Il manager ha lavorato dal 2001 al 2010 in una grande azienda del settore, poi ha fatto il grande salto verso l’iniziativa privata. E da allora, insieme a un pugno di soci, ha messo in piedi un’azienda che in pochi anni è divenuta un punto di riferimento nell’acquisto e nella vendita di gas naturale.

«Fin dall’inizio – spiega Giovanni Baroni – l’idea era che ci fosse spazio in un mercato di grandi player per realtà più piccole. In genere le multinazionali o anche le società municipalizzate che offrono questi servizi sono più lente, mentre nella vendita di gas naturale, per quella che è la mia esperienza, devi essere veloce ed efficiente».

Come è iniziata la sua avventura da imprenditore?

«Era il 2010: prima di tutto ho trovato dei finanziatori che hanno creduto nel progetto, e poi ho radunato intorno a me dei manager di valore, ai quali è stato permesso di partecipare al capitale azionario dell’azienda. Oggi, grazie anche a questa scelta, abbiamo un know-how e una forza commerciale che ci permette di essere competitivi sul mercato».

Chi sono i vostri clienti?

«Inizialmente erano quasi solo grandi aziende, poi con il tempo ci siamo aperti anche alle medie e alle piccole che richiedono in genere maggiori attenzioni proprio per la fragilità finanziaria che spesso le caratterizza».

Il problema di molti grandi gruppi è il controllo delle vendite. Come avete fatto a rendere efficiente il vostro sistema di fatturazione sulla vendita di gas?

«Abbiamo investito moltissimo nei sistemi informatici e questo per garantire sia a noi sia ai nostri clienti una fatturazione esatta e precisa. Questo non solo è una garanzia per loro, ma è uno strumento utile per noi quando è il momento di fatturare il venduto».

Quanti sono oggi i vostri clienti?

«Più o meno seguiamo in Italia circa 1.000 clienti, una cifra che è andata crescendo negli ultimi anni, nonostante la crisi economica da un lato e la concorrenza spietata del mercato, dall’altro. Non solo: la percentuale di quelli che rimangono è altissima proprio perché garantiamo loro un servizio efficiente a costi concorrenziali».

Quali sono i numeri del vostro business?

«Posso dire che siamo arrivati in un anno ad avere un monte vendite ai clienti finali che oscilla intorno ai 70-80 milioni di euro. Una cifra destinata ad aumentare perché proprio da quest’anno, oltre al gas, stiamo cominciando a vendere anche energia elettrica. Il tutto si lega nel grande tema dei consumi. A questo proposito nel 2013 abbiamo costituito la X3 Solution, una società legata al Gruppo che offre la sua consulenza e le sue eccellenze per fare efficienza energetica nell’industria. Il sistema è semplice: noi proponiamo gli interventi necessari per ridurre gli sprechi energetici, siamo in grado di finanziarli grazie al sostegno di un fondo infrastrutturale inglese e una volta terminati i lavori misuriamo il risparmio energetico che ci prendiamo come una sorta di “pagamento a rate” per un numero definito di anni. Terminato questo periodo, il sistema torna di proprietà dell’azienda».

La sede di X3Energy


Quante persone lavorano al progetto delle vostre aziende?

«Circa 20 interni e 30 figure esterne. Inoltre a luglio abbiamo avviato un’attività d’impresa anche negli Stati Uniti con la neonata società X3 CNG che si occupa di sviluppare stazioni di servizio a metano per i camion. Gli Usa sono i più grandi produttori mondiali di metano, ma non hanno ancora un sistema di vendita al dettaglio efficiente e capillare. Stiamo provando ad entrare in quel mercato, con le nostre competenze e la nostra esperienza».

In tutto questo qual è il vostro rapporto con Euler Hermes?

«Nella nostra attività il rapporto con Euler è imprescindibile. Come dico sempre, per me Euler è un cancello dentro il quale devono passare i nostri clienti. Se non passano dal cancello, restano fuori. Questo per dire che il supporto del Gruppo è fondamentale per garantire il nostro business e per “pesare” l’affidabilità finanziaria dei nostri partner commerciali. Molte aziende, nel nostro settore, hanno sposato politiche aggressive che sono finite malissimo. Nel nostro caso preferiamo conoscere i nostri clienti e fare insieme a loro un percorso di crescita condiviso. Senza brutte sorprese».