Il 2019 è alle porte ma il 2018 non sembra intenzionato a lasciarci rapidamente. Almeno dal punto di vista geopolitico perché – secondo i più accreditati analisti internazionali – gli scossoni della diplomazia internazionale, a partire dalle schermaglie Usa-Cina fino al rapporto tra l’Unione europea e la Russia, faranno sentire i loro effetti anche nel prossimo anno.

Il mercato, e quindi le imprese, dovranno fare i conti con tutto questo, scegliendo nuovi sbocchi oppure equipaggiandosi per continuare a crescere nelle destinazioni già battute.

Un impegno meno gravoso se lo si porta avanti con una dotazione di informazioni che possano aiutare le imprese nella scelta dei mercati di sbocco. Per questa ragione, l’Ufficio Studi di Euler Hermes ha elaborato un’analisi sulle cose più importanti da sapere per il commercio globale nel 2019.

La prima riguarda la crescita globale, leggermente in calo nel prossimo anno (+3,6%), rispetto al +3,8% del 2018. Le ondate protezionistiche dovrebbero rimanere sotto controllo, senza esplodere come accaduto nell’anno che si sta chiudendo, e questo soprattutto perché né gli Usa né la Cina sembrano intenzionati a far scoppiare una guerra delle merci. Guardando invece ai mercati più interessanti, il primo posto sarà ancora occupato dagli Stati Uniti (dove la domanda addizionale di importazioni raggiungerà un extra di 193 miliardi di dollari sul 2018). A seguire Cina, Germania, India e Giappone.

Sul fronte opposto, quello dove siedono i campioni dell’export, la Cina rimane alla guida della classifica dei big five con +146 miliardi di merci vendute all’estero nel 2019. Alle sue spalle Stati Uniti, India, Germania e Olanda. Guardando invece ai settori, la richiesta maggiore in tutto il mondo sarà diretta verso i servizi, una predilezione spiegata con la nascita di una nuova classe media nei paesi emergenti. Solo dopo i servizi si posizionano i prodotti dell’elettronica.

Nel 2019 si tornerà quindi con forza sui mercati esteri, anche se gli strascichi delle politiche protezioniste cavalcate nel 2018 presenteranno comunque il conto. Rispetto agli anni scorsi i costi generali del commercio globale aumenteranno di 1,5 trilioni di dollari. Un prezzo che imprese e stati sono obbligati a pagare, ma che può essere ridotto avvalendosi di un partner come Euler Hermes. La nostra conoscenza del mercato e dei soggetti che operano sullo scacchiere internazionale permette di muoversi con abilità senza incappare nei rischi che il 2018 promette di lasciare in eredità all’anno venturo.