Intorno al sorgere e al radicarsi di queste piccole e medie imprese si è creato e sviluppato spesso un tessuto sociale strettamente connesso alle risorse al territorio di origine.

Tra queste realtà tipicamente italiane vi è senza dubbio anche la presenza della Eredi Bianchi Giuseppe Spa nata nel 1961 a Cucciago, in provincia di Como, e specializzata nel commercio di semilavorati non ferrosi, in particolare ottone, rame, alluminio, acciaio, bronzo e stagno.

Complice il periodo storico favorevole, erano infatti gli anni del boom economico italiano, agli inizi degli anni Sessanta Giuseppe Bianchi e sua moglie fondarono una piccola ditta individuale che inizialmente aveva dimensioni molto ridotte e poi, negli anni, si è ampliata fino alle due sedi attuali, quella di Como e quella di Padova. Una posizione geografica strategica, peraltro, che ha permesso a Eredi Bianchi di raggiungere facilmente Svizzera, Slovenia e Austria e avviare relazioni commerciali anche nei tre paesi europei dell’arco alpino.

Come racconta la figlia Anna: «La materia prima arriva da noi semi-lavorata e poi viene rivenduta a diversi tipi di aziende; principalmente idrauliche, metalmeccaniche e di arredamento. Tra la metà degli anni Settanta e la metà degli Ottanta, grazie alla grande richiesta di ottone da parte di molte fabbriche di arredamento della zona, la nostra azienda ebbe un grande sviluppo. In quegli anni, infatti, si diffuse la moda dei letti fabbricati con questo materiale e per noi fu una grande fortuna, anche se oggi, se si escludono alcuni Paesi Arabi, sono passati un po’ di moda».

Fu quindi la grande richiesta di ottone a permettere a una micro azienda familiare di diventare un’importante realtà del territorio. «Sicuramente – spiega Anna Bianchi – siamo presenti in tutta la penisola, ma con maggior concentrazione al Nord. Nel Centro e nel Sud Italia, trattiamo principalmente con piccoli commercianti che ci fanno da punto vendita e che, a loro volta, distribuiscono nel loro territorio di origine».

E oggi qual è il materiale che va per la maggiore nel nostro Paese?

Secondo la signora Bianchi oggi non c’è un materiale la cui richiesta predomina sulle altre. Di sicuro, però, attualmente il commercio dell’alluminio è quello che ha registrato l’aumento più importante; allo stesso tempo, però, la richiesta di ottone e di rame non è diminuita. «Insomma – per dirla con le sue parole – un materiale non esclude l’altro, ma all’interno della stessa famiglia può esserci un tipo più richiesto di un altro. Ad esempio, se un tempo era molto ricercato il tubo in ottone, ora sono le barre per le tornerie o le lastre per l’arredamento ad avere più mercato. Per quanto riguarda il rame, invece, sono le lastre per fare gli stampi o il materiale per i quadri elettrici ad essere oggi maggiormente richiesti».

Proprio grazie alla diversità e alla varietà di offerta, la Eredi Bianchi ha risentito in maniera marginale del periodo sfavorevole di congiuntura economica. Uno studio di Euler Hermes ha infatti evidenziato che: “in Italia, negli ultimi anni, la siderurgia ha rappresentato la cartina tornasole in cui si sono catalizzati tutti gli elementi del declino italiano e il difficile momento è riflesso anche nella situazione dei crediti e della produzione industriale”.


«Ne abbiamo risentito sicuramente – commenta Anna Bianchi – ma solo in parte perché commercializziamo diversi tipi di materiale e li distribuiamo a varie categorie di aziende. Non avere un solo canale di diffusione ci ha permesso di avere sbocchi distinti e, laddove un canale era fermo, ne abbiamo individuati altri a cui fornire materiale».

Anna Bianchi si occupa dell’amministrazione. Insieme a lei c’è il fratello maggiore Enzo che, dopo la morte del papà – negli anno Ottanta – ha preso in mano le redini dell’azienda con la mamma e oggi si occupa degli approvvigionamenti di materia prima. «È stato lui – spiega la sorella – che con la sua capacità imprenditoriale ha saputo ampliare il nostro mercato ed è sempre grazie a lui che oggi siamo a capo di un Gruppo specializzato nei metalli».

Oltre al commercio, infatti, la Eredi Bianchi Giuseppe SpA, si dedica alla produzione di tubi attraverso una controllata gestita da un altro fratello, Michele. Nello specifico, l’azienda è specializzata nella lavorazione di lastre, mentre una neo-nata società del Gruppo si occupa del commercio di rottami.

«Se non fossimo tre – conclude Anna – e se non avessimo lo spirito collaborativo che ci contraddistingue e unisce, non saremmo mai riusciti a far crescere la nostra azienda fino alle dimensioni attuali».

Ma Anna è impegnata anche nella gestione dei pagamenti in entrata da parte della clientela, anche quando non vanno a buon fine. «Sicuramente, in un contesto del genere – spiega – è stata molto importante l’assicurazione sul credito e di conseguenza la partnership con Euler Hermes perché, a seguito della stipula dell’assicurazione, l’allarme sull’incidenza di insoluti è rientrato e non corriamo più il rischio che corrono alcuni nostri concorrenti e, purtroppo, molti clienti che lamentano percentuali di insoluti molto elevate. In più, questa collaborazione ci supporta anche nella scelta di nuovi clienti perché è prassi per noi richiedere un fido prima di rifornire un nuovo acquirente, e se Euler Hermes non lo concede, ciò significa che non è affidabile e quindi non entrerà a far parte della nostra clientela. E questo è vero sia per i clienti che abbiamo in Italia, che sono la gran parte, ma anche per quelli che abbiamo al di fuori dei confini nazionali anche se, a differenza di quanto avviene nel nostro Paese, molte aziende estere sono solite pagare alla consegna della merce».