Un elenco dei migliori brand italiani; una bandiera di eccellenza da sventolare in casa, ma anche all’estero; uno stimolo per tutte le aziende italiane quotate a seguire la strada dell’innovazione e della qualità. È questo il senso dell’Italian Listed Brands, la lista annunciata nelle scorse settimane da Borsa Italia che raccoglie i 22 migliori marchi italiani di società quotate sul mercato azionario domestico.

Creatività, intuito imprenditoriale, innovazione, riconoscibilità del marchio in Italia e all’estero, sono le caratteristiche di queste aziende selezionate da Borsa Italiana con il supporto di esperti settoriali e di analisti industriali e finanziari, tanto italiani quanto stranieri.

Moncler Store, Doha

«Il lancio di Italian Listed Brands sul nostro mercato – ha dichiarato Raffaele Jerusalmi Amministratore Delegato di Borsa Italiana – conferma la volontà di impegnarsi continuamente a valorizzare al meglio i migliori brand italiani».

Come ha spiegato Mark Makepeace, Amministratore Delegato di FTSE Russell (l’indice realizzato ad hoc e dedicato proprio alle aziende che sono inserite nella lista), «Il lancio dell’indice FTSE Italian Listed Brands rappresenta un ulteriore ampliamento dei servizi dedicati agli investitori che seguono il mercato azionario».

L’Italia diventa così il primo Paese al mondo ad avere un indice che raccoglie le esperienze di eccellenza industriale, offrendo in questo modo agli investitori una lista di grandi brand, conosciuti in tutto il mondo: Autogrill, Brembo, Brunello Cucinelli, Campari, Damiani, De' Longhi, F.I.L.A., Ferrari, Fiat Chrysler Automobiles, Geox, Luxottica, Moncler, OVS, Piaggio & C., Pininfarina, Piquadro, Pirelli & C., Safilo Group, Salvatore Ferragamo, Technogym, Tod's, Yoox Net-A-Porter Group. Sono questi i 22 entrati nel paniere di società italiane.


«Il fatto di non averlo creato prima era un limite del nostro mercato» ha aggiunto l’Amministratore Delegato di Borsa Italiana. Ma il compito di FTSE Italian Listed Brands non si esaurisce con l’offerta di un servizio rivolto all’azionista. Il suo obiettivo è anche volto ad accrescere l’immagine delle aziende per sedurre ulteriori investitori da tutto il mondo, aumentare la dimensione delle società già presenti e favorire l’entrata in campo delle altre aziende ugualmente meritevoli.

I suddetti 22 migliori titoli azionari hanno oggi un valore di capitalizzazione pari a 110 miliardi di euro (circa al 20% del mercato italiano) e – come ha spiegato Jerusalmi – «domani potrebbero diventare molte di più, perché già oggi esistono altre 67 aziende che potenzialmente potrebbero farne parte».

Fiat Chrysler Automobiles

Alla base della selezione, gli esperti di Borsa Italiana hanno privilegiato le elevate capacità competitive, di innovazione e la propensione all’internazionalizzazione (i cosiddetti asset intangibili). A fare la parte del leone sono il settore della moda e quello automobilistico. Il primo è rappresentato nella lista con 11 aziende, mentre il secondo (6 aziende) vanta al suo interno Fiat Chrysler e Ferrari che da sole incidono per il 42% sui 110 miliardi di capitalizzazione.

Il loro apporto, così come il ruolo e l’impegno alla crescita di tutte queste realtà imprenditoriali, rappresenta un valore aggiunto indispensabile e un successo per l’Italia che si specchia nei risultati dell’export. Come annunciato dal Rapporto di Euler Hermes, “Game of Trade”, nel corso del 2018 le esportazioni italiane dovrebbero crescere di altri 33 miliardi di euro. Un risultato conquistato grazie anche alle performance delle stelle di Borsa Italiana.