Ridimensionata, ma in salute. Questo è lo stato dell’industria tessile italiana, parte rilevante dell’intero manifatturiero nazionale. Vanta 14mila imprese, un valore della produzione superiore a 20 miliardi di euro. Numeri notevoli, se dimentichiamo i dati pre-crisi. Rispetto a dieci anni fa, infatti, il settore sconta un gap di 3,5 miliardi in termini di valore della produzione, 4mila imprese e 40mila addetti in meno.

Tra coloro che ce l’hanno fatta si distingue il Tessiltoschi Group, azienda leader nel settore dal 1968, che proprio oggi festeggia il cinquantesimo anniversario dalla stipula del contratto con Euler Hermes. A raccontarci questa bella realtà italiana Cesare Molta, general manager del gruppo.

 

Tessiltoschi Group è da 50 anni nell’industria tessile. Quali sono le aziende che compongono il gruppo e quale il loro core business?

 «Il gruppo Tessiltoschi si compone di cinque Aziende. La “madre” Tessiltoschi è specializzata nella produzione di tessuti per calzatura e pelletteria del settore moda, oltre a materiali performanti per i settori sicurezza e tecnico-sportivo. La consociata Castex, con sede in Spagna ad Alicante, affianca e rafforza la presenza di Tessiltoschi nel settore calzaturiero, sviluppando una proposta di tessuti mirata per il mercato della pantofola. Nel medesimo mercato si inserisce anche TNT, con sede a Prato, specializzata nella produzione tessuti non tessuti e feltri. Infine, Cartina e Flexon rappresentano la costante volontà del gruppo di innovarsi e il fiore all’occhiello nell’ambito della ricerca e sviluppo; Cartina per il fashion, Flexon per il settore nautico. Flexon produce un tessuto super performante e altamente tecnologico per la produzione delle vele, vantando l’impiego da parte di One Sails, leader mondiale in vele ad alta tecnologia. Cartina è l’ultima creazione, che si occupa di produrre e commercializzare un materiale innovativo, ottenuto dalla carta riciclata, e per questo certificato “Animal Free” dalla Associazione LAV, per un utilizzo sostitutivo della pelle nella produzione di abbigliamento, calzatura, borse e accessori».  



Con i vostri tessuti quindi vi interfacciate con i settori delle calzature, dell’antinfortunistica, dell’ortopedia, della borsetteria, dell’arredamento e dell’abbigliamento. Tra queste filiere per voi quale è la più produttiva?

 «Il settore della calzatura è sicuramente il più produttivo. Facendo un’analisi più approfondita, per Castex e TNT la calzatura, in particolare la pantofoleria, rappresenta la totalità del mercato. Tessiltoschi, invece, riesce a soddisfare le esigenze anche di altri settori. Parlando di numeri il mercato si può così dividere: calzatura 84%; ortopedia 6%; pelletteria 3%; auto 3%; altri settori 4%».

 

I vostri clienti sono per lo più italiani o esteri?

 «Il mercato italiano rappresenta senza dubbio il punto di forza del gruppo Tessiltoschi. Tuttavia, grazie ad una capillare rete di vendita, riusciamo ad essere presenti in tutti i distretti calzaturieri esteri. Sulla base del fatturato 2017 relativo alle singole aziende del gruppo, il mercato si è così diviso: 73% Italia e 27% estero. I clienti esteri sono per lo più di provenienza europea e asiatica.

Per Castex, con sede spagnola, i mercati più importanti sono l’Italia (52%) e la Spagna (30%). Realizza comunque una buona presenza in tutta Europa, oltre che Marocco, Tunisia e India.

Anche per TNT l’Italia rappresenta il 47% del fatturato e il mercato estero si può facilmente individuare in due Paesi: Spagna (30%) e Vietnam (23%)». 

 

Con Cartina proponete un’idea etica di moda, incoraggiando l’abbigliamento ecosostenibile. Ci spiega meglio come si traduce nella pratica il vostro impegno per la salvaguardia dell’ambiente?

