Denari che arrivano dalle materie prime, ma che finiscono e vengono reinvestiti nei servizi e, naturalmente, nel lusso. Il Kazakhstan è infatti una meta privilegiata per il lusso, soprattutto nel settore della moda. La calamita del lusso è Astana, capitale del Paese dallo skyline avveniristico nonché motore dell’economia finanziaria e commerciale. Qui è stato recentemente inaugurato l’Esentai Shopping Mall, una gigantesca oasi di moda e di brand famosi nella quale spiccano alcune griffe storiche del nostro Paese come Gucci, Ferrè, Armani, Dolce & Gabbana,Versace.

A questo proposito, il Rapporto Ice Prometeia è andato a verificare il peso del settore sull’economia nazionale scoprendo cheil Sistema Moda raggiunge in Kazakhstan il valore del 25% e, in questa partita, il made in Italy occupa una fetta importante, soprattutto nell’ambito del lusso, che diviene sempre più pregiato e apprezzato anche all’estero.

I kazaki sono grandi estimatori della moda italiana: abbigliamento, calzature e pelletteria sono richiestissimi sul mercato. Ma questo è solo un capitolo del forte rapporto commerciale ormai consolidato tra Italia e Kazakhstan. Secondo lo Studio del Ministero degli Esteri “Info Mercati Esteri”, l’Italia è l’ottavo Paese al mondo per export in Kazakhstan (più di 706 milioni di euro nel 2014), e secondo su scala europea, dopo la Germania. L’avanguardia di questi legami commerciali è rappresentata da alcune grandi imprese, divenute negli anni un biglietto da visita del tricolore in Kazakhstan. Tra queste sicuramente l’Eni, ma anche gruppi privati come il colosso delle grandi opere Salini-Impregilo.
Il Presidente, Nursultan Nazarbayev

Del resto, come conferma il rapporto congiunto Ambasciate/Consolati ENIT 2015, il Paese possiede un patrimonio di elevato valore economico: si tratta di risorse minerarie e petrolifere, il passe-partout per un crescente sviluppo commerciale. E sono proprio loro a spingere in avanti il tasso di crescita (+4,3% nel 2014), che – nonostante la frenata rispetto al 2013 (+6%) – mantiene una delle migliori performance al mondo.

I problemi arrivano soprattutto dalla Russia con la quale il Paese ha rapporti commerciali e finanziari tradizionalmente molto forti. La crisi russa, unita al calo del prezzo del petrolio e alle problematiche del sistema bancario (i crediti inesigibili hanno raggiunto il 30%) hanno portato la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD) a ridurre le stime future di crescita a un +1,5%.

In ogni caso – come rivela il rapporto Farnesina Info Mercati Esteri – il Kazakhstan rimane un Paese ricco di materie prime. Occupa infatti il 12° posto su scala mondiale per le riserve di petrolio e il 14° per le riserve di gas. Un’ingente ricchezza che vede come soggetti dello scambio di produzione gli investimenti esteri. La Camera di Commercio Italo Kazaka indica Kashagan tra i giacimenti petroliferi più ampi, fiore all’occhiello dell’economia, che vanta successi anche in ambito internazionale con gli investimenti del colosso italiano Eni.

Ed è proprio il connubio tra risorse naturali ed energia l’arma vincente del Paese per attirare gli investimenti esteri. Anche la partecipazione Kazaka all’Expo, incentrata sul tema “La terra delle opportunità”, conferma la strategia del Paese in chiave internazionale e la voglia di continuare a puntare sulle proprie risorse naturali.

Questa politica economica non nasce oggi, ma le sue radici risalgono al lontano 1997 quando l’attuale Presidente Nursultan Nazarbayev lanciò l’ambizioso piano ”Kazakhstan 2030”, che mirava a riequilibrare il rapporto tra il settore pubblico e quello privato. La forte spinta economica impressa dal Presidente non ha sicuramente spazzato via tutte le ombre su quella che molti oppositori definiscono un’assenza di democrazia. Alla guida del Paese dai primi anni ’90, Nazarbayev è stato rieletto nuovamente il 26 aprile di quest’anno con il 97,75% dei voti, un esito sul quale anche l’Ocse ha espresso dubbi legati all’autocensura dei media e ad alcune manifeste irregolarità elettorali.

Tutto questo non ha impedito al Paese di crescere, anche come ricchezza pro capite che oggi, secondo l’Ambasciata della Repubblica del Kazakhstan nella Repubblica Italiana, è una delle più alte al mondo.

Analizzando poi la bilancia dei pagamenti, il surplus corrente della bilancia per il 2014 è aumentato da 0,9 a 4,6 miliardi. L’incremento del surplus commerciale (da 34,8 a 35,6 miliardi) ha più che bilanciato il deficit del conto redditi, che ha raggiunto i 22,9 miliardi per la remunerazione degli investimenti diretti nel territorio Kazako.

Tutte queste cifre raffigurano un quadro economico complesso che fa del Kazakhstan una potenza mondiale in fatto di risorse, ma con questioni ancora aperte che meritano un’osservazione analitica attenta, dedita alla loro risoluzione.