Un comparto costituito da piccole e medie imprese, ma una fama da leader mondiale per l’elevato sviluppo tecnologico e qualitativo. Si tratta dell’industria conciaria italiana che, secondo quanto riporta l’UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria), impiega 17.612 addetti in oltre 1.200 aziende, e ha un fatturato annuo di 5 miliardi di euro.


Il settore si sviluppa principalmente all’interno di distretti specializzati per tipologia di lavorazione e destinazione merceologica; quello che raggruppa il maggior numero di aziende è quello toscano, di Santa Croce sull’Arno, in cui è concentrato il 35% della produzione nazionale di pelli e il 98% di quella di cuoio da suola. Nascono proprio qui, negli anni Sessanta/Settanta, parallelamente al declino dell’agricoltura, le prime lavorazioni, tra cui la piccola realtà della Conceria Annarita, come racconta proprio Anna Rita Melai, figlia di uno dei fondatori ed oggi socia dell’azienda che porta il suo nome: «I fondatori, Alberto e Alviano Melai iniziarono la loro attività a Santa Croce, ma la Conceria Annarita nacque nel 1976. Nel 1981 entrarono a far parte dell’azienda altri due soci, Marco e Walter Melai, e nel 1986 ci siamo aggiunti io e Gianluca Melai, tutti figli dei due fondatori. Proprio quest’anno abbiamo festeggiato i 40 anni di attività».

I 40 anni della Conceria Annarita

Ma come ha resistito fino ad oggi una piccola realtà artigianale che conta undici dipendenti? La chiave di volta è stato l'uso delle moderne tecnologie conciarie, che hanno reso la Conceria Annarita un punto di riferimento nella produzione di pelli bovine e vitelli per calzature, abbigliamento e pelletteria. Ciò le ha permesso di differenziarsi ed evolvere anche nella qualità dei prodotti: «All’inizio - spiega Anna Rita Melai - realizzavamo anfibi, poi ci siamo orientati verso altri articoli, e questa varietà l’abbiamo mantenuta fino ad oggi, raggiugendo un buon fatturato e mantenendo viva la voglia di migliorarsi. L’obiettivo è quello di essere sempre all’avanguardia, anche perché siamo consapevoli che al giorno d’oggi non si può fare altrimenti».

Il continuo studio delle moderne tecnologie per lavorare al meglio il pellame ha fatto sì che la crisi economica non intaccasse la reputazione della conceria Annarita. «Come tutti – prosegue – abbiamo avvertito la crisi senza precedenti che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni, ma l’abbiamo fronteggiata cercando di accrescere la varietà degli articoli prodotti. All’inizio siamo andati per tentativi, ma alla fine abbiamo raccolto i frutti sperati. E oggi siamo perfino riusciti ad ampliare la nostra attività e la nostra presenza sul mercato».

Strumenti di lavorazione delle pelli

D’altronde, sempre di più, un clima di cauto ottimismo pervade il settore conciario, grazie soprattutto al dato confortante dell’export (76%) che conferma la leadership di una delle tante eccellenze manifatturiere italiane. Anche le piccole realtà come la Conceria Annarita dividono i loro prodotti al 50% tra il mercato italiano e quello estero: «Ormai siamo conosciutissimi nel mercato asiatico - spiega la signora Melai - soprattutto ad Hong Kong, e in quello americano. A livello europeo invece lavoriamo molto con la Germania».

Insomma, un successo su tutti i fronti, dovuto anche al rapporto di lunga data che la Conceria intrattiene con Euler Hermes: «Siamo assicurati dal 1999 e il nostro è un rapporto di fiducia che resiste nonostante la tanta concorrenza;ci siamo sempre trovati bene. Ci conosciamo da una vita e la relazione ormai è amichevole con lo staff che ci segue». Quindi non solo un’assicurazione sul credito, attivata per gestire gli insoluti ed avere informazioni su potenziali clienti, ma anche un partner di fiducia in grado di instaurare con gli assicurati relazioni di qualità e durature nel tempo.