Poli opposti e non solo in termini geografici. Nord e Sud nella nostra penisola sono da sempre risvolti diversi di un’unica realtà. Siamo abituati a un meridione “in ritardo” sotto il profilo industriale, penalizzato da una scarsa internazionalizzazione e digitalizzazione rispetto al resto del paese.

Questo non significa che non esistano testimoni di un Sud all’avanguardia, realtà italiane esemplari, come Gts Logistic, società pugliese che ha investito nell’innovazione ed oggi è leader in Italia ed Europa nel trasporto intermodale.

Ribaltando la percezione che vede la ferrovia come un mezzo obsoleto, l’azienda nel 1977 ha sposato la mission di ridurre il trasporto su strada, diventando oggi il quarto gruppo ferroviario del paese. Per saperne di più abbiamo intervistato Pasquale Todisco, chief financial officer.

 

La peculiarità della vostra azienda è quella di operare nell’ambito del sistema ferroviario ed intermodale con una particolare attenzione alla sostenibilità. Ci vuole spiegare come rendete possibile tutto questo?

«È dal ’77, quando la nostra azienda è stata fondata su intuito del nostro attuale Presidente, che combiniamo le diverse tipologie di trasporto al fine di offrire un servizio door to door ai nostri clienti. Dal 2008 abbiamo integrato nel nostro processo produttivo anche l’impresa ferroviaria. Il treno, che a molti può sembrare un sistema obsoleto, e per alcuni un sistema inefficiente, (è sufficiente pensare allo slang comune “sei un treno merci” utilizzato per indicare qualcosa di brutto e lento), è invece quanto di più attuale ed innovativo nel settore dei trasporti. Ed è, soprattutto, sostenibile. Ad esempio, ogni nostro treno elimina almeno 66 mezzi pesanti dalle strade, aiutando l’ambiente, riducendo l’inquinamento atmosferico ed acustico, e la società, riducendo gli incidenti ed i morti sulle strade ed il traffico. Moltiplichiamo il tutto per 2200 treni l’anno, per oltre 100 mila commesse l’anno».


 

La vostra è una proposta di valore che costituisce un unicum nel panorama europeo. Crede sia questo il segreto del vostro successo?

«La nostra forza è sicuramente nell’offrire un servizio integrato unico nel panorama europeo. Questo ci permette di essere più efficienti ma soprattutto di poterci meglio adattare alle esigenze dei nostri clienti. Offrire un servizio chiavi in mano efficiente e puntuale».

 

Parlando di numeri, ci può dire a quanto ammonta il vostro fatturato? Quale è la media delle vostre spedizioni? Quanti dipendenti contate?

«Oggi sviluppiamo circa 90 milioni di euro di fatturato, con oltre 100 mila spedizioni l’anno ed un target di 120 mila spedizioni nel 2018. Siamo circa 170 dipendenti e prevediamo una crescita nel 2019 di ulteriori 40 unità».

 

Quali sono i mercati più importanti oggi e a quali guardate per il futuro?

«Oggi copriamo i mercati che vanno dal nord Europa, Inghilterra Belgio ed Olanda, passando per l’Italia fino alla Grecia e alla Turchia ed Albania. Per il futuro, oltre a far crescere le attuali quote di mercato nei paesi oggi serviti, includendo Germania ed Est Europa, miriamo ad accrescere il network ferroviario con nuove relazioni e nuovi servizi ferroviari».


 

Fino a poco fa il vostro core business prevedeva spedizioni e trasporti via treno. Recentemente vi siete aperti anche ai trasporti marittimi e aerei. Cosa vi ha spinto a farlo? E che prospettive vedete in questo nuovo mercato?

«Vogliamo esser per il cliente la soluzione al trasporto. Inoltre, le tipologie di servizio citate possono e trovano integrazione con le nostre soluzioni in essere e questo ci permette di ottimizzare, quindi, ulteriore efficienza e competitività. Sono mercati immensi nel quale le sinergie e la gestione delle informazioni costituiscono un vantaggio notevole».

 

Avete reso nota la vostra intenzione di entrare in borsa entro cinque anni. Cosa vi spinge ad intraprendere questa strada?

«Negli ultimi tre anni abbiamo investito oltre 50 milioni di euro. Ma il nostro settore, è un settore capital intensive. Per far il giusto salto dimensionale e coprire il gap tra domanda ed offerta nel mercato ferroviario è necessario investire.

Oggi la quota di merci che viaggia su ferrovia in Italia è al 4-5%. La Comunità Europea nel Libro Bianco ha fissato l’obiettivo del trasferimento strada/ferrovia del trasporto merci al 30%. Per produrre i treni/km necessari è indispensabile investire in materiale rotabile, nonché risorse umane. La borsa è una soluzione che ben si adatta a tale obiettivo».

 

Tra i progetti per il futuro, prevedete di iniziare a trasportate anche le persone?

«A livello tecnico potremmo farlo già oggi. È un business a cui guardiamo con attenzione e quando riterremo i tempi maturi investiremo le nostre competenze anche nel trasporto passeggeri».

 

Da quanto tempo siete assicurati con Euler Hermes e che vantaggi trovate in questo rapporto?

«Lavoriamo con Euler Hermes da due anni. Ed abbiamo da subito potuto apprezzare i vantaggi di un grande Gruppo che ti è però vicino. Tempestività sulle decisioni sia positive che negative.  Gli strumenti informatici messi a disposizione permettono un rapido accesso alle informazioni ed alle procedure e ciò è fondamentale per un business come il nostro in cui il fattore tempo può fare la differenza».