Le tavole di tutto il mondo lo sognano, il “made in Italy” agroalimentare è apprezzato in ogni dove. A confermarlo il record storico dell’export riportato in un’analisi della Coldiretti: nel 2017 le esportazioni del cibo italiano hanno raggiunto 41,03 miliardi di euro, segnando una crescita del 7% rispetto all’anno precedente.

Gran parte dei destinatari sono Paesi europei, ma i principali appassionati dell’italian food fuori dall’Eurozona restano gli Stati Uniti con 4,03 miliardi di euro, terzi in termini generali dopo Germania e Francia.

I nostri prodotti vanno bene anche in Cina, Giappone e Russia dove però l’embargo che ha colpito frutta, verdura, formaggi, carne, salumi e pesce limita molto le potenzialità di crescita delle esportazioni provenienti dall’UE.

Frizzante il mercato vitivinicolo, il cui valore export è aumentato del 7%, raggiungendo i 6 miliardi di euro di fatturato. Un risultato più che brillante se si considera che nell’anno passato abbiamo subito una delle peggiori vendemmie dal Dopoguerra, a causa delle condizioni metereologiche. Il connubio però tra la caduta dell’offerta e l’inevitabile aumento dei prezzi ha fatto sì che il Bel Paese rimanesse primo nel settore enologico.



Daniele Lombardelli

A fare da eco a questi dati positivi, anche quelli presentati dal Consorzio Grosseto Export, un polo di piccole e medie imprese tutte appartenenti al settore agroalimentare e per gran parte toscane. Secondo un loro rapporto, infatti, le 33 aziende associate hanno maturato un fatturato export di circa 200 milioni, pari a circa il 48% del loro fatturato totale. Ad aiutarle in tal senso sicuramente l’attività che il Consorzio promuove per loro fin dal 1974, che punta a favorire l’internazionalizzazione delle aziende associate con numerose iniziative business to business. «Il nostro Consorzio – spiega il Presidente Daniele Lombardelli - organizza incontri B2B a Grosseto con l’obiettivo di presentare le produzioni agroalimentari e vitivinicole dei nostri soci a importatori e catene di supermercati dei principali mercati internazionali.

La formula dell’incoming in tutti questi anni si è rivelata efficace in quanto permette alle aziende, con investimenti molto ridotti rispetto a fiere e a missioni all’estero, di entrare in contatto con realtà spesso geograficamente distanti dall’Italia ma accumunate dall’interesse per i prodotti italiani di qualità». Nel 2018 hanno già ricevuto una delegazione di importatori da Israele e ora in programma, sono previsti degli incontri con operatori sia del Nord Europa che della Costa Ovest degli Stati Uniti. Oltre all’attività nel B2B, quest’anno il Consorzio sarà presente anche alla Fiera CIBUS di Parma, dove ogni azienda avrà la possibilità di esporre i propri prodotti e sviluppare relazioni proficue.


L’iniziativa più prossima, invece, è con il primo distributore della Repubblica Ceca per quanto riguarda il canale Ho.Re.Ca., la società BIDFOOD: «L’appuntamento è il 27 marzo e lo scopo della visita è quello di individuare prodotti da destinare a ristoranti, winebar e hotel di medio-alto livello, specie dell’area di Praga racconta Lombardelli.Oltre ai nostri Soci, all’evento faremo partecipare in via eccezionale anche alcune aziende, con prodotti complementari ai nostri, che non sono ancora associate ma hanno mostrato interesse a entrare nel Consorzio. Nel caso un’azienda fosse interessata a partecipare all’evento può contattarci direttamente».


Insomma un lavoro di networking e non solo quello del Consorzio, che si rivela un valido strumento per le aziende italiane del settore food&wine per connettersi e stringere contratti con partner stranieri.