Ma in realtà la Pietro Coricelli Spa è un gruppo moderno che ormai da 10 anni ha lasciato l’ancora del mercato interno per lanciarsi all’estero. E i risultati sono evidenti: nel 2012 l’azienda ha chiuso l’anno con vendite pari a 140 milioni di euro. Rispetto al totale dei ricavi, solo il 33% viene dall’Italia, mentre il restante 66% deriva dalla presenza in oltre 110 Paesi in giro per il mondo.

Quella per l’export non è solo un’attitudine ma un modello di business che dai primi anni duemila l’azienda ha sposato, convinta che proprio dalla diversificazione territoriale avrebbe colto le maggiori soddisfazioni economiche. E così è stato.

«Il gruppo – commenta il direttore generale Renato Calabrese – esporta praticamente in tutto il mondo, anche se ultimamente ci stiamo concentrando molto su Brasile, Russia e Cina, Paesi in crescita e molto popolosi. Attualmente l’azienda ha tre manager espressamente dedicati a questi tre mercati. Nel caso della Cina il dirigente che segue il settore è cinese e ha vissuto per anni in Italia».

A sostenere la diffusione dell’olio d’oliva nel mondo, nonostante i suoi costi più elevati rispetto all’olio di semi, c’è da un lato il riconoscimento sempre più diffuso delle sue qualità in termini di salute e di benessere alimentare, e dall’altro il miglioramento delle condizioni economiche di molti popoli che negli ultimi anni sono usciti dalle fasce di povertà e sono entrati nei circoli circuiti internazionali del consumo.

«Proprio questo processo – prosegue Calabrese – si sta verificando oggi in India. E infatti come azienda stiamo seguendo con grande attenzione la sua crescita considerato che si tratta di un Paese con oltre un miliardo di abitanti e dove gli stili di vita stanno lentamente migliorando. In questa fase stiamo conducendo approfondite ricerche di mercato e stiamo analizzando se è il caso di aumentare la nostra squadra facendo degli inserimenti proprio per coprire quell’area geografica».

Guardando ai numeri, la diversificazione territoriale è oggi l’arma vincente dell’azienda, fondata da Pietro Coricelli prima della Seconda Guerra Mondiale e ancora oggi gestita dalla famiglia giunta alla terza generazione. Attualmente l’azienda è presente sul mercato con due marchi: Pietro Coricelli e Cirio, che ha rilevato dopo il fallimento. Il suo olio viene da produttori principalmente europei (Spagna, Italia e Grecia) e i volumi sono elevati: nel 2012 l’azienda ha movimentato 64 milioni di litri di olio.

Alla base delle sue lavorazioni c’è tutta la tecnologia maturata da anni di esperienza e grandi investimenti in innovazione. Gli stabilimenti sono dotati di sistemi per la frangitura a freddo delle olive, e organizzati per adottare le più avanzate tecniche di lavorazione e raffinazione degli oli. Sono presenti inoltre laboratori dedicati alla verifica costante degli standard qualitativi del prodotto, oltre a impianti moderni per il confezionamento e la spedizione.

«La nostra base è in Umbria, a Spoleto – racconta il direttore generale – ma la vocazione dell’azienda è internazionale e per essere competitivi all’estero dobbiamo poter offrire il meglio che c’è sul mercato. E i numeri hanno dato ragione a questa scelta: in dieci anni il nostro fatturato è passato da 50 a quasi 140 milioni di euro, con trend di crescita costanti che crediamo si protrarranno per un altro quinquennio».

In quest’ottica un ruolo centrale lo ricopre il rapporto iniziatoproprio una decina di anni fa con Euler Hermes Italia, divenuto da allora un sostegno nel processo di internazionalizzazione dell’azienda. Proprio il direttore generale della Pietro Coricelli conferma l’importanza di un player come Euler Hermes sia per la raccolta iniziale di informazioni sull’affidabilità degli eventuali partner commerciali, sia per la gestione di eventuali problematiche che possono sorgere nella fase dei pagamenti.

«Devo ammettere – afferma Calabrese – che il vero strumento prezioso offerto da Euler Hermes è la sua capacità di accompagnarci nella fase di studio del mercato. Quando ci dicono che un cliente è affidabile allora andiamo sereni e facciamo business con lui. E proprio grazie a questa attività di consulenza in giro per il mondo il nostro tasso di sinistri non è per nulla elevato».

Un supporto prezioso che ha favorito la strategia sposata dal Gruppo e basata su un graduale ma costante processo di internazionalizzazione. E proprio questa diversificazione territoriale del business, fortemente voluta e perseguita dall’azienda negli ultimi dieci anni, è divenuta il punto di forza che ha messo la Pietro Coricelli Spa al riparo dalla crisi del mercato interno italiano, aprendola a quelle aree del globo che continuano a crescere e ogni giorno che passa scoprono con entusiasmo i migliori prodotti della tradizione italiana.