L’Italia alberghiera gode di buona salute con un giro d’affari che nel 2017 è stato pari a 110 miliardi di euro, una somma che rappresenta il 6,9% del PIL italiano e a cui vanno aggiunti altri 64 miliardi di euro di indotto. Considerando la cifra totale a confronto con i dati relativi all’anno 2016, il rapporto Trademark rivela che il settore ha registrato un aumento di 10 miliardi nel 2017.

Il trend positivo dell’hotellerie italiana viene confermato anche dall’“Ottavo rapporto sul sistema alberghiero e turistico ricettivo italiano” di Federalberghi. Il documento pubblicato nel 2017 osserva i movimenti globali legati al settore alberghiero tra il 2000 e il 2015 e restituisce una chiara fotografia dell’intero comparto. L’Italia rimane tra le prime posizioni per numero di camere disponibili, sia in termini assoluti che in termini relativi ovvero per numero di abitanti.

Ogni mille abitanti in Italia esistono 18,0 stanze dopo le 19,9 della Spagna e le 38,8 della Grecia che si pone al primo posto. I paesi asiatici, che negli ultimi dieci anni hanno scalato velocemente le vette incrementando la quantità e la qualità dell’offerta alberghiera, restano comunque ancora indietro per numero di camere rispetto a densità di popolazione. Così, l’Italia si conferma leader nell’ospitalità alberghiera insieme alle classiche mete europee con 1.091.634 camere e 2.250.816 letti su un totale di 13.815.079 dislocati su tutto il continente (dati Eurostat).



Il profilo del cliente d’albergo si fa sempre più esigente e aumenta la richiesta di elevati standard qualitativi che riguardano non solo la struttura ma anche i servizi. Restano indietro gli hotel a 3 stelle che in Italia rappresentano il 46% del totale. La domanda è più viziata dell’offerta, i turisti sono alla ricerca di strutture alberghiere più grandi che partano dalle 4 stelle in su. A rispondere efficientemente alla richiesta sono soprattutto gli alberghi di catena, sia di gruppi italiani che stranieri, aumentati del 6,5% tra il 2017 e il 2018. Grazie al documento di Horwarth HTL “European chains & hotels report 2019 sappiamo che sulla penisola oggi si contano 1.584 hotel di catena e 172mila camere, che equivalgono al 15,8% dell’offerta totale. Il 2018 è stato l’anno del consolidamento nell’ambito corporate, perché la piccola gestione familiare, tipica dell’ospitalità Made in Italy non soddisfa più e non è redditizia. C’è invece bisogno di rispondere con strutture che si adeguino agli standard internazionali pur mantenendo un know how italiano, soprattutto nelle località metropolitane dove il comfort e i servizi sono prioritari.

Diversi i gruppi italiani che aderiscono alla conversione, fra i tanti, il veneziano Boscolo Group che nel 2017 ha ceduto la proprietà a un fondo americano e che sta portando lo stile italiano in giro per l’Italia e l’Europa per un fatturato di 150 milioni di euro. Sono invece 30 le strutture italiane del gruppo bresciano Blu Hotels e altrettante quelle di Una Hotels & Resorts. Il gruppo fiorentino Starhotels ha fatturato 197 milioni di euro nel 2017 con alberghi distribuiti in tutto il mondo.



In generale, le dieci catene italiane con il fatturato più elevato sono: Gruppo Una, Blu Hotels, Starhotels, The Resort, Blu serena, Delphina Hotels, Aeroviaggi, JSH Collection, Parc Hotels italia e Iti Hotels. Insieme hanno contribuito alla crescita del mercato per un totale di 870 milioni di euro, rappresentano il 20% di tutti gli alberghi di catena. Riguardo al futuro – ha spiegato Giorgio Gribaundo Project manager di Horwarth Htl –  «nel 2022 i gruppi italiani daranno vita ad altre 120 strutture e 15.770 camere soprattutto tra Roma, Milano e Venezia». Una buona notizia per l’intero settore.

 

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