Una casa di proprietà; possibilità economiche discrete; tempo a disposizione per viaggiare, coltivare una vita sociale ricca, praticare sport e godersi la famiglia. Questo è l’identikit dell’italiano medio “over 60/65”, quella fascia di popolazione che muove la cosiddetta silver economy, l’economia dei senior che da sola vale circa 123 miliardi di euro.

Oggi un italiano su quattro è un ultrasessantacinquenne e si stima che nel 2050 si possa arrivare ad uno su tre. Gli “over 60”, che a fine 2016 erano circa 17 milioni, potrebbero superare i 23 milioni entro il 2040. Numeri che assumono una rilevanza sempre maggiore nel quadro sociale, politico ed economico. Si tratta infatti di un bacino economico significativo a cui i player del settore economico e finanziario dovrebbero prestare attenzione perché potrebbe rappresentare una concreta opportunità di crescita per l’economia nazionale.



In genere l’invecchiamento demografico è associato ad un costo per la collettività, ma in realtà si tratta di una categoria con una situazione reddituale e patrimoniale migliore rispetto alla media. Un focus a cura del Servizio Studi BNL attesta che tra i 55 e i 64 anni il 40% delle famiglie dispone di una ricchezza netta superiore a 250mila euro, una percentuale che è superiore al 30% per le famiglie i cui componenti hanno da 65 anni in su. Assoprevidenza ha stimato sui 620 miliardi di euro l’impatto della silver economy in termini di prodotto interno lordo: quasi il 40% dell’intero PIL. I settori che già mirano a questa fascia sono in primis quello della sanità e dell’assistenza sociale, e a seguire i trasporti, il turismo, lo svago, la cultura e il tempo libero.

Secondo i dati Istat, riportati nel Rapporto Annuale sulla situazione del Paese, aggiornati al primo gennaio 2018, in termini di longevità il nostro paese è secondo soltanto al Giappone, con 168,7 anziani ogni cento giovani. Conquistiamo la medaglia d’oro in Europa, seguiti da Germania e Portogallo. Una conseguenza dovuta all’aumento della popolazione anziana - grazie ai guadagni in termini di sopravvivenza per l’elevato livello di sanità, ricerca e servizi - e al continuo calo delle nascite.

In particolar modo, la regione più longeva dell’UE è la Liguria, con una percentuale di 3,58 individui su 100.000 che superano i 105 anni. A Genova, la città più longeva d’Europa, un terzo degli abitanti ha festeggiato i 65 anni, non grazie a un’isola genetica di persone particolarmente longeve, ma per una combinazione di fattori favorevoli che vanno dall’alimentazione al clima. Solo lo scorso anno Genova si è candidata come capitale europea dell’invecchiamento attivo, ospitando il Silver Economy Forum, il primo in Italia, per promuovere il tema dell’active ageing e dell’impatto economico che i cambiamenti demografici in atto hanno sulla nostra società.



L’invecchiamento della popolazione ha avuto ripercussioni importanti anche sul mercato del lavoro con la creazione di oltre un milione di posti di lavoro. Un numero destinato a crescere non solo nel settore sanitario, ma anche in quelli collegati all’adeguamento delle abitazioni alle esigenze dei più anziani. Oggi si contano almeno 251mila aziende attive che hanno come target i senior; un dato che arriva fino a 675mila realtà produttive se si includono tutti i settori in cui possono esercitare un impatto diretto. Nel panorama della silver economy italiana esistono diversi esempi. Come Silver Living, che costruisce appartamenti di alto profilo idonei esclusivamente agli over 65 con aree condivise di incontro e socializzazione, possibilità di consulenza medica H24, servizi di lavanderia, ristorazione, pulizie a domicilio e molto altro. VillageCare, invece, si propone di offrire soluzioni al problema di conciliare lavoro, impegni e famiglia per chi ha un parente anziano. Si tratta di un portale online, nato nel 2016 e primo in Italia, che aiuta i familiari a ricercare la soluzione assistenziale più idonea, attraverso una consulenza personalizzata con figure qualificate. Un altro è il Gruppo Korian, leader europeo nella gestione di residenze per la terza e quarta età, che possiede tra Francia, Italia, Belgio e Germania, più di 740 strutture e vanta un fatturato consolidato di circa 3 miliardi di euro. Recentemente ha anche dichiarato l’interesse a crescere a livello internazionale soprattutto in Italia e Germania, due tra i paesi più longevi al mondo.

Sono aziende che rappresentano non solo il presente, ma soprattutto il futuro, dato che l’aspettativa di vita di una bambina nata nel 2018 supera i 100 anni. Istat docet.