Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, quest’anno spegne cinquanta candeline. E per l’occasione fa un bilancio di queste cinque decadi che hanno visto il fatturato del settore crescere di quasi cento volte. Ma come si arriva a un tale traguardo? A premiare è stata la commistione di una serie di fattori: la costante attenzione ai trend in atto, la proposta di un’offerta sempre attenta alle novità, una grande capacità nel comunicarle. In questi anni infatti, anche i claim hanno subito una grande evoluzione: se prima il focus del pay off erano le funzionalità del prodotto, col tempo si è passati a valorizzare la bellezza, la connotazione naturale, l’innovazione del packaging, la sicurezza riguardo i test sul prodotto e la questione etico-ambientale.

 

I NUMERI DELLA COSMETICA

 

Il 2016 ha confermato la cosmesi tra i migliori settori del sistema Made in Italy. Infatti, in un anno ancora difficile per il comparto dei beni di consumo, il fatturato della cosmetica ha registrato un incremento del 5,3% sull’anno precedente, con un valore di 10.502 milioni di euro.


 

EXPORT

 

A fare la fortuna del settore sono soprattutto le esportazioni che in cinquanta anni sono passate da 25 milioni di euro a quasi 4,3 miliardi. Numeri che posizionano la cosmetica tra i primi tre nella classifica dei saldi commerciali con l’estero: su un totale di 51,6 miliardi, infatti il suo peso è pari al 4,5%, dietro ad altri due colossi del Made in Italy, il vino (5,3 miliardi) e l’abbigliamento (4,4 miliardi). La scia di questo trend proseguirà anche nel 2017, secondo le previsioni del centro studi di Cosmetica Italia; per l’export è previsto un’ulteriore intensificazione del 9,5%, per un valore di circa 4,7 miliardi. La conferma arriva anche dai dati Istat sul primo trimestre dell’anno: +13,8% rispetto al +14% nel medesimo periodo del 2016.

Per quanto riguarda i mercati di riferimento, la principale area di sbocco rimane l’Europa con 2.763 milioni di euro, in particolar modo Francia, Germania e Regno Unito. A livello extra continentale invece, prima fra tutti l’Asia, con un valore di 739 milioni di euro, poi l’America con 541 milioni di euro e l’Africa, ancora marginale, che registra un calo del -9,6%.

 

DOMANDA INTERNA E DISTRIBUZIONE

 

Anche la domanda interna registra un impatto positivo sui volumi di produzione, in misura minore, con una crescita dello 0,7% e un valore di 6.209 milioni di euro. Infatti i consumatori, pur prestando ancora attenzione agli acquisti, non rinunciano al cosmetico e alla cura della persona, anzi ricercano tipologie più evolute del prodotto.


Per quanto riguarda i canali di distribuzione, ad avere la meglio sono le vendite dirette, soprattutto grazie all’e-commerce, che insieme crescono del 7,8%. Gli altri gli stanno dietro a fatica: i canali professionali, che più di tutti avevano subito la crisi del 2008, vantano un incremento dell’1,3%, con un valore di sell-in di 669 miliardi di euro; in aumento rallentato il sell-in della profumeria (+0,9%); in calo invece sia la farmacia (-0,1%) sia la grande distribuzione organizzata (-0,8%), che patiscono di più i cambi di orientamento al consumo.

 

IL FUTURO

 

Dunque le carte in regola per un futuro più che roseo, la cosmesi le ha tutte. Dovrà solo essere attenta a non trascurare tre jolly fondamentali: produzione sostenibile, priorità del rispetto dell’ambiente sull’estetica, personalizzazione rispetto ai prodotti di massa.