E lo fanno soprattutto quelle più propense a fare business al di fuori dei confini nazionali, quindi puntando molto sulle esportazioni.

La conferma arriva dai risultati raggiunti dal FTSE IT Star, l’indice gestito da Borsa Italiana sul quale sono quotate le imprese di piccole e medie dimensioni e comunque con un fatturato che non supera il miliardo di euro. Nel corso del 2013 l’indice (e quindi la media dei titoli delle sue società quotate) è infatti cresciuto del 54,7%, un premio che il mercato ha riconosciuto a seguito degli ottimi risultati ottenuti sul campo dalle imprese.

Ma la caratteristica delle aziende quotate nell’indice Star (Segmento Titoli Alti Requisiti) è anche un’altra e cioè quella di generare in media l’80% dei propri ricavi dalle esportazioni. In sostanza, le imprese di medie dimensioni che hanno scelto la via della quotazione azionaria e per farlo hanno aderito a norme più stringenti in termini di trasparenza finanziaria, sono anche quelle che hanno scommesso più di altre sulla crescita per linee esterne.

Quotate sul listino ci sono circa 70 aziende con una capitalizzazione media di 266 milioni di euro e molte di loro presentano, nonostante la crisi, ottimi risultati di bilancio. Nel 2012 il fatturato medio delle società registrate sul listino è cresciuto, mentre il giro d’affari aggregato è aumentato dell’1%. Per quanto riguarda la prima del metà 2013, secondo una ricerca di Intesa SanPaolo (www.intesasanpaolo.com) le società registrate nello Star hanno generato un fatturato stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma con utili in crescita di oltre il 20%. Risultato netto e indebitamento sono rimasti generalmente stabili e – considerato che molte di queste società sono ancora sottocapitalizzate – numerosi investitori, attirati dai migliori risultati registrati da questo segmento, stanno prevedendo un investimento nel listino Star.

A dare fiducia ai capitali stranieri è proprio la propensione della maggioranza delle società quotate a intrattenere rapporti commerciali e di business con l’estero. L’internazionalizzazione è una voce chiave nei bilanci e nel modello di sviluppo di queste aziende, ma si sta dimostrando anche una chiave vincente per attrarre investimenti al di fuori dei confini nazionali. E la conferma è arrivata alla fine del dicembre scorso quando i rappresentanti di alcune importanti aziende quotate al FTSE IT Star hanno incontrato alcuni investitori internazionali nei saloni del London Stock Exchange (www.londonstockexchange.com), la Borsa londinese. Di fronte alla platea di potenziali azionisti le imprese hanno mostrato la forza dei numeri: mentre l’indice è cresciuto del 54,7% nel 2013, il fratello maggiore FTSE Mib ha messo a segno un aumento del 16,56%. Il comparto guida quindi la classifica degli investimenti finanziari più redditizi, soprattutto quando si considerano le performance di lungo periodo.

Negli ultimi tre anni, quindi nel pieno della crisi economica e mentre l’FTSE Mib scendeva il 22,5%, lo Star è cresciuto del 32,9%, trainato dalle sue imprese più forti, specializzate principalmente nelle tecnologie, nelle utility, nei beni e servizi per l’industria e nei beni di lusso.

Tra l’altro, la tipologia di queste aziende è tutta nella composizione proprietaria che non è spezzettata ma generalmente ha un socio di maggioranza italiano che è anche il fondatore dell’azienda. Anche il management è nella maggior parte dei casi costituito da professionisti italiani a conferma della capacità del nostro Paese di creare eccellenze produttive.

Il tema, del resto, è di centrale importanza proprio per il difficile momento che sta vivendo l’impresa italiana, costretta a fare i conti con la stagnazione del mercato interno e con livelli di produttività ancora inadeguati per vincere la sfida competitiva. Un recente studio condotto dalla Commissione Europea (www.ec.europa.eu) indica a questo proposito che le PMI italiane non riescono a stare al passo con le loro colleghe europee. L’arretratezza – secondo l’Ue – sarebbe tangibile soprattutto su due temi: l’accesso al credito e l’internazionalizzazione. A queste due criticità (difficoltà ad ottenere il sostegno finanziario delle banche e ridotta presenza all’estero) si aggiunge quella dei ritardi nei pagamenti che colpisce tanto il settore privato quanto e soprattutto quello pubblico. I tempi di incasso delle fatture – calcola la Commissione – sono tra i più lunghi d’Europa (117 giorni per l’Italia contro i 53 giorni della media Ue). Guardando poi alla composizione della famiglia PMI, secondo gli analisti europei uno dei problemi italiani risiede nella sua eccessiva frammentazione. La quota di microimprese con meno di 10 dipendenti sarebbe pari al 94% del totale, contro il 92% del valore medio registrato tra gli Stati membri. Tra il 2008 e il 2012 il valore aggiunto delle PMI italiane si è contratto, i dipendenti sono diminuiti del 5% e il numero delle aziende del 2%. Nel settore edile, dove le aziende molto piccole prevalgono, valore aggiunto e occupazione hanno subito un crollo rispettivamente del 30 e del 15%.

In ultimo il tema del credito continua ad essere la chiave di volta, in positivo o in negativo, per la sopravvivenza delle aziende di piccole dimensioni. In tutto tra il settembre del 2012 e lo stesso mese del 2013 le banche italiane hanno erogato sotto forma di prestiti al tessuto produttivo 46,8 miliardi di euro in meno. Per capire quanto questo problema affligga il mondo delle PMI, è sufficiente prendere l’ultima analisi condotta dall’Istituto Ipsos per Axa dalla quale emerge che l’83% delle piccole e medie imprese e il 69% dei professionisti hanno avuto problemi per i ritardi dei pagamenti. Inoltre il 31% delle PMI dichiara di aver chiesto un nuovo finanziamento agli istituti di credito e di queste solo una su tre lo ha ottenuto.

Ecco perché è così importante per le imprese trovare sul mercato forme alternative di capitalizzazione e di finanziamento rispetto al credito bancario che sfruttino l’interesse di fondi e investitori internazionali. Una strada già battuta da molte delle aziende quotate sul listino Star. 

 

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