffre il rallentamento dell’export che sta colpendo le PMI del territorio con un ampio numero di default. Nel Veneto invece le variazioni ridotte sono dovute al dinamismo di alcuni distretti che puntano su qualità e nuovi mercati, come quello degli occhiali o quello trevigiano del mobile. Al Sud la decelerazione economica è ancora più evidente specialmente nella numerosità dei mancati pagamenti in Basilicata, Sicilia e Sardegna.

«I mancati pagamenti in Italia – afferma Andrea Misticoni, Direttore Centrale di Euler Hermes Italia – proseguono il  trend di crescita anche nel 3° trimestre 2012. Il forte rallentamento dei consumi privati, la stretta finanziaria in essere e la relativa crisi di liquidità stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra le imprese. Molti i settori colpiti tra i quali l’agroalimentare, affetto dall’inefficienza della catena distributiva e dalla crescita dei costi per le imprese agricole mentre nella filiera della pelle soffrono le calzature. Il comparto delle costruzioni continua il suo trend negativo anche a causa dell’assenza di investimenti pubblici nelle infrastrutture utili allo sviluppo economico del Paese».

«Dal lato export – prosegue Misticoni – si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. Ad incidere su quest’ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori chimica, carta e siderurgia. La meccanica, invece, con i suoi prodotti a valore aggiunto e con la specificità di alcune nicchie del comparto, prosegue la sua crescita nei mercati export esplorando sempre più le mete extra UE».
Alcuni segnali di miglioramento per il mondo imprenditoriale si cominceranno invece a intravedere agli inizi del 2013 anche se i principali indicatori economici del Paese torneranno ad essere positivi a partire dal 2014.