Secondo un’analisi di Alix Partners, nei prossimi otto anni gli investimenti dei grandi gruppi automobilistici sui motori a propulsione elettrica, pura (Bev) e ibrida plug-in (Phev), saranno pari a 255 miliardi di dollari, ben dieci volte superiori a quanto spesi nei passati otto anni. La macchina elettrica della Tesla, casa automobilistica pioniere dell’industria, ha avuto il compito di accompagnare questo nuovo settore in ascesa nella transizione alla mobilità elettrica e continuerà ad avere un ruolo fondamentale negli anni a venire. La maggior parte di questi sforzi economici si rivolgerà alla Cina, che diventerà il primo mercato al mondo per veicoli elettrici grazie alla costante promozione che il governo cinese ha attuato nei confronti degli EV, che ha aperto le porte a numerose joint venture con i colossi automobilistici europei. Tra i Paesi nel mondo che si contraddistinguono per investimenti nell’elettrico e nell’ibrido, la Germania fa da capofila con un finanziamento di ben 139,5 miliardi in EV. Seguono gli Stati Uniti, con 39 miliardi in totale, nei quali rientrano anche le risorse che Tesla destinerà all’apertura a Shanghai del Gigafactory 3, nuovo stabilimento per la produzione della Model 3 e della Model Y; infine la Corea con 30 miliardi, il Giappone con 24,3 miliardi e la Francia con 10,8 miliardi.

I gruppi automobilistici puntano sulle auto ecologiche

A guidare la lista dei carmakers che investono fortemente sui motori a propulsione elettrica e ibrida è l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, con circa 66 miliardi, seguita dai gruppi Volkswagen (49) e Hyundai-Kia (25). Ford, Daimler, GM e FCA prevedono di investire tra 8 e 12 miliardi ciascuno, davanti a Toyota e Jaguar-Land Rover con 6/7 ciascuno. Le risorse economiche pianificate dai grandi colossi automobilistici mondiali dovranno tener conto anche e soprattutto di ingenti somme da investire nel reparto di ricerca e sviluppo, che affiancherà la progettazione e la produzione della vettura elettrica. Questo aspetto ovviamente farà lievitare maggiormente le somme da investire, soprattutto se si tiene conto del numero di fornitori e di aziende tecnologiche che hanno un ruolo sempre maggiore nello sviluppo dell’industria della mobilità elettrica e ibrida, a partire dalla produzione fondamentale di batterie. Aspetto fondamentale per l’avvento della “macchina del futuro” e per ammortizzare le ingenti spese che questo radicale passaggio provocherà, saranno le partnership tra le case automobilistiche. Toyota, leader nell’ibrido, ha deciso di investire negli EV insieme a Subaru per sviluppare una piattaforma modulare comune sulla quale costruire veicoli elettrici di segmento C e D, incluso anche un SUV medio a trazione integrale. Sulla scia di questa collaborazione, anche BMW e Jaguar Land Rover PIC hanno unito le loro forze per la ricerca di nuove soluzioni legate ai motori elettrici, sfruttando la tecnologia eDrive di quinta generazione della BMW (sistema di propulsione che sfrutta l’energia generata dal motore elettrico) per produrre in breve tempo e a costi ragionevoli le prime auto elettriche da introdurre sul mercato.


Utilitarie elettriche e motori ibridi Fiat: la nuova sfida di FCA

Per stare al passo con le grandi case automobilistiche, FCA si prepara ad affrontare il cambio di rotta richiesto per la produzione delle utilitarie ibride ed elettriche. Anche se un po’ in ritardo rispetto a tanti altri, Fiat Chrysler Automobiles può far riferimento su tecnologie già sviluppate e a costi decisamente abbordabili. L'obiettivo è farsi trovare pronti in particolare in Europa, dove le restrizioni dei limiti di inquinamento porteranno ad aumentare il numero di auto ibride in commercio. Il commercio di vetture diesel, infatti, tenderà a diminuire almeno per chi abita nei grandi centri urbani, dove le ordinanze antismog andranno a orientare il mercato delle quattro ruote. Per tutte queste ragioni i vertici di FCA hanno deciso di anticipare la produzione di alcuni modelli di auto ibride Fiat, dando però la precedenza soprattutto alle utilitarie elettriche, come la nuova Fiat 500 che sarà costruita nello storico impianto di Mirafiori e verrà lanciata sul mercato nel 2020.


Renault: city car ibride e una macchina elettrica per la Formula E

La casa automobilistica francese Renault è diventata il più grande costruttore al mondo, come Gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi. All’alba dei suoi 120 anni, il Gruppo continua a puntare sull’innovazione tecnologica dell’ibrido e del motore elettrico, consolidandosi nel suo ruolo di apripista del settore dell’auto elettrica moderna, un’investitura che deriva dai primi investimenti che l’allora Alleanza Renault-Nissan fece putando sull’inesistente e tumultuoso mercato della mobilità elettrica. Il Gruppo è leader nel settore del mercato elettrico con una quota del 23,8%, nonché il brand che ha venduto più utilitarie e city car elettriche in Italia. Ben 5.500 dal 2012. Seguendo l’esempio della Toyota, che ha fatto della trazione ibrida la sua fortuna, anche la Renault punta sempre più sulla mobilità “ecologica”, proponendo un’intera gamma di veicoli, dalle city car ibride ai veicoli per gare su pista con il più blasonato team nella Formula E, il Renault e.dams. Il Gruppo automobilistico, inoltre, ha deciso di investire non solo nella produzione ma anche nello sviluppo e ricerca di infrastrutture di ricarica in diversi Paesi europei, attraverso l’installazione di stazioni di ricarica per auto elettriche soprattutto sulle autostrade e principali arterie tra Italia e Austria. Altri progetti per facilitare la diffusione dei veicoli commerciali ibridi ed elettrici riguardano la sperimentazione della ricarica ad alta potenza, in partnership con Enel, e lo sviluppo del noleggio di auto elettriche in diverse città della penisola italiana e in alcune grandi capitali europee con una flotta di 500 macchine elettriche Renault.


Le nuove auto ibride Nissan

Tra le prossime auto ibride in uscita, una delle più attese è la Nissan Juke 2019, che la casa automobilistica giapponese ha deciso di mettere in commercio anche in versione ibrida del tipo plug-in, ovvero una tipologia che sempre più si avvicina alla modalità elettrica. Il lancio di nuove auto ibride ed elettriche fa parte di una strategia progressiva, basata su un piano pluriennale con l’obiettivo di introdurre elementi di innovazione tecnologica in maniera graduale. Di certo il gruppo automobilistico del Sol Levante ha già tracciato abbondantemente la sua linea di produzione con l’introduzione sul mercato di numerose vetture ibride ed elettriche di varie dimensioni. Questa strategia, che porterà alla creazione anche di versioni ibride di SUV, utilitarie e city car, vuole anche agevolare lo sviluppo e la diffusione della convinzione sui benefici pratici delle macchine ibride per gli automobilisti. Parcheggio gratuito sulle strisce blu, l'accesso gratuito o a tariffa ridotta nelle zone a traffico limitato, l'esenzione dal pagamento del bollo, ma soprattutto gli incentivi per l’acquisto delle macchine elettriche, a livello nazionale e regionale, ed ecobonus: questi i fattori che spingono la Nissan ad investire pesantemente sullo sviluppo di questa tecnologia.


Auto elettriche Audi: un progetto ambizioso

Il colosso tedesco Audi ha annunciato l’intenzione di investire 14 miliardi di euro nei prossimi 5 anni per lo sviluppo dell’elettromobilità, per la digitalizzazione e per la guida autonoma. Dopo il primo SUV totalmente elettrico, entro il 2023 l’Audi si è posta l’obiettivo di produrre e presentare ben dieci modelli di auto ibride e altrettanti modelli di vetture elettriche. Entro il 2025, Audi potrà contare su 20 nuovi modelli di veicoli elettrici, la cui metà saranno mossi da powertrain a zero emissioni. Parallelamente alla produzione, Audi investirà anche sulla digitalizzazione sia dei prodotti che dei siti produttivi, allargando il proprio di modello di business con una serie di servizi digitali quali le funzioni on-demand. La casa automobilistica ha così deciso di adottare un approccio sistematico alla mobilità elettrica che in futuro sarà ancora più mirato, dando priorità assoluta allo sviluppo non solo di prodotti ma anche di servizi a supporto dei prodotti stessi.