La nuova terra promessa si chiama Africa. Sempre più multinazionali trovano terreno fertile per il loro business, nonostante i rischi che il continente nero potrebbe riservare ai futuri investitori. L’Africa, infatti, è passata dall’essere una terra senza speranza a un territorio visto come una grande risorsa per il futuro non solo in relazione alla crescita dell’economia, ma anche allo sviluppo umano. L’instabilità politica, la corruzione, la mancanza di infrastrutture e le guerre civili che colpiscono alcuni Paesi non aiutano molto quando si parla di attirare investitori sul territorio africano, ma le riforme economiche attuate in questi anni, combinate a un miglioramento nella governance, stanno pian piano cambiando e migliorando la situazione politica ed economica. Negli ultimi dieci anni l’economia africana ha registrato la più rapida crescita al mondo (4-7%) e, secondo l’African Development Bank, si prevede un’accelerazione della crescita nei prossimi anni.


Dove investire in Africa: nazioni e settori più promettenti

Secondo un rapporto della Rand Merchant Bank (società finanziaria sudafricana), Sudafrica ed Egitto guidano la “top 10” dei migliori Paesi africani in cui investire. Anche il Marocco deve essere preso in considerazione, poiché rappresenta una porta di ingresso strategica tra due continenti e perché ha registrato una crescita media del 4,4% negli ultimi 15 anni. Seguono nel ranking Etiopia e Kenya, due economie sempre più emergenti grazie alla forte crescita della classe media e della domanda di beni e prodotti di alto valore. Al sesto posto c’è il Rwanda, uno dei Paesi in cui è più facile “fare business”; a seguire si posiziona la Tanzania dove gli investimenti vengono indirizzati soprattutto nel settore agricolo e turistico. Chiudono la classifica Nigeria, Ghana e Costa d’Avorio. Nonostante i rischi nel delocalizzare il proprio business nel continente nero, quattro sono i settori verso cui le multinazionali dovrebbero indirizzare gli investimenti in Africa. Il settore agroalimentare dove l’Africa ha oltre il 60% della terra arabile non coltivata del mondo, ma la mancanza di tecnologie e macchinari non permette di sfruttare adeguatamente questa risorsa. Secondo la Banca Mondiale, entro il 2030 l’agroalimentare africano arriverà a valere ben 1 trilione di dollari. Le energie rinnovabili, per le quali il continente gode di una delle migliori esposizioni solari al mondo, con oltre 300 giorni di sole all’anno. Indirizzare investimenti in Africa nel campo dell’energia solare vorrebbe dire per le multinazionali soddisfare una domanda molto concreta con un positivo impatto ambientale. C’è poi l’edilizia che sta vivendo un vero boom in molti Paesi del continente africano. Molti sono stati gli investimenti italiani in Africa in questo settore: la Cappa & D’Alberto, fondata a Lagos nel 1932 da due giovani imprenditori piemontesi che ad oggi è la più importante impresa edile in Nigeria; oppure la Trasacco Group che ha deciso di investire in Ghana negli anni ’60 e oggi è un impero nel settore costruzioni che fattura 1,2 miliardi di dollari.

In infine il settore sanitario-farmaceutico e in questo ambito l’Africa è probabilmente l’unico continente dove i margini di crescita del mercato dei farmaci sono ancora molto elevati. In generale, le opportunità di investimento sono principalmente legate all’importazione di attrezzatura biomedicale e farmaci, per poi tentare di spostare la produzione direttamente in loco.


 

Le multinazionali in Africa: perché investire

I motivi per cui sempre più multinazionali investono in Africa sono molteplici. In primis il continente africano è un territorio immenso nonché ricco di risorse naturali. Circa il 65% delle risorse di tutto il pianeta (oro, rame, petrolio, ecc.) si trova in Africa e, inoltre, l’estesa quantità di terreno coltivabile ha la capacità di attirare sempre più risorse economiche estere. Una motivazione è legata al capitale umano: la popolazione africana è molto giovane e in crescita vertiginosa. Il 70% degli africani ha meno di 30 anni e si stima che entro la fine del secolo il numero di abitanti passerà dagli 1,2 miliardi attuali a 4 miliardi, che per la maggior parte vivranno nei grandi centri urbani. Un fattore che attira sempre più investimenti in Africa è legato alla diversificazione economica e al miglioramento della politica fiscale. Le economie africane puntano sempre più alla differenziazione della produzione per poter incrementare e ottimizzare l’esportazione di materie prime. Inoltre, per quanto riguarda la politica fiscale molti Paesi africani mettono in atto politiche anticicliche, attenuando così l’impatto economico legato alla volatilità dei prezzi delle commodities. Le multinazionali, europee e non iniziano a strizzare l’occhio al continente africano anche grazie all’avvento di migliori infrastrutture che permette a Paesi esteri di portare più facilmente il proprio business nel continente nero: la costruzione di nuovi aeroporti, strade, centrali elettriche e porti facilita e migliora gli spostamenti da un Paese all’altro. Infine, se da una parte la corruzione e le guerre civili sono da considerare fattori di rischio per chi decide di investire in Africa, dall’altra negli ultimi venti anni molte delle situazioni critiche in alcuni Paesi sono andate attenuandosi. La riduzione dei conflitti armati e un progressivo miglioramento delle condizioni politiche in molte nazioni sono fondamentali per cercare di attirare sempre più investimenti esteri.


Investimenti cinesi in Africa

La Cina è una delle potenze mondiali che più investe in Africa e negli ultimi venti anni ha radicalmente trasformato il suo rapporto con il continente nero. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, la Cina nel 2018 è stata per il nono anno consecutivo il primo partner commerciale del continente africano, contribuendo in maniera crescente nel collocare investimenti pubblici e privati in Africa, anche se non è possibile ancora considerarla il più grande investitore in Africa. USA, Paesi Bassi, Regno Unito e Francia mantengono ancora il primato, parlando di volumi di investimenti. Se da una parte i Paesi occidentali puntano a investire principalmente nello sviluppo e nella cooperazione, dall’altra parte la Cina si presenta con soluzioni immediate ai bisogni delle popolazioni africane. Gli investimenti cinesi in Africa si rivolgono principalmente al settore edilizio: vengono costruite strade, ponti, palazzi, il tutto a favore della popolazione. Il presidente cinese Xi Jinping su questo fronte ha attivato una rete di investimenti che ovviamente fa gola ai leader di molti Paesi africani, molti dei quali presenti all’ultimo Forum sulla cooperazione Cina-Africa, tenutosi a settembre a Pechino. Durante questo meeting il governo cinese ha presentato un piano di investimenti da 60 miliardi di dollari da investire nei prossimi tre anni. Risorse preziose per lo sviluppo del continente africano.