Se è il lusso italiano a guidare la classifica della ventesima edizione dello studio "Best Global Brands 2019", uno dei ranking più influenti al mondo, diffuso da Interbrand (la Società di consulenza di marketing con sede a New York), con in testa il brand italiano di moda Gucci, anche il marchio assicurativo Allianz ha ottenuto un ottimo risultato piazzandosi al 43° posto della classifica e al primo posto nel settore assicurativo. La Compagnia tedesca ha guadagnato sei posizioni, vedendo aumentare il proprio valore del 12% rispetto all'anno scorso e attestandosi a 12,1 miliardi di dollari. La maison del Gruppo Kering, Gucci, invece si posiziona al 33° posto con un valore in crescita del 23%, raggiungendo un valore di 15,949 miliardi. Ma Gucci non è la sola marca famosa italiana presente nel ranking internazionale. Prada chiude la Top 100 con un valore di 4,781 miliardi di dollari e, al di fuori del settore moda, un'altra ottima posizione è conquistata da Ferrari che cresce del 12% sul 2018 raggiungendo un valore di 6,458 miliardi e attestandosi alla 77esima posizione della classifica. Gucci e Prada sono tra l'altro anche nella Top 10 del settore Retail & Luxury dove ai primi tre posti ci sono Nike, Louis Vuitton e Chanel tutti in crescita. Sempre nel settore del lusso lo studio di Interbrand mostra, infatti, le ottime performance di Louis Vuitton in 17esima posizione con 32,223 miliardi di dollari (+14%) Chanel con 22,134 miliardi di dollari (+11%) in 22esima posizione e Hermès con +9% per 17,920 miliardi di dollari. Il lusso è stato il settore che ha registrato la più alta crescita rispetto all'anno precedente con un incremento dell'11%, passando da un valore aggregato complessivo del comparto di 105,783 miliardi nel 2018 a 117,785 miliardi nel 2019.

Tra gli altri settori il podio è tecnologico

Ma la classifica di Interbrand riguarda tutti i settori produttivi e nella classifica il podio è tutto tecnologico con Apple, Google e Amazon che conservano le prime tre posizioni e valgono rispettivamente 234 (+9% sul 2018), 167 (+8%) e 125 miliardi dollari (+24%). Un bel risultato per tre aziende che circa vent'anni fa erano delle semplici start up della Silicon Valley. Mentre il colosso guidato da Mark Zuckerberg esce dalla top 10 scendendo al 14° posto con un valore di poco inferiore ai 40 miliardi, in calo del 12% rispetto al 2018. Nella top 10 c'è spazio anche per Microsoft al quarto posto, Coca-Cola al quinto, e scendendo Samsung, Toyota, Mercedes Benz, McDonald's e Disney. Due i debutti eccellenti legati alla net economy: Uber e LinkedIn che debuttano nella lista dei 100 brand globali a maggior valore economico posizionandosi rispettivamente all'87° e al 98° posto.

I criteri di inclusione dello studio di Interbrand

Sono tre i fattori di riferimento della “brand valuation” di Interbrand, riconosciuta a livello internazionale come standard nella valutazione finanziaria dei brand e certificata ISO: la performance finanziaria dei prodotti o dei servizi del brand, il ruolo che ha il brand nell'influenzare la decisione di acquisto, la forza competitiva del brand e la sua capacità di fidelizzare e quindi creare profitti sostenibili nel tempo. Sono cinque invece i criteri di inclusione nello studio "Best Global Brands": il brand deve rendere pubblici i dati della sua situazione finanziaria, almeno il 30% del fatturato deve provenire dall'esterno della regione di origine del brand, questo deve avere una significativa presenza in Asia, Europa e Nord America, il profitto economico deve mantenere il segno "+" a lungo termine, offrendo un rendimento superiore al costo del capitale del brand e infine il brand deve avere un profilo e una visibilità globali.


BrandZ Top 30 Most Valuable Italian Brands e classifica Brand Finance

Ma il lusso e i più famosi marchi di moda italiani non vincono solo nell'indagine di Interbrand. Il brand  italiano Gucci guida anche un'altra classifica dei marchi più famosi al mondo. Quella di "BrandZ Top 30 Most Valuable Italian Brands 2019", lo studio realizzato dalle Società WPP e Kantar e giunto quest'anno alla tredicesima edizione. Il made in Italy quindi è sempre più protagonista della scena mondiale dove Gucci si distingue come marchio italiano di maggior valore, raggiungendo i 24,4 miliardi di dollari di brand value e registrando un valore in crescita del 50% rispetto all'anno scorso.  La maison della moda sta vivendo un vero e proprio rinascimento: l'ultimo anno si è chiuso oltre la soglia degli 8 miliardi di ricavi e con una redditività poco distante dal 40% del fatturato. Dallo studio emerge che il brand è stato premiato anche per gli investimenti in termini di location chiave, come gli aeroporti di Heathrow a Londra e quello di Sidney e per l'attenzione alle usanze locali in Paesi come il Medio Oriente andando incontro alle esigenze dei consumatori locali. Nel complesso sono 30 i marchi del made in Italy che nell'ultimo anno hanno evidenziato un incremento del loro valore. E il rapporto, che prende in esame proprio il valore del marchio e non i dati aziendali di fatturato, mette in luce la forza del “brand Italia” nel suo complesso, a cui tutto il mondo riconosce il primato di creatività e eccellenza artigianale e di attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, evidenziando una crescita complessiva del 14% rispetto al 2018, raggiungendo un valore complessivo che supera gli 89 miliardi di euro. Proprio il settore lusso costituisce il 38% del patrimonio totale dei marchi classificati con molti marchi famosi della moda. Dopo Gucci, nella classifica BrandZ, in sesta posizione  troviamo Prada (oltre che per l'eccellenza di borse e scarpe è anche molto apprezzata per l'immagine delle donne forti e libere tipiche delle sue campagne stampa) al decimo posto troviamo Armani (considerato il brand più trasversale della classifica), al tredicesimo posto c'è Fendi, e a seguire Bottega Veneta (sedicesima posizione), Salvatore Ferragamo (diciannovesima) e Bulgari (in venticinquesima posizione), amato quest'ultimo oltre che per i gioielli, gli orologi e i profumi anche per l'autentico stile italiano.



Nella classifica "Brand Finance Luxury & Premium 50", cioè la classifica dei 50 top brand del lusso a livello globale di quest'anno, se gli italiani fanno comunque la parte del leone in termini quantitativi con 16 brand presenti in classifica, la top ten è dominata da Porsche, con il maggior valore economico, seguita da ben 5 brand francesi Cartier, Chanel e Dior, tutti in crescita con valori superiori alla media. Tra i marchi italiani secondo questa classifica Ferrari è il brand più forte, cioè quello più influente tenendo conto della gestione del marketing mix, il ritorno d’immagine e le performance economiche in relazione alla dimensione. 

Non solo lusso per i marchi italiani

Dopo il lusso, il settore alimentare occupa il secondo posto per valore nel ranking di BrandZ. Anche qui premiati alcuni marchi famosi italiani che hanno saputo diventare colossi internazionali. E Ferrero è l'azienda con più marchi in classifica. Kinder è al quarto posto, a cui seguono Nutella (ottavo), Ferrero Rocher (undicesimo), Barilla (ventiseiesimo), Lavazza (ventinovesimo) e Campari (trentesimo), unico brand di bevande alcoliche incluso nella classifica. Anche il settore delle telecomunicazioni, terzo nel ranking, è sempre più competitivo in Italia, con marchi come Tim (9,41 miliardi di dollari), Wind, unico nuovo brand entrato nella Top 30, e Fastweb (891 milioni di dollari). Segue il settore dell'energia con Enel e A2A che rappresentano insieme il 9% del valore della Top 30. Per l'automotive Ferrari è al quinto posto, confermandosi sinonimo di esclusività, audacia e lusso. Mentre Fiat al ventesimo posto è considerata il volto più familiare e accessibile dell'industria automobilistica italiana. Infine nella categoria Oil & Gas per l'Italia è presente Eni, per le assicurazioni c'è Generali, per il settore bancario Intesa San Paolo, per le crociere MSC e per i pneumatici Pirelli.