«Se guardiamo a quegli anni – aggiunge – complessivamente il settore è molto ridimensionato. D’altro canto, però, penso che non si possano più fare raffronti con un’epoca che non esiste più. Quindi, se considero l’ultimo triennio, mi sembra che il mercato si stia riprendendo, anno dopo anno, e questo fa ben sperare anche per il futuro».

Così il dg di Euroflex, nonché presidente di Confindustria Salerno, descrive un settore, quello siderurgico, in recupero, con le sue difficoltà certo, ma anche con prospettive di crescita ben evidenti.

 

Uno studio di Euler Hermes ha evidenziato che, nel settore siderurgico, nel 2015 la produzione mondiale è scesa del 2,8% per la prima volta in negativo dopo 34 anni (Report mancati pagamenti delle imprese italiane 2016). Per la conclusione del 2016, invece, che dati dobbiamo aspettarci?

«Sul dato macro complessivo mondiale non saprei. Quello che è certo è che vi sia una sovra-capacità produttiva nel mondo che spesso non si riesce a collocare. Inoltre il 2016 è un anno importante perché, nel mese di luglio, si sono avviate delle azioni antidumping contro Paesi che erano abituali esportatori di materia prima nel nostro settore. Ciò ha determinato ovviamente delle tensioni sul mercato come l’instabilità rispetto al prezzo, ma se guardiamo in prospettiva, con queste azioni dumping è chiaro che ci possono essere delle situazioni per le quali si va verso una salvaguardia degli Stati anche se sono decisioni che verranno assunte in via definitiva, forse, nel primo semestre dell’anno venturo e questo, se da un lato crea instabilità, dall’altro crea un’aspettativa per comprendere come agire e quale strategia mettere in campo in maniera più compiuta».

Stabilimento Euroflex

 

Come se la cava l’Italia in Europa con l’export e con il posizionamento nel mercato?

«Nell’ambito del nostro settore, ovviamente, l’Italia sconta un problema di materie prime. Basti vedere la vicenda Ilva che è sintomatica del fatto che c’è un “decadimento” di quelle che sono le fonti, quindi da questo punto di vista il nostro è un Paese che deve sempre appoggiarsi all’estero. La questione Ilva, poi, secondo me è una questione che sarà dirimente dello sviluppo del siderurgico e anche questa sarà una decisione, credo, che verrà definita nel corso del 2017. Quindi da un lato per quello che concerne il dumping, dall’altro per quel che concerne il futuro dell’Ilva, credo che l’anno venturo sarà molto importante. Per quanto concerne le esportazioni, invece, mai come nel settore siderurgico l’Italia credo sia divisa in due perché c’è la parte a Nord che per vantaggi puramente geografici ha sicuramente maggiori possibilità di poter esportare i propri prodotti in Paesi come Germania e Francia principalmente, e nel resto dell’Europa. Chi invece vive nel Meridione del Paese ha un deficit logistico e quindi stenta a poter consolidare una presenza internazionale».

 

È un problema di infrastrutture, secondo lei, a segnare la differenza tra il Nord e il Sud del Paese?

«Nel caso specifico, e quindi per il nostro settore, più che un problema infrastrutturale si tratta di un problema geografico. Chi si trova a Nord ha sicuramente un vantaggio in termini di chilometri da percorrere, al netto di quelle che sono le questioni infrastrutturali che in questo particolare contesto incidono relativamente perché tutto sommato, per quanto riguarda la mia azienda, abbiamo una rete stradale che funziona e i nostri prodotti vanno via mare o su gomma. Da questo punto di vista, infatti, abbiamo dei porti vicini e una rete autostradale che funziona, quindi è solo un problema di chi è nato a Nord o a Sud del Paese».

 

Euroflex offre una vasta gamma di prodotti in grado di rispondere in maniera positiva a diverse tipologie di richieste. Come vi collocate sul mercato?

«Il nostro punto di forza è sicuramente quello di poter offrire una vasta gamma di prodotti, nel senso che non siamo né mono prodotto, né mono settore. Questo ci aiuta soprattutto nei momenti di incertezza del mercato dell’uno o dell’altro settore, dell’uno o dell’altro prodotto. Abbiamo una clientela su base nazionale e cominciamo anche noi ad affacciarci su Paesi esteri, soprattutto nella penisola Iberica, dove riusciamo ad ammortizzare parte del costo cecando di essere competitivi con i nostri concorrenti del Nord Italia e con quelli locali».

 

L’azienda è nata con questa vasta offerta produttiva o vi siete dovuti adattare nel corso degli anni?

«Nel 2017 Euroflex compirà 50 anni e come la maggior parte delle imprese italiane è nata come un’azienda piccola che man mano è cresciuta cercando di cogliere le opportunità dei nuovi prodotti che potessero consentirle di restare sul mercato, un po’ alla volta, pezzo dopo pezzo».

 

Siete stati selezionati per far parte del Programma ELITE di Borsa Italiana. Questo conferma l’eccellenza della vostra impresa e il riconoscimento come una delle migliori aziende del Paese!

«Di questo siamo soddisfatti e orgogliosi. Per entrare nel programma ELITE bisognava avere dei parametri di bilancio ben definiti che noi avevamo. È un percorso che stiamo portando avanti per cercare di migliorare la nostra attività e crescere anche in termini formativi e di motivazione».

 

Questo significa che vi vedremo presto quotati a Piazza Affari?

«Quando abbiamo fatto domanda per il Programma ELITE non era per una possibile quotazione, quanto piuttosto per seguire un progetto formativo e per entrare in un network di aziende anche di altri settori, confrontarci e avere degli elementi di conoscenza utili per la nostra crescita».

 

In materia di insoluti il settore siderurgico è in sofferenza. È anche il vostro caso, oppure la scelta di Euler Hermes vi dà delle garanzie sul credito?

«Noi abbiamo fatto la scelta di assicurare il nostro credito e il nostro fatturato nel lontano 1994. Il fatto che ancora oggi godiamo di questo servizio significa che lo riteniamo utile, strategico e giusto. Sicuramente il nostro settore ha subito negli anni scorsi degli insoluti importanti quindi l’assicurazione del credito è stata assolutamente utile. Ma la collaborazione con Euler Hermes è per noi fondamentale, oltre che per il “rimborso” del credito insoluto, soprattutto per le preziose informazioni che ci vengono date sul mercato e sulle aziende. Nel corso di oltre 20 anni abbiamo potuto riscontrare come le notizie fornite siano sempre veritiere, infatti quando c’è qualche problema Euler Hermes lo segnala e anche se non lo vediamo nell’immediato, poi nel breve-medio periodo quegli eventi che possono indurre a particolari crisi e che ci erano stati segnalati si verificano. Quindi per noi questa è una partnership strategica sia per la copertura del credito sia per le informazioni utili, corrette e precise che Euler Hermes dà ai propri clienti».

 

È quindi grazie a questi studi, a queste garanzie che riuscite a trovare filiere sicure dove proporre i vostri prodotti?

«Certamente. È una delle leve più importanti che negli ultimi anni abbiamo sempre di più selezionato stando attenti anche alla politica del credito».

 

E questo è vero sia in Italia sia per quanto riguarda i mercati internazionali?

«Sì è vero sia in Italia sia sul mercato estero dove ci siamo affacciati e dove abbiamo riscontrato, anche in questo caso, l’efficienza di una struttura che ci segue in tempi rapidi. Perché anche da questo punto di vista bisogna dire che le informazioni che chiediamo ci vengono date in tempi utili per poter definire poi la nostra migliore strategia di vendita».