 «Cartina nasce dall’idea di sviluppare un materiale innovativo, unico nel mercato delle materie prime, partendo dall’utilizzo della carta riciclata. Questo con un duplice intento: da un lato creare un circolo virtuoso, o meglio un modello di produzione sostenibile, dando nuova vita alla carta rigenerata; dall’altro, offrire un’alternativa alla pelle per chi rifiuta di indossare qualsiasi prodotto di origine animale. Cartina Paper Made Fabrics rappresenta sicuramente una sfida, perché è tecnicamente difficile garantire le stesse performance delle materie prime affermate sul mercato, ed è altrettanto difficile il suo recepimento da parte del mercato. Tuttavia, è una sfida che vale la pena accettare per sentirsi protagonisti ed essere parte attiva nell’importante tema della salvaguardia dell’ambiente. È una filosofia che condiziona a pieno la visione strategica aziendale di Tessiltoschi, tanto che gli uffici e il reparto produttivo sono interamente alimentati da energia verde e rinnovabile prodotta dai pannelli fotovoltaici che ricoprono l’intero stabilimento».



 

Siete presenti anche nel settore dei TNT, i tessuti non tessuti. Di cosa si tratta nello specifico e in quali mercati vi è richiesto?

 «TNT è dotata di macchinari tecnologicamente avanzati per la produzione di tessuti non tessuti, nello specifico il feltro. Questo materiale si realizza tramite il processo di feltratura, consistente nella cardatura delle fibre e successiva adesione delle stesse attraverso compressione meccanica.

TNT propone un’ampia scelta di feltri realizzati con fibre sintetiche, di lana e fibre PET ottenute dal riciclo delle bottiglie di plastica. In passato, negli anni ‘80-‘90, vi fu grande richiesta di tessuto non tessuto da parte del settore automobilistico per foderare gli interni dell’abitacolo. Oggi, la TNT opera principalmente nel settore calzaturiero e soprattutto nella pantofoleria, fornendo un materiale caldo per tomaia e fodera».

 

Interessante è la vostra attività di ricerca e sviluppo. Che tipologia di test eseguite e quale è il loro obiettivo?

 «Il laboratorio interno alla sede di Tessiltoschi rappresenta il fulcro dell’unità ricerca e sviluppo. Il nostro obiettivo è soddisfare al meglio il cliente fornendo prodotti con un elevato rapporto tra prezzo e caratteristiche tecnico qualitative. Siamo in grado di realizzare test di resistenza alla abrasione, alle lacerazioni, alla trazione, alla delaminazione, alla perforazione specifica per la calzatura antinfortunistica, alla flessione, prove della solidità allo sfregamento e spray test».

 

Proprio oggi ricorre l’anniversario della stipula del primo contratto con Euler Hermes. Quali sono i benefici di questo rapporto?

«I benefici del rapporto cinquantennale con Euler sinteticamente si possono riportare a cinque voci: valutazione della solidità patrimoniale/finanziaria della clientela in tempo reale, molto importante per la formulazione di una attenta politica commerciale; vantaggio competitivo sui concorrenti non assicurati i quali non hanno una percezione pari alla nostra della rischiosità del singolo cliente; valore certo dei crediti iscritti all’attivo del bilancio, ai fini di una valutazione societaria; linearità dei flussi finanziari, per quanto concerne la voce incassi dei crediti; certezza del costo imputabile annualmente a conto economico, relativamente alla voce derivante dalle insolvenze della clientela. Un elenco di vantaggi che, comunque, non descrive pienamente il complessivo beneficio e la grande soddisfazione derivante dal rapporto con Euler. In questi anni, infatti, il gruppo Tessiltoschi si è evoluto e ha cambiato totalmente clientela e tipologia di prodotto. Le caratteristiche della polizza si sono perfettamente adeguate alle mutevoli necessità,  migliorando le coperture dei rischi e riducendone i costi. È la certezza di avere uno strumento di gestione flessibile ed economico nelle mani di un partner affidabilissimo negli anni».