Partiamo dal dato generale: i primi tre mesi del 2015 hanno fatto rilevare timidi segnali di ripresa nella produzione industriale registrando, nel mese di maggio, l’indice destagionalizzato in aumento dello 0,9% rispetto ad aprile. Secondo i dati Istat, inoltre, nella media del trimestre marzo-maggio la produzione è aumentata dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. I dati, quindi, confermano i segnali positivi degli ultimi mesi del 2014 che, come evidenziato nell’edizione 2015 del “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi” dell’Istituto nazionale di statistica, hanno interessato sia l’industria manifatturiera sia il settore dei servizi legati alla domanda industriale. E se dal 2014 sono tornate a salire le vendite sul mercato interno, con conseguente aumento del fatturato per un’azienda su due del manifatturiero, è grazie soprattutto allo stretto rapporto che si è instaurato tra industria e servizi.

In quest’ottica l’Istat ha stilato il Rapporto confermando per l’Italia i macchinari e la metallurgia come comparti da cui deriva il maggior impulso alla crescita.


In quest’ambito, i primi sei mesi del 2015, seppur con lievi oscillazioni, conservano la scia positiva già registrata nel corso del 2014. Lo scorso anno, infatti, il sistema produttivo italiano ha invertito la tendenza negativa degli anni precedenti, soprattutto nel settore manifatturiero. Tra il gennaio e il settembre del 2014, ad esempio, il comparto dei prodotti in metallo ha visto la percentuale mediana del fatturato passare dallo 0,5% del triennio 2010-2013 (media annua) al 2,1% del 2013-2014 (gennaio-settembre). Il miglioramento della performance delle vendite nell’ultimo anno è infatti più evidente se paragonato al precedente, particolarmente difficile per il comparto.

La conferma arriva da Monica Mantovani che dal giugno scorso è la nuova presidente di Anfima, l’Associazione Nazionale tra i Fabbricanti di Imballaggi Metalli e Affini aderente a Confindustria.

«Abbiamo anche noi evidenza della crescita – spiega – come è emerso lo scorso giugno dalla nostra assemblea annuale. I dati del 2014, comparati con quelli del 2013, sono assolutamente positivi per il settore degli imballaggi in metallo e alluminio. Parliamo quindi sia di scatole di pomodori, fusti industriali e bombolette aerosol e, per quanto riguarda l’alluminio, soprattutto lattine per bevande».


Secondo Massimo Reale, Direttore Rischi Euler Hermes Italia, il settore si trova da alcuni anni a dover affrontare due grandi tematiche: competitività e calo della domanda interna. «Sul fronte competitività – spiega Reale – il settore è fortemente sotto pressione per i costi energetici più elevati rispetto a molte altre parti del mondo, per il costante ricorso a materie prime di importazione, per la concorrenza internazionale sleale, per i requisiti impegnativi in materia ambientale, spesso più ambiziosi di quelli applicati nei principali paesi concorrenti».

Ma i dati del comparto del packaging in metallo si fanno forti soprattutto grazie al riciclo. «Grazie ai dati del riciclo – commenta la Presidente di Anfima – riusciamo a capire l’andamento del settore. Se c’è stato un aumento di materiale riciclato, c’è stato di conseguenza più materiale immesso sul mercato. Questo è il punto di forza del nostro comparto perché il riutilizzo del metallo è totale, vale a dire che la possibilità di recupero non solo è infinita, ma trattandosi di una materia prima permanente ha anche la virtù di mantenere inalterate le proprietà iniziali del materiale. Questo ciclo è così virtuoso che garantisce una certa quota parte di produzione oltre alle ricadute positive sia per l’ambiente, sia per il recupero energetico. Ad esempio per l’alluminio, rispetto all’estrazione del minerale, il riciclo permette un risparmio dell’80% circa».


Non spaventa agli osservatori del settore, quindi, il decremento del 27% che ha fatto registrare l’acciaio a maggio con la produzione ferma sotto la soglia dei dieci milioni di tonnellate. Così come non spaventa la flessione del comparto metallurgico registrata nei primi mesi del 2015.

Quello degli imballaggi in metallo è un universo molto ampio. Dal food, al beverage senza dimenticare la produzione destinata all’industria chimica e petrolifera; e c’è poi tutto il settore aerosol, quello delle bombolette spray impiegate in diversi settori, dalla cosmetica all’alimentare.
Industria del metallo


Spiega Massimo Reale: «Il calo dei consumi interni, evidente sulle filiere utilizzatrici come quella degli elettrodomestici, delle costruzioni e dell’auto, allarga il problema di sovraccapacità produttiva. I primi segnali di ripresa comunque si sono intravisti nel 2014 sul fronte produzione industriale ma tutto ciò ovviamente non basta per ritornare vicino ai livelli del pre-crisi. La catena del valore nazionale ha in qualche modo retto (e i termini di pagamento sono un po’ migliorati) grazie a prodotti ad alto valore aggiunto, a impianti tecnologicamente avanzati, e alle esportazioni».

Secondo l’Istat, infatti, gli incrementi del 2013-2014 hanno coinvolto soprattutto le imprese con una propensione all’export bassa o media. Un’impresa su due tra quelle meno esposte sui mercati internazionali ha visto l’aumento delle esportazioni dell’1,2%. Viceversa sono quelle che hanno maggior propensione all’export ad avere guadagnato punti percentuali sul mercato interno; la metà delle aziende italiane che esportano più del 75% della propria produzione hanno aumentato il fatturato del 4,1%. La maggiore capacità di tenuta sui mercati interni da parte delle imprese esportatrici, secondo i dati dell’Istituto di Statistica, accomuna la quasi totalità dei settori, con le eccezioni di abbigliamento, legno e mobili, elettronica/elettromedicale e farmaceutica.

«Nei prossimi due anni – conclude il Direttore Rischi Euler Hermes Italia – c’è da aspettarsi lo sviluppo di nuovi mercati target per i prodotti italiani, fusioni e acquisizioni (anche dall’estero) nel settore dell’acciaio comune e una pausa nella produzione di acciai speciali».