Si tiene a galla, ma con difficoltà. La filatura italiana non vive un momento tra i più rosei. Il 2016 si è rivelato deludente, con un calo del fatturato del 2,7% e del 4,9% per l’export. E il 2017 è iniziato in salita.

Ciò nonostante vantiamo realtà italiane del settore che negli anni si sono ripensate e adeguate alle esigenze del nuovo mercato. Tra queste Vidama Filati, un’azienda che ha scritto la storia dei filati cucirini. Ce la racconta Dario Longo, Amministratore Delegato.

 

La vostra azienda vanta una storia di quasi 40 anni. Com’è cambiata Vidama nel tempo?

 

«Vidama nasce nel 1980 fondata da mio padre Alfredo attuale Presidente del Consiglio di Amministrazione, che dopo una lunga esperienza dirigenziale nel settore filati cucirini per importanti multinazionali, decise di scommettere su sé stesso e di mettersi in proprio. In questa sfida ci abbiamo creduto anche noi figli: io Dario, e i miei fratelli Vittorio e Massimo. Nel 2003, abbiamo costruito il nuovo e moderno stabilimento di Marcianise di 5.000 mq dotato di macchinari ad alta tecnologia e impianto FTV per 250KWP, per realizzare prodotti di grande qualità a quotazioni competitive su tutti i mercati internazionali. In quest’ottica nel 2005, abbiamo acquisito la “Sirteco srl” di Bologna, marchio storico e prestigioso di produzione di Filati Cucirini in Italia. Una mossa che ci ha consentito di ampliare la già nutrita clientela, di ottenere una diffusione più capillare sul territorio nazionale e internazionale, e di posizionarci tra le aziende leader del settore».

 

Come è strutturata la vostra azienda? Quanti dipendenti avete?

 

«L’azienda è gestita da noi fratelli, mentre mio padre ormai riveste il ruolo di presidente onorario. L’organizzazione aziendale si compone di diversi dipartimenti per un totale di 20 dipendenti: amministrazione, finanza e controllo di gestione; commerciale vendite e customer care; commerciale acquisti e international management; analisi e controllo qualità; produzione; magazzino e logistica merci.

Disponiamo inoltre di una rete di agenti in tutta Italia e di quattro depositi in Veneto, Toscana, Marche e Abruzzo».

 

Ci sono giovani interessati alla vostra attività, oppure, come in altri settori, è un problema trovare nuove figure da formare per poter lavorare nella vostra azienda?

 

«Tanti giovani si propongono per collaborare con noi e sono interessati alla nostra realtà, quella di un’azienda moderna, motivata e soprattutto dinamica. Senza dubbio la nostra è un’azienda “giovane”, l’età media dei nostri dipendenti non supera i 40 anni.

Questo vale anche dal punto di vista manageriale; siamo giunti alla terza generazione: sia mio figlio che mio nipote condividono con noi la gestione dell’azienda».

 

La vostra attività nasce come un’attività artigianale. Ad oggi invece quanto influisce l’uso della tecnologia?

 

«Sicuramente la tecnologia è una componente importante: il nostro impegno non poteva bastare a garantire gli standard qualitativi cui puntiamo senza il giusto supporto tecnologico. Abbiamo messo in piedi un sistema virtuoso lungo tutto il processo produttivo: dalla selezione delle materie prime al prodotto finale. E proprio per controllare ogni fase della lavorazione e garantirne la qualità ci siamo dotati di un moderno laboratorio di analisi interne che, passo dopo passo, ci permette di seguire la performance di ciascun prodotto in ogni momento.

Tutti i macchinari sono ad alta tecnologia e dotati di sistema operativo interattivo che ci consente il monitoraggio in tempo reale dei processi produttivi e nel frattempo ci consente un’alta produttività con basso impiego di manodopera.

Per ridurre l’impatto ambientale abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico di 250KWP. Infatti il 70% del fabbisogno di energia proviene da fonti alternative».


 

La crisi economica ha influenzato la vostra attività?

 

«Il settore dei filati ha risentito della crisi internazionale; in particolare il 2009 è stato un anno che ha registrato sensibili riduzioni delle produzioni di manufatti con cali che si sono attestati sul 20-30% soprattutto nel settore Calzatura e Pelletteria. Abbiamo posto rimedio allargando l’orizzonte sia del nostro mercato sia dei nostri prodotti, incrementando le produzioni e le vendite nei paesi dove si sono spostate le grandi produzioni (Tunisia, Marocco, Romania, Albania, ecc.). Il risultato ci ha confortato sin da subito in maniera giusta, già nel 2010 abbiamo ottenuto un aumento di fatturato e migliori margini grazie anche agli investimenti effettuati che ci hanno portato a ridurre i costi di produzione.

Il trend di crescita si è consolidato negli anni successivi tanto che nel 2016 abbiamo migliorato del 15% il fatturato e per l’anno in corso prevediamo di ottenere un ulteriore plus del 10%, attestandoci ai 7 milioni».

 

Quali sono i vostri mercati di riferimento?

 

«La nostra è tra le poche aziende italiane di riferimento per l’intero settore grazie all’ampia gamma di prodotti in grado di soddisfare tutte le esigenze del cucito: abbigliamento in genere, calzature, pelletterie, materassifici, trapuntifici, e legatorie fino ad arrivare al settore mangimi, mulini e tabacchi.

Il 70% i nostri clienti è in Italia, da Nord a Sud, mentre il 30% dei nostri prodotti viene venduto all'estero e, in particolare, in Grecia, Romania, Albania, Portogallo, Tunisia, Arabia Saudita, Malesia, Ucraina e Messico.

Lavoriamo sempre su magazzino pronto e curiamo molto la logistica. In un arco di 24 ore al massimo riusciamo a consegnare la merce anche grazie a una rete di depositi nazionali che ci permettono di essere più vicini ai nostri clienti, grandi e piccoli. Prossimo passo di sviluppo prevede per il 2018 l’apertura di intercompany in Centro Europa e Centro America che ci consentiranno anche in questi paesi di essere più tempestivi e vicini ai nostri clienti».


Il laboratorio di Vidima Filati
 

Come è nata la partnership con Euler Hermes?

 

«La partnership con Euler Hermes è nata più di 20 anni fa, si può dire che sin dalla nostra nascita abbiamo abbracciato questo tipo di servizio che per noi ha sempre rappresentato un motivo di crescita, ovvero un mezzo per incrementare il lavoro e con maggiore garanzia. Sin dai primi contatti che risalgono al 1998 abbiamo ravveduto la necessità di una partnership assicurativa per i nostri crediti. In sostanza conoscere le potenzialità e l’affidabilità finanziarie di un tuo potenziale cliente agevola il tuo business, anzi posso dire che lo migliora. Ti rende sicuro e più disponibile a ottenere il massimo lavoro con i nuovi clienti senza aspettare che col tempo si possa poi via via consolidare il rapporto».

 

Quali sono i benefici del rapporto con Euler Hermes?

 

«Avvalersi di esperti nella valutazione del rischio credito e di un costante monitoraggio del mercato e del settore ci garantisce la valutazione preventiva dei nostri partner e ci permettere di gestire al meglio la direzione dei nostri affari».