In un mondo che vira radicalmente verso la logistica, dove il pacco diventa un simbolo assoluto, l’Italia fa la sua parte e si conquista una posizione di leadership proprio nell’industria del packaging.

L’industria italiana delle macchine per il confezionamento ha fatturato nel 2018 7,7 miliardi di euro, con un aumento dell’6,8% rispetto all’anno precedente e una forza lavoro che mette insieme 62.300 addetti collocati all’interno di 3.400 aziende, la maggior parte delle quali ha raggiunto una elevata propensione all’evoluzione tecnologica.



Numeri importanti, confermati da Ucima (Unione Costruttori Macchine Automatiche Per il Confezionamento e Imballaggio) che assegnano all’Italia il secondo posto in Europa nel settore della cartotecnica trasformatrice che, su scala continentale, ha registrato un giro d’affari di oltre 100 miliardi di euro con 17.500 aziende e mezzo milione di addetti. Il merito del successo è, in ordine decrescente, di Germania, Italia, Regno Unito, Francia e Spagna. Ed è grazie all’export che l’Italia ha compiuto passi da gigante fatturando nel 2017 più di 6 miliardi di euro, contro il mercato domestico che frutta una cifra pari a 1,6 miliardi e una crescita annuale del 7,5%.

La stragrande richiesta di impianti a marchio made in Italy viene soprattutto da paesi europei, e da paesi asiatici e nordamericani, dove il food & beverage è il settore trainante con il 56% del giro complessivo. Le imprese straniere non badano a spese ed investono nella qualità del prodotto italiano, acquistando un know-how unico e la garanzia di una performance duratura.

Nordmeccanica, macchine per imballaggio

Tra le tante aziende italiane di maggiore successo ce n’è una piacentina che fattura oltre 110 milioni di euro e cresce ogni anno ad una velocità pari al 10%. Si tratta della Nordmeccanica, leader negli imballaggi flessibili e attiva su 5 stabilimenti, 3 su territorio italiano e 2 su territorio straniero. L’azienda è da sempre orientata al mercato estero da cui ricava il 95% del suo fatturato. Le due sedi extraterritoriali si trovano in Cina e negli Usa, i paesi con il più alto consumo di prodotti contenitori, che garantiscono all’Italia una massiccia esportazione dei macchinari. In particolare in Cina una rivoluzione dell’intero sistema normativo che regola l’industria alimentare e ha portato alla creazione di una rete di sicurezza più rigida (Law Food System in vigore dal 2015), ha costretto le aziende italiane esportatrici ad un cambio di direzione. Le nuove regole, a cui il paese è giunto dopo un susseguirsi di incidenti alimentari, non prevedono più l’ingresso nel paese di materiali nocivi per la salute e per l’ambiente, e obbligano le aziende ad impegnarsi nell’evoluzione tecnologica e nello studio di macchinari più cari destinati alle nuove esigenze. Una virata in cui Nordmeccanica si è dimostrata pronta, sostituendo prima degli altri dalla filiera di produzione le macchine non idonee con quelle più evolute e più costose. Un impegno costante che va tenuto sempre alto soprattutto visti i mercati in cui è specializzata l’azienda, quello alimentare e farmaceutico, dove la mancanza di igiene e la contaminazione possono essere letali.



Sacmi Imola, Lumson, Stevanato Group e Robopac

Oltre alla Nordmeccanica, sono tante le aziende che offrono macchinari di grande qualità. Tra queste, la Sacmi Imola, la Lumson, lo Stevanato Group e Robopac. Per loro e per gli altri rappresentanti dell’industria italiana, la Cina si conferma la destinazione più ambita, e questo anche in virtù dell’aumento dei dazi annunciato dagli Usa. Il cambiamento della domanda estera ha favorito l’evoluzione del made in Italy che ormai riguarda tutte le aziende italiane che operano nel settore del confezionamento con un fatturato superiore ai 25 milioni.

E la stessa Ucima ha selezionato le migliori 10 aziende italiane per rappresentare il settore in occasione della fiera russa Upakovka, evento storico dedicato al packaging e concluso da poco. Solo in Russia, l’industria italiana dei macchinari per il packaging ha esportato nel 2017 macchine per un valore di 153 milioni di euro, conquistando il secondo posto tra i paesi fornitori dopo la Germania. Un altro mercato strategico per difendere una leadership conquistata grazie alla qualità.