Internet ha assunto negli ultimi anni un ruolo centrale per il turismo; il digitale sta avendo un impatto sempre maggiore, con un aumento del mercato dell’e-tourism pari al 9% rispetto allo scorso anno, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano.

L’Organizzazione mondiale del turismo (UWTO), infatti, dichiara che gli utenti digitali si affidano al web per prenotare viaggi per il 67% nella fase di ispirazione, per l’83% durante la ricerca e per l’84% per la prenotazione vera e propria. Sempre più in crescita i movimenti effettuati tramite dispositivi mobile.

Il futuro del turismo però non si limiterà alle Online Travel Agency (OTA) come Booking, Expedia e Edreams ed agli Hospitality Service come Airbnb, ma si prospetta una nuova era del Turismo 4.0. La quarta rivoluzione industriale, infatti, riguarderà sicuramente anche l’e-tourism. Gli operatori che studiano o si occupano di turismo 4.0 sono d’accordo nel ritenere che il futuro del settore sia nei Big Data.



Un elemento su cui punterà il turismo sarà quella che viene definita l’“augmented hospitality del traveller customer journey”, ossia il ventaglio di servizi a disposizione dell’utente al fine di soddisfare ogni sua necessità. Ed è proprio su questo aspetto che stanno aprendo i propri orizzonti anche colossi come Google, Facebook e Amazon.

In Italia il turismo è certamente uno dei motori pulsanti dell’economia; il nostro Paese, infatti, è in quinta posizione tra le mete del turismo mondiale per numero di visitatori, con un avanzo della bilancia dei pