L’Italia è il primo produttore mondiale di occhialeria con un fatturato che nel 2017 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro (+ 2,9% rispetto al 2016). Il 90% di questa cifra, ovvero circa 3,73 miliardi di euro, arriva dalle esportazioni (+3,2% rispetto al 2016).

Il mondo ama gli occhiali italiani, un sentimento particolarmente diffuso negli Stati Uniti. Nel corso del 2017 il 26% dei prodotti italiani destinati al mercato estero è stato acquistato proprio dagli Usa (primo mercato di riferimento per l’Italia seguito dall’Europa).

Un grande risultato ottenuto dalle 863 aziende attive nel settore e distribuite su tutto il territorio italiano, con una forte concentrazione nella regione del Veneto, dove lavora l’80% di tutte le aziende italiane produttrici di lenti, montature e astucci e minuterie. Nasce e cresce nel Bellunese il più importante dei 200 distretti industriali riconosciuti e tutelati dalla legislazione italiana: il Distretto dell’occhiale di Belluno. Si tratta del più grande agglomerato di grandi, medie e piccole imprese italiane in termini di crescita, redditività, quantità e qualità.

Le aziende del distretto dell’occhiale sono quasi tutte situate nella provincia di Belluno, circoscritte in tre aree geografiche: Il Cadore, l’Agordino e la terza zona che a sua volta comprende quattro sottozone, il Longarone, Alpago, Feltrino e il Bellunese con la Val Belluna.



I record del distretto, non solo numerici ma anche qualitativi, dipendono prima di tutto dalla sua tradizione manifatturiera che affonda le radici nella regione già dal XII secolo con i piccoli artigiani del vetro. Poi, tra il XIX e il XX secondo nella zona del Cadore, con la nascita delle prime piccole imprese, il sistema produttivo inizia ad assumere la forma di un modello industriale, mentre la conversione verso un sistema di tipo distrettuale inizierà solo nel secondo dopoguerra.

In questo contesto nasce all’interno del distretto la Luxottica s.a.s, oggi leader mondiale nella produzione di lenti e montature con valori che superano la dimensione nazionale grazie alla presenza geografica diversificata. Nata nel 1961 ad Agordo, conta oltre 80mila dipendenti nel mondo, un fatturato di 9.157 milioni nel 2017 in crescita del 2,2% a cambi costanti e dello 0,8% a cambi correnti, e un utile record sopra il miliardo di euro. Luxottica è una delle 5 imprese leader che hanno reso possibile l’evoluzione del sistema industriale del distretto e la sua internazionalizzazione. Insieme a lei De Rigo, Marcolin e Marchon fanno parte delle grandi imprese cresciute così tanto da conquistare posizioni di leadership sui mercati internazionali. Il successo commerciale del distretto non solo rafforza l’immagine del Made in Italy agli “occhi” di tutto il mondo ma fortifica internamente il sistema lavorativo italiano. Il settore dell’occhiale conta infatti 17.250 occupanti di cui 11 mila solo nel bellunese.

I dati relativi al settore occhialeria per l’anno 2017 sono stati presentati da ANFAO (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli di Confindustria) e dal suo presidente Giovanni Vitaloni il quale ha inaugurato a Milano lo scorso febbraio la 48° edizione di MIDO, la più importante manifestazione  dell’occhialeria a livello mondiale.

“Oggi Mido è l’appuntamento di riferimento per la filiera dell’occhiale a livello internazionale, una straordinaria occasione di valorizzazione del Made in Italy nel mondo”, ha commentato Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda. Proprio nell’ultima edizione di MIDO, Confindustria Milano Monza e Brianza ha condiviso per la prima volta uno stand insieme a Confindustria Belluno Dolomiti. La scelta delle due associazioni è nata dall’esigenze di promuovere sinergicamente una serie di servizi di tutela volti alle imprese del settore. Tra i vari servizi è stato presentato Cyber Security, un sistema che permette di controllare e tutelare le attività svolte in rete dalle imprese.

Inizia così la conversione al digitale anche per le imprese del mercato occhialeria. Questa sarà la loro sfida per il futuro, per consolidare la leadership e continuare a trainare il settore sui mercati mondiali.