È questo il segreto di Gala, l’azienda fondata nel 2001 da Filippo Tortoriello (oggi presidente e amministratore delegato), e trasformata negli anni in un punto di riferimento nella vendita di energia e gas, nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nella fornitura di servizi di ingegneria per l'efficienza energetica.

«Decisi di fondare Gala nel 2001 – spiega oggi Tortoriello – quando il mercato italiano dell’energia venne liberalizzato. In Greco “gala” significa “latte”, l'unico alimento dei cuccioli mammiferi, ovvero l'energia per la vita».

Forte di questa filosofia Gala è arrivata fino in Cina, partendo dal suo quartier generale in via Savoia.

«La nostra sede – spiega il Presidente – è ubicata in una villa del 1923 ristrutturata interamente fino a farla diventare l’unico edificio storico sul territorio nazionale ad aver ottenuto la certificazione della classe energetica A+. E non ci fermiamo qui perché tra pochi giorni inizieranno i lavori di ristrutturazione della seconda sede, sempre a Roma in via Tagliamento, dove sia la progettazione che la ristrutturazione rispettano la severa normativa internazionale Leed. Questo permetterà all'edificio di ottenere la carta platino, una certificazione di eccellenza assoluta riconosciuta praticamente in tutto il mondo».


Ci può fare un esempio di come queste tecnologie impatteranno sulla vivibilità dell'edificio?

«Ad esempio, un riflesso molto interessante è legato alla qualità dell’aria dell’ambiente di lavoro. Quando ciascuno di noi, quando respira, emette Co2, anidrite carbonica. Più persone sono presenti in azienda, più anidride viene prodotta. Il nuovo edificio avrà, all'interno della sala convegno, un dispositivo capace di calcolare all’istate il quantitativo di Co2 emessa e in base a questo di riposizionare il sistema di condizionamento in modo da mantenere l’aria pulita e salutare».













Sarà questo il vostro biglietto da visita in giro per il mondo? Quali sono oggi le attività di Gala all’estero?

«Sul fronte internazionale stiamo partecipando in Cina alla gara per la riqualificazione del waterfront nel distretto di Shanghai, un’area di circa 6 milioni di metri quadri per un appalto che vale dai 5 ai 6 miliardi di dollari. Abbiamo iniziato con una selezione durissima alla quale hanno partecipato 220 imprese provenienti da tutto il mondo, e oggi siamo arrivati nella short list costituita da 5 finaliste. Questo è già un grande risultato ma non ci basta e stiamo concorrendo per portare a casa la commessa».


In che modo affrontate la sfida competitiva?

«Nonostante la nostra grandezza, restiamo sempre molto piccoli rispetto ai colossi che si muovono sul mercato energetico (pensiamo ad Enel, Eni o anche alle grandi municipalizzate italiane). Nonostante ciò, con la liberalizzazione del mercato e la sempre maggiore diffusione delle energie rinnovabili (quelle che permettono ad ogni singolo cittadino di diventare nel suo piccolo produttore di energia), ci siamo conquistati un posto in prima fila che ci ha permesso di raggiungere successi importanti».


Ci faccia qualche esempio…

«Siamo ormai leader nella fornitura di energia per la Pubblica Amministrazione italiana e l’Expo di Milano ci ha scelti come fornitori ufficiali di energia. Oltre a questo, stiamo mettendo in campo una serie di iniziative che vanno tutte nella direzione della ricerca e dell’innovazione. Abbiamo ad esempio acquistato la società Proxima che ha brevettato una batteria al vanadio unica perché ha una lunghezza media di vita che arriva a 18/20 anni, contro i 5 anni delle batterie classiche al litio. Puntiamo poi molto sulle energie rinnovabili e sulla ricerca di soluzioni sempre più moderne per raggiungere i livelli massimi di efficienza energetica. Molte di queste innovazioni saranno prodotte da Gala Tech, la nostra società impegnata a spingere al massimo sul pedale dell’innovazione tecnologica».


Ritiene che sia questa la via del futuro per il business dell’energia?

«Assolutamente sì. La Germania ha annunciato che entro il 2030 tutta la domanda di energia interna sarà soddisfatta dal rinnovabile. E la Cina ha dichiarato che, da qui al 2050, sarà soddisfatto sempre con le rinnovabili il 50% del suo fabbisogno. Il punto è che, grazie alle nuove tecnologie delle rinnovabili, siamo di fronte a una “democratizzazione” dell’energia perché questa può essere prodotta da chi la deve utilizzare. E penso ad esempio al fotovoltaico. Quindi, sicuramente la Gala di domani è proiettata su questi temi».


La domanda del mercato, in questo campo, è ancora elevata?

«Assolutamente sì. A questo proposito abbiamo affidato uno studio alla Facoltà di Architettura dell’università Roma Tre che sarà presentato tra breve. Dallo studio emerge che nel Lazio sono presenti 800.000 abitazioni che hanno le caratteristiche urbanistiche adatte per dotarsi di sistemi energetici alternativi come il fotovoltaico. Solo questo dimostra che il potenziale è enorme».


E all’estero è sentita questa esigenza?

«Forse ancora di più che in Italia. Gala ad esempio ha regalato all’ambasciata italiana in Gran Bretagna un impianto fotovoltaico ultramoderno che permette di risparmiare il 50% di energia. E proprio la Gran Bretagna è per noi un territorio molto interessate e dove investire perché l’attenzione alle rinnovabili è elevata e il mercato liberalizzato».


Questo tipo di approccio al business sembra sposarsi bene con un sistema di valori…

«Esattamente. L’azienda e il management intero riconoscono come base della nostra attività valori come la correttezza, la trasparenza, la responsabilità. Parliamo di fondamenti essenziali per il nostro Gruppo».


Crede che questa storia di successo possa essere replicabile?

«È quello che stiamo cercando di fare con Gala Lab, il nostro incubatore e acceleratore di start-up nell'ambito smart city e smart community, già partecipato da Lazio Innova (società della Regione Lazio per l’innovazione) e dal Polo Tecnologico. L’intento è quello di supportare le start-up di valore con un investimento massimo di 500.000 euro. Inoltre la severità nella selezione e la qualità dei servizi erogati permetteranno di raggiungere una percentuale di successo delle nuove aziende che si aggirerà intorno al 75/80%. 

Ma questo non è tutto. Nella consapevolezza che il problema delle imprese italiane è la frammentazione, abbiamo costituito Gala Smart Net, collegata a Confindustria e ideata per fare rete tra varie imprese, superando così la polverizzazione del sistema produttivo italiano. Il network di imprese ci salverà e ci permetterà di essere più competitivi all’estero».