L’azienda italiana con il più alto tasso di crescita annuale (+150,5%) produce contenitori per alimenti usa a getta. Si chiama Icont e conta solo 30 dipendenti che lavorano in uno stabilimento fondato nel 2007 in provincia di Latina.

A comunicarlo è la “FT 1000 Europes’s fastest growing companies”, la lista stilata dal “Financial Times” che seleziona 1.000 tra le migliori aziende europee. Sono quelle che nel quadriennio 2012-2015 hanno registrato il più ampio margine di crescita di ricavi annuale, la cosiddetta revenue growth

Tra le 186 aziende italiane elencate nel report pochissime sono conosciute dai non addetti ai lavori. Tra queste, appunto, la Icont, cinquantesima su 1.000, fa parte del settore più premiato da FT in Italia, quello dell’industrial goods.



Questo segmento conta 34 aziende; seguito dalle 20 migliori aziende italiane che forniscono servizi di supporto e dalle 17 dei settori tecnologia e costruzioni.

Osservando il settore più proficuo per l’Italia, quello dei beni industriali, è interessante notare che le due società più “vecchie” sono italiane.

Il record va alla Costruzione Aretine, azienda metalmeccanica con sede in provincia di Arezzo, fondata nel 1962. Un dato che, tra l’altro, conferma una lunga storia e un forte potenziale per l’industria italiana.

Le aziende più intraprendenti in tema di consulenza aziendale risultano essere tedesche, inglesi e italiane: La primaIdea e la Sgres, relativamente 132esima e 171esima, sono due “piccole” realtà tra le migliori per il support service. Nate tra il 2010 e il 2012 confermano l’alta competitività dell’Italia con le cugine francesi e tedesche con un fatturato pari a 5,4 e 3,5 milioni di euro.

Non risulta alcuna eccellenza italiana sotto la voce waste management&recycling, settore dove invece vince la Germania con due società specializzate in smaltimento rifiuti. Una di queste, la SeRhoCon ha registrato tra il 2012 e il 2015 una crescita del reddito annuale del 195% con soli 5 dipendenti.

L’Italia trionfa tuttavia grazie a Milano che si aggiudica il terzo posto come centro europeo di innovazione e commercio: 34 aziende europee presenti nella lista dei 1.000 l’hanno infatti scelta come città dove collocare la propria sede principale, la precedono Parigi con 45 aziende e Londra al primo posto con 78. Ma considerando l’uscita del Regno Unito dall’Ue prevista per marzo 2019 l’Italia si pone teoricamente al secondo posto dopo la capitale francese.



Ma il fatto che la maggior parte delle aziende contenute nella FT 1.000 sia sconosciuto non è casuale, ma dipende da una ragione specifica. La classifica è infatti compilata nel rispetto di una procedura estremamente complessa e priva di flessibilità in termini di requisiti previsti per la candidatura. L’estrema rigidità, insieme alla scelta di alcune aziende di non voler rendere pubblici dati interni, è uno dei motivi per cui l’elenco non rispecchi alla perfezione la fotografia delle migliori aziende europee.


Ad esempio, una delle regole più limitative riguarda la localizzazione della sede principale della società. Gli headquarters possono trovarsi infatti solo in Europa, e nello specifico in una delle 31 città selezionate da “Financial Times” e da Statista, l’agenzia tedesca di analisi che mette a disposizione gli infiniti dati raccolti sull’andamento delle aziende europee. Un parametro che restringe la lista dei candidati e contribuisce a dare un po’ di lustro e notorietà a piccole aziende dalle grandi prospettive.