L’indicatore della severità, invece, registra un incremento tanto in Italia (+9%) quanto nei confronti dei mercati esteri (+ 6%). A destare maggiore preoccupazione è il livello degli importi medi, superiore su scala nazionale del 78% rispetto al 2007, l’anno che ha preceduto la crisi economica.

Tutti questi dati sono raccolti nell’edizione 2014 del Report dei Mancati Pagamenti, lo studio realizzato da Euler Hermes Italia e dedicato ai debiti non onorati dalle imprese italiane.

«Lo shift dei mancati pagamenti sulla severità – commenta Michele Pignotti, Capo della Regione Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa di Euler Hermes – è essenzialmente dovuto a due fenomeni: la contrazione della crescita economica e il credit crunch finanziario. La leva del credito è sempre più sotto pressione: da un lato le aziende devono fronteggiare gli eventuali ritardi o mancati pagamenti, dall’altro, per dare vita al business, devono comunque rispettare gli impegni a breve termine, come i pagamenti delle materie prime e dei fornitori. Il tutto comporta una riduzione della liquidità che va a indebolire ulteriormente la situazione finanziaria dell’azienda».

Il Report traccia poi un’analisi dell’andamento economico del Paese sottolineando che, dopo due anni di recessione, l’Italia sembra intravedere i primi segnali di ripresa che dovrebbero proseguire per tutto il 2014 (Pil +0,3%) e il 2015 (Pil +0,8%). L’export per l’anno appena cominciato sarà ancora il driver principale della crescita (+2,6%), grazie all’apporto delle esportazioni nei paesi extra UE e alla ripresa delle economie avanzate. Caleranno anche per il 2014 investimenti (-1,4%) e consumi (-0,4%), ma con variazioni più attenuate, sintomo che l’Italia sta mostrando segnali di risveglio. La disoccupazione continuerà a crescere anche nel 2014 incominciando solo nel 2015 a invertire il trend. Nel medio termine l’Italia avrà bisogno di proseguire l’attuazione di riforme strutturali al fine di ridurre gli squilibri con i principali competitor internazionali.


In questo quadro, quella dei mancati pagamenti rimane una ferita aperta che si rimargina solo molto lentamente. Guardando ai singoli settori, il Report indica che nel mercato interno siderurgia e commodities evidenziano i maggiori segnali di difficoltà, sul fronte insoluti e, soprattutto, negli importi medi.

«Le commodities – spiega Massimo Reale, Direttore Fidi Euler Hermes Italia – e in particolare il comparto della distribuzione petrolifera, hanno fatto registrare i livelli di insoluti più elevati arrivando in media a 94.000 euro. Contribuiscono all’incremento della rischiosità del settore il calo dei consumi, la volatilità dei prezzi delle materie prime e l’eccesso dell’offerta». «La siderurgia – prosegue Reale – soffre sia nel comparto dei “prodotti lunghi” e sia nei “piani”. Alla riduzione dei consumi si aggiungono i trend negativi dei settori di sbocco come edilizia per i primi e automotive ed elettrodomestici per i secondi».

Nel mercato estero crescono i mancati pagamenti nelle costruzioni e nell’automotive. Il primo settore paga le dinamiche in rallentamento registrate nel 2013 da alcune economie avanzate come Francia, Germania e Spagna, nelle quali l’Italia esporta materiali edilizi, come ad esempio le piastrelle provenienti dal distretto emiliano. Per l’automotive, invece, si registra una crescita dei debiti non onorati nel comparto ricambi e componentistica, specie nei paesi dell’Europa Orientale (Polonia e Romania).

Buone notizie arrivano invece dal food e dal tessile, due settori che hanno registrato trend in contrazione o in stabilizzazione nei mancati pagamenti. Per entrambi i settori il canale export rimane la via principale di crescita. Nel food, mercato interno, dopo la pressione sulla liquidità aziendale dovuta all’entrata in vigore perentoria della Direttiva sui pagamenti, sembra che anche le tensioni sugli insoluti siano rientrate. Restano alcuni problemi nella GDO di medie dimensioni. Il tessile continua con il suo trend in contrazione dei mancati pagamenti, iniziato già dal I° trimestre 2013. Il Top di gamma nell’abbigliamento e nei tessuti continua a tirare, mentre, segnali di difficoltà si avvertono in Italia su alcuni distretti come le calzature del fermano, che peraltro si comportano meglio sui mercati esteri.

Per quanto riguarda invece la divisione territoriale dei mancati pagamenti, l’Emilia Romagna è la regione che ha registrato nel 2013 l’importo medio più elevato (35.000 euro) anche se il trend, nell’ultimo trimestre, si è invertito. A contribuire i trend dei debiti non onorati a Reggio Emilia, Piacenza e Modena, nei settori edilizia, meccanica e siderurgia. Seguono la Lombardia con 31.000 euro e il Lazio con 29.000.

«L’outlook 2014 per i mancati pagamenti tra le imprese – conclude Pignotti – prevede un lieve miglioramento sul fronte della severità, grazie anche alla ripresa dell’economia nazionale. Sarà però determinante l’azione del Governo, che dovrà mettere a punto un piano di riforme strutturali economiche e fiscali per stimolare una maggiore occupazione, un’ampia internazionalizzazione e il recupero di competitività del sistema industriale italiano. L’ulteriore sblocco dei debiti della Pubblica Amministrazione e l’allentamento dei parametri di accesso al credito per le imprese, potranno garantire un nuovo slancio per ripartire».

 


Per scaricare il Report clicca qui:
http://www.eulerhermes.it/studi-economici/economic-publications/Pages/report-mancati-pagamenti.aspx