Un successo senza precedenti quello registrato dalla 57 ma edizione del Salone Internazionale del Mobile conclusa lo scorso aprile a Milano: 144 ore tra salone e fuori salone in cui la capitale della moda e del design ha visto 434.509 presenze (+26% rispetto al 2017e +17% rispetto al 2016) provenienti da 188 paesi del mondo. E quelli relativi al più grande incontro dell’arredamento sono solo alcuni dei numeri che parlano di quanto l’Italia, con l’industria del mobile, si trovi ora al centro del mondo. In soli 6 giorni nel capoluogo lombardo hanno trovato il proprio spazio 1.841 espositori di ben 33 diverse nazionalità distribuiti sui 210.000 metri quadri dedicati, ognuno con la propria versione di design e con il proprio know-how.



Numeri da capogiro per la kermesse milanese, non solo grazie alla fama della città di Milano nel mondo (dovuto anche all’affermata fashion week) ma anche al trend dell’industria italiana del legno, dell’arredamento e dell’illuminazione che confermano anche questa volta il fenomeno indiscusso del made in Italy. Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche le regioni con la più alta concentrazione di imprese appartenenti al settore del legno-arredo e che si pongono ai primi posti per produzione ed esportazione. Un segmento che esporta per un valore di 16,3 miliardi di euro, e fattura 41,5 miliardi (5% del Pil) e che con una fitta rete di distretti industriali conta in totale 320mila addetti.

Tra i distretti che meritano particolare attenzione c’è quello di Livenza (Il FVG è terzo Italia nel legno arredo per fatturato prodotto e per volumi di esportazione) al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, che ha vissuto una crisi profonda prima di tornare ad essere tra i più vitali d’Italia. Risollevato grazie allo sforzo fatto dalle piccole e medie imprese locali, incoraggiate dalla Legge Regionale 3/2015 (sulla necessità di evolversi, digitalizzarsi e reggere la competizione internazionale) e dall’accordo tra la regione e la Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia che ha approvato finanziamenti pari a 150 milioni di euro.

Dal finanziamento ne trae benefici anche il distretto della sedia di Manzano che, insieme ai distretti di Pordenone, nei primi nove mesi del 2017 ha toccato i 902 milioni di euro per esportazioni (+8,7% rispetto al 2016). Significativo, in questo senso, è il ruolo del Gruppo Calligaris all’interno del Distretto della sedia di Manzano. L’azienda friulana rappresenta infatti una delle eccellenze per l’economia della regione; nata nel 1923 produce un milione di pezzi all’anno e incassa, con negozi sparsi in 100 paesi, 116 milioni di euro. Una realtà industriale storica per il settore, che nel 2007 ha ripreso slancio dopo che il colosso del lusso LVMH ha acquisito una partecipazione del 40%, dando vita a una nuova strategia di branding, comunicazione e retail, e favorendo ancora di più l’internazionalizzazione del gruppo.



Ma se l’asticella del successo si alza, la concorrenza internazionale anche. Il mondo del low cost è uno dei nemici della qualità che caratterizza da sempre il Made in Italy. Ecco perché, per vincere anche la concorrenza del low cost è necessaria una crescita anche delle risorse umane ,con nuove figure professionali che stiano al passo con l’industria 4.0. In questo contesto FederlegnoArredo ha lanciato EQ-Wood, il progetto triennale europeo volto alla creazione di una nuova figura, l’Innovation Advisor, grazie ad un co-finanziamento di 995mila euro. L’idea è quella di inserire una nuova figura professionale all’interno delle aziende. Un ruolo chiave soprattutto per le piccole e medie imprese che metterà al servizio dell’azienda le sue conoscenze relative al cosiddetto Internet of Things e alla sostenibilità. Rendendo tutte le fasi, dall’idea alla consegna passando per la produzione, più sostenibili, moderne, veloci ed efficaci.

Informazioni confermate anche da Euler Hermes che ha pubblicato un rapporto dedicato proprio al Sistema Casa. I dati diffusi affermano che oltre il 70% delle circa 80mila imprese di settore investe infatti in ricerca, sostenibilità e innovazione e l’offline cede, malvolentieri, sempre di più il posto all’online. “Bonus e Export: Le leve del Sistema Casa” (questo il titolo del rapporto) ribadisce inoltre che l’Italia è prima in Europa per numero di imprese e addetti nel legno e arredamento e terza nel mondo per bilancia commerciale. Ecco perché l’avanzata dei colossi del fast wood non spaventa l’industria italiana che intende mantenere alta la bandiera del design e della qualità.