Al Portogallo sono bastati 12 mesi per passare dalla dodicesima alla prima posizione nella classifica delle città europee favorite dagli investitori immobiliari di tutto il mondo. Berlino, migliore città europea per gli investimenti nel settore fino allo scorso anno, è passata così al secondo posto. Mentre è grazie a Milano, numero venti nonché migliore città per vivibilità, che l’Italia rientra per un pelo nella top 20.

Le tendenze del mercato immobiliare in Europa dimostrano che il 2019 sarà un anno proficuo per il mercato del real estate nel continente, una febbre del mattone che viene fotografata dall’ultimo reportpresentato da PricewaterhouseCoopers e Land Urban Institute e che parte proprio dal buon risultato della capitale portoghese. Le ragioni che hanno portato Lisbona in vetta alla classifica riguardano sicuramente la qualità della vita e un’efficiente gestione politica della classe dirigente. Una vittoria relativa considerando le piccole dimensioni di Lisbona dove il mercato immobiliare ha dato vita a un giro di affari pari a solo 450 milioni di euro nell’ultimo trimestre contro i 6 miliardi parigini.

Milano

Ma alle spalle della scalata sul mercato immobiliare della città c’è quello che viene chiamato il “miracolo portoghese” e che ha visto crescere il PIL del 2,4% e il debito pubblico diminuire del 4% nel 2017. Il successo è il risultato dell’impegno del governo di Antonio Costa, prosecutore del quadriennale programma di ripresa economica iniziata dal suo predecessore. La capacità di aver ridotto il debito pubblico e il fatto di rappresentare una novità nel panorama immobiliare sono due dei fattori che hanno attirato gli investitori esteri. Al contrario, il mercato immobiliare berlinese, come quello francese, hanno già vissuto il proprio momento di gloria e vengono oggi considerati, nonostante la buona fruibilità, mercati saturi. Così i big del real estate si comportano come talent scout degli immobili alla ricerca di nuove mete da esplorare.


Guardando al nostro paese, Milano salva l’Italia grazie ai suoi risultati. Nonostante l’interesse mostrato dagli investitori verso il capoluogo lombardo, l’Italia chiude il 2018 nel real estate con un calo del mercato del 35% e un volume totale di scambi pari a 7,5 miliardi di euro. A pesare, ancora una volta, sulle scelte degli investitori sono l’instabilità politica e l’elevato deficit pubblico che aumentano il rischio e allontanano dalla scena i protagonisti del real estate.

Così come il rapporto di PricewaterhouseCoopers, anche la classifica Winning in growth cities”, realizzata dalla società immobiliare statunitense Cushman & Wakefield per individuare le 25 città più attrattive al mondo, esclude Milano dalle piazze migliori per investimenti ma la considera l’unica città italiana che nel breve termine darà buoni frutti. Milano è infatti l’unica metropoli italiana ad aver registrato, tra il 2013 e il 2018, una crescita ininterrotta delle compravendite.

Ma a dispetto del piccolo mercato italiano, il settore del real estate nel mondo è in grande fermento, soprattutto in regioni che vivono una grande espansione economica come l’Asia. Il rapporto calcola, tra il giugno 2017 e il giugno 2018, movimenti immobiliari per 1.800 miliardi di dollari a livello globale, con una crescita del 18% rispetto ai dodici mesi precedenti. E proprio l’Asia che si aggiudica il 45% delle vendite globali.