Oltre che un’azienda giovane che studia da leader nel settore delle cialde e delle capsule di caffè, quella di Caffè Borbone, il cui brand è gestito dalla Caffè Borbone Srl, è una famiglia che nel corso degli anni ha coltivato con passione e dedizione l’amore per il caffè e per il proprio territorio. Ha portato avanti la sua mission con il giusto equilibrio di tradizione e innovazione tecnologica, che ha permesso all’azienda di crescere costantemente in termini di fatturato anno dopo anno, anche quando la proprietà ha deciso di cedere il 60% dell’azienda a Italmobiliare. Il segreto del successo di Caffè Borbone è legato non solo all’accurata selezione delle materie prime e al processo di lavorazione automatizzato, ma anche a una visione manageriale capace di individuare nuove sfide per il futuro. A spiegarlo è Francesco Vitobello, direttore di della Caffè Borbone Srl.

Caffè Borbone nasce ispirandosi alla Napoli del ‘700 e alla tradizione del caffè napoletano. Ma cosa rappresenta il caffè per Napoli e in che modo riuscite a comunicare questo amore all’interno del vostro prodotto anche a chi non è di Napoli?

«Caffè Borbone nasce nel 1997 come una tradizionale torrefazione che vuole portare avanti e diffondere l’amore per il caffè attraverso la qualità del nostro prodotto, soprattutto cercando di coinvolgere tutti i sensi, non solo il gusto ma anche gli odori. Per creare questa esperienza sensoriale nel cliente ed esaltare l’aroma del caffè, puntiamo su un confezionamento particolare».

Qual è il core business della vostra azienda?

«Il successo di questa azienda è stato quello di credere e puntare prima di altri su capsule e cialde di caffè. Attualmente l’80% del nostro fatturato lo generiamo grazie a questi due prodotti. Il restante 20%, invece, fa leva su quello che è il mercato tradizionale del caffè, ossia grani e caffè macinato. Quindi oltre a puntare su un prodotto sempre di qualità, Caffè Borbone ha messo in campo anche visione e innovazione, intercettando prima di tutti una nuova fetta di mercato ancora inesplorata e sconosciuta. La produzione di cialde e capsule è stata un vero e proprio volano per l’azienda. La qualità è rimasta un fattore costante nel tempo, da quando l’azienda era formata solo da cinque persone. Oggi possiamo contare su oltre 220 dipendenti».

Francesco Vitobello

Negli ultimi anni avete registrato un aumento significativo del fatturato. Come si spiega questo trend e quali sono le vostre prospettive per il 2019?

«Questa è un’azienda che, mediamente, negli ultimi 5-6 anni è cresciuta in termini di fatturato del 40% anno dopo anno. Quando nel 2017 abbiamo ceduto il 60% dell’azienda a Italmobiliare, gruppo controllato dalla famiglia Pesenti, il fatturato ammontava a 95 milioni di euro. Nel 2018 siamo cresciuti ancora, raggiungendo quota 135 milioni, mentre per il 2019 le nostre prospettive ci spingono a toccare i 170 milioni di fatturato. Questo trend di crescita è il risultato delle scelte azzeccate che abbiamo fatto in passato e facciamo oggi, giorno dopo giorno, per mantenere sempre elevati gli standard aziendali. Il mercato del monoporzionato su cui abbiamo investito fortemente è un’area giovane con potenzialità ancora inesplorate. Grazie a questa intuizione beneficiamo da un lato della crescita di un mercato nuovo, dall’altro del vantaggio competitivo di essere stati i primi. Il tutto legato dall’alta qualità che ci contraddistingue da sempre e che fa aumentare volumi di produzione e fatturato».  

Al di là della qualità del prodotto, da cosa deriva il successo di Caffè Borbone?

«Caffè Borbone è un’azienda in cui c’è un elevato know-how sul caffè. Si investe moltissimo non solo in pubblicità, che è la parte visibile, ma anche e soprattutto in tecnologia. Tutte le macchine sono estremamente innovative e in linea con i paradigmi introdotti dal modello Industria 4.0.  Ciò ha consentito alla Caffè Borbone S.r.l. di ottenere la certificazione di sicurezza alimentare IFS Food a testimonianza di una tracciatura esaustiva e capillare del prodotto che per il settore alimentare rappresenta una condizione obbligatoria per poter operare con una serie di committenti come, ad esempio, la grande distribuzione organizzata.Molte delle macchine nei nostri impianti sono co-progettate con i principali produttori di macchinari per la lavorazione del caffè. Ciò che ci contraddistingue è anche l’attenzione che poniamo sull’ambiente attraverso la produzione di cialde compostabili. Il prossimo passo sarà produrre anche la capsula compostabile. Inoltre, in un futuro non troppo lontano punteremo sui prodotti bio». 

La Caffè Borbone Srl , società proprietaria del brand Caffè Borbone, è stata annoverata dal Financial Times tra le 1.000 aziende europee a più alto tasso di crescita. Questo dimostra che abbiamo di fronte un’azienda sana e con grandi prospettive…

«Il nostro successo e la conseguente crescita anno dopo anno passano per un’approfondita conoscenza del caffè, ma anche un’attenzione verso tutte le innovazioni tecnologiche per rispondere sempre prontamente alle esigenze di mercato. È un’azienda che già in passato ha dimostrato tutta la sua solidità, e proprio perché ha sempre rappresentato solidità e uno stato di salute ottimo, nonché un fatturato costantemente in crescita e, che a marzo 2018 Italmobiliare ha voluto rilevare il 60% della Caffè Borbone, diventando il partner industriale che ci accompagnerà negli anni a venire». 

Quanto conta l’estero nel vostro business e quali sono i mercati di riferimento?

«Tutta la nostra strategia aziendale punta in prima battuta sul mercato italiano. Il mercato estero diventerà importante in futuro, ma prima di affacciarsi alla ricerca di nuove avventure, preferiamo conquistare e rafforzare la nostra presenza su tutto il territorio nazionale, dato che la distribuzione di Caffè Borbone è ancora troppo spostata verso l’area centro-sud dell’Italia. Non appena avremo la consapevolezza di aver dato il 100% sul mercato italiano, ci organizzeremo per approcciarci nel modo più efficace possibile al mercato estero, attraverso la creazione di filiali e una fitta e articolata rete di distribuzione. Ad oggi l’approccio all’estero è ancora molto timido: abbiamo alcuni contatti con clienti extranazionali (americani, tedeschi), ma sono principalmente loro che vengono a bussare alla nostra porta, conoscendo il prodotto di qualità. Inoltre, abbiamo deciso di sfruttare il canale “online”: siamo, infatti, i migliori clienti di Amazon, attraverso il quale prevediamo di raggiungere clienti anche in Francia e in Spagna».

Qual è lo stato di salute del mercato del caffè oggi in Italia e nel mondo?

«Dagli ultimi dati, risulta che il consumo casalingo in Italia e nel mondo è in leggera discesa. D’altro canto, invece il mercato del caffè monoporzionato continua a crescere. Questo vuol dire che il consumo delle famiglie si sta spostando dalla classica moka alla macchinetta con capsule e cialde. Da un lato, quindi, c’è una diminuzione nel consumo di caffè macinato, dall’altro questa flessione viene compensata da un aumento di consumo del caffè monoporzionato. Il mercato del caffè è abbastanza flessibile, ma nonostante ciò continuiamo ad ottenere ottimi risultati». 

Parlando infine del rapporto con Euler Hermes, da quanto tempo siete assicurati con loro e qual è il valore aggiunto di questo rapporto?

«Caffè Borbone ha avviato il rapporto con Euler Hermes nel maggio 2017 ed è stata la prima società di questo tipo ad entrare nella nostra azienda, poiché non ci eravamo mai avvicinati all’assicurazione del credito. Siamo entrati in punta di piedi, assicurando all’inizio una piccola quota. Man mano ci siamo resi conto che questo rapporto funzionava ed è diventato nel tempo sempre più solido. L’assicurazione del credito ci ha permesso di concentrare maggiormente tutti i nostri sforzi sulla produzione e sulla vendita del caffè».