Messi a tacere i venti di guerra che per settimane hanno allarmato gli osservatori internazionali focalizzati sull’evoluzione della crisi tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, il rischio di un conflitto internazionale si sta spostando dalla difesa dei territori e delle persone alla difesa delle merci.

 

E proprio il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, alimenta ormai da giorni il braccio di ferro con la Cina e l’Unione europea sulla questione dei dazi sulle esportazioni.

In questo caso non si tratta di soli annunci, perché diverse misure sono state adottate che prevedono l’aumento dei dazi sui beni e servizi venduti dalla Cina negli Usa.

L’ultima risale al 24 settembre scorso e prevede tariffe del 10% su importazioni cinesi in America per un valore di 200 miliardi di dollari. La risposta cinese non si è fatta attendere e il governo di Pechino ha fatto lo stesso imponendo una tariffa variabile dal 5 al 10% nei confronti di alcuni prodotti che arrivano dagli Stati Uniti per un valore di 60 miliardi di dollari.

 

L’Ufficio Studi di Euler Hermes ha calcolato che se gli Usa aumentassero la tariffa al 25%, come già annunciato dal Presidente Trump, questo comporterebbe per il commercio mondiale una perdita di 2 punti percentuali, e una perdita di Pil pari allo 0,3% per gli Usa e allo 0,5% per la Cina.

Ancora peggiore sarebbe lo scenario se gli Usa imponessero nuovi dazi anche su altre categorie di merci che attualmente hanno un peso sull’export cinese di 267 miliardi di dollari.

 

Che il pericolo sia reale lo confermano anche i dati del 2018 e le previsioni per il 2019. Nell’anno in corso il commercio mondiale crescerà del 3,8%, mentre il prossimo anno la crescita dovrebbe rallentare ulteriormente fermandosi a un +3,6%, in entrambi i casi meno rispetto al +4,8% registrato nel 2017.

 

Questi numeri, uniti ai rischi di un ulteriore incremento delle misure protezionistiche, mostrano all’orizzonte uno scenario di chiusura dei mercati, dove il business si consuma sempre più all’interno dei confini nazionali. Si tratta di uno scenario preoccupante perché non solo ostacola l’attività delle imprese capaci di offrire sul mercato prodotti innovativi, ma solleva muri invisibili tra i paesi e i popoli.

 

All’interno di questo scenario Euler Hermes Italia continua a dare il suo contributo per la crescita economica delle imprese italiane, proteggendole dai rischi e sostenendole nelle loro sfide internazionali. Perché in un contesto di grande incertezza, affrontare la competizione con un partner forte e presente sui mercati esteri, rappresenta quel valore aggiunto che assicura il business da qualsiasi crisi.