Ossia l’intermediazione nella vendita tra le società farmaceutiche e soggetti terzi come grossisti, ma anche grandi stabilimenti industriali, navi da crociera e altro. È il Gruppo Petrone (www.petrone.it), l’azienda nata nei primi anni ’60 da un’idea di Carmine Petrone e rimasta negli anni nelle mani della famiglia. 


In realtà, la passione per la farmaceutica della famiglia partenopea ha origini ancora più lontane e risale al 1898 quando Raffaele Petrone (il nonno dell’attuale e omonimo amministratore delegato) aprì la prima farmacia nella provincia di Avellino.

Oggi, oltre cento anni dopo e a circa cinquant’anni dalla fondazione dell’azienda, il Gruppo è divenuto una holding quotata in Borsa (una delle poche in Italia nel settore farmaceutico) che controlla circa 30 società con sedi proprie anche all’estero e vanta una presenza commerciale praticamente globale.


Attualmente il fatturato consolidato raggiunge i 500 milioni di euro, di cui circa 350/400 dalle attività di trading farmaceutico. In realtà i settori di business in cui l’azienda compete con i colossi stranieri sono tre: la ricerca, la produzione (sia per i propri marchi che per terzi), e la strategia commerciale, quindi l’intermediazione e la vendita sui mercati internazionali.

Il Gruppo Petrone ha una rete molto capillare in tutto il mondo di circa 800 clienti e tra questi non c’è solo il soggetto strutturato della grande distribuzione, ma anche il piccolo ospedale.


Tutto questo ha favorito lo sviluppo del Gruppo che oggi divide le sue attività tra il commercio e la distribuzione farmaceutica, ed è presente direttamente sui mercati italiano e spagnolo, attraverso anche alcune farmacie ed erboristerie. Allo stesso tempo la presenza sul mercato interno è ancora consistente e vale circa il 50% del fatturato aziendale, mentre la restante metà viene dall’attività commerciale all’estero.


Ma l’intermediazione farmaceutica non è l’unico asset di un’azienda che ha fatto della ricerca e dell’innovazione valori chiave per il suo modello d’impresa. A conferma della sensibilità e del peso riconosciuto a queste voci, il Gruppo ha investito molto nella sua controllata Pierrel, ottenendo incredibili risultati. Questa azienda, che ormai opera sul mercato da circa 60 anni, è uno dei principali produttori europei di anestetici locali, utilizzati soprattutto negli interventi odontoiatrici. A sua volta quello della Pierrel è un piccolo gruppo multinazionale (sempre controllato dalla famiglia Petrone), e diviso nella Pierrel Research International, nella Contract Manufacturing e nella Pierrel Pharma. Lo stabilimento produttivo, in questo caso, è a Capua, vicino Caserta, ma i prodotti della Pierrel hanno fatto il giro del mondo fino al punto di ottenere l’autorizzazione della Food & Drug Administration (www.fda.gov) per la commercializzazione sul territorio statunitense. Forte di questa eccellenza tecnologica, la Pierrel ha recentemente firmato un accordo di collaborazione con la Mondobiotech, un colosso farmaceutico svizzero, quotato alla Borsa di Zurigo.


La multidisciplinarietà rimane in ogni caso un elemento essenziale della politica aziendale che, pur essendo focalizzata sul comparto farmaceutico e sanitario, ha comunque allargato il proprio raggio d’azione anche all’assistenza. E ha investito affinché le eccellenze raggiunte negli anni potessero essere messe a disposizione del territorio dove il Gruppo è nato e cresciuto. In Campania, l’azienda gestisce infatti nove centri di riabilitazione, con 3mila pazienti al giorno ai quali vengono messe a disposizione le attrezzature e i macchinari più moderni, con un’attenzione sempre spiccata verso il sociale. Si tratta di centri accreditati con il Sistema sanitario nazionale, specializzati nel campo della riabilitazione e destinati a pazienti che hanno subito interventi, traumi o sono affetti da paralisi, disordini del linguaggio, deficit di comunicazione. Anche qui, nelle cure contro l’autismo (ambito in cui i centri Petrone sono all’avanguardia in Italia), le relazioni con la comunità scientifica internazionale, e in particolare con l’Università di Miami, sono forti.

Questa multidisciplinarietà, dove l’attitudine alla ricerca si sposa all’innovazione, all’assistenza sanitaria, e allo spirito commerciale del trading di prodotto, ha dato vita a un Gruppo molto attivo sia in Italia che all’estero.


Ma la forza dell’azienda e la sua capacità di crescere nel tempo è anche nel rapporto che ormai da più di 20 anni ha stretto prima con Siac e poi con Euler Hermes (www.eulerhermes.it). A confermarlo è Raffaele Petrone, figlio del fondatore e oggi amministratore delegato della holding che controlla il Gruppo e responsabile del settore finanza, sviluppo e ottimizzazione delle risorse.

«Per le tipicità del nostro business – spiega Petrone – il supporto di Euler Hermes è stato ed è fondamentale. L’attività che svolgiamo si basa infatti sull’acquisto di farmaci di ogni tipo dalle case farmaceutiche e sulla loro vendita a soggetti terzi, in giro per il mondo. Questo significa che sapere se un potenziale cliente è solvibile, è un elemento essenziale per non incorrere in rischi finanziari. Quando vendiamo prodotti a Macao, piuttosto che in Cile, in Cina o altrove dobbiamo essere certi che i nostri partner commerciali siano affidabili, altrimenti l’azienda corre un pericolo troppo grande».


«Agli inizi della nostra attività – prosegue Petrone – ci eravamo strutturati per fare al nostro interno delle
ricerche sui potenziali clienti. A quei tempi non c’era neanche internet e tutto era terribilmente difficile. Poi abbiamo incontrato Siac e da allora siamo rimasti partner di Euler Hermes fino ad oggi e siamo più che soddisfatti del supporto che viene dato al nostro business».

E proprio nello sviluppo della politica commerciale, è stato cruciale il rapporto stretto con Euler Hermes. «Da un lato – commenta Raffaele Petrone – Euler attraverso l’assicurazione al credito ci garantisce comunque una quota del business, nonostante gli eventuali problemi di pagamento dei nostri clienti, e dall’altro ci mette a disposizione il suo enorme database e attraverso una semplice telefonata noi riusciamo a sapere se un’azienda dall’altra parte del mondo è finanziariamente sana o se sta vivendo un momento difficile».

«Tutto questo – conclude Petrone – contribuisce a migliorare anche i rapporti con le banche che, di fronte alle garanzie rappresentate dalla partnership con Euler Hermes, sono più disponibili alla concessione di prestiti per sostenere le nostre attività imprenditoriali all’estero».


Il giusto equilibrio tra conti in ordine, crescita sui mercati esteri e buoni rapporti con il sistema creditizio, è stato un punto centrale che ha aiutato il Gruppo a navigare negli anni della crisi economica dove, anche nel settore farmaceutico profondamente legato ai tagli sulla sanità pubblica, le difficoltà economiche si sono fatte sentire in modo pesante. Nonostante questo, la presenza capillare sul mercato interno e la crescita all’estero, oltre ovviamente alla forte impronta innovativa, hanno permesso all’azienda di difendere le posizioni consolidate e di continuare a crescere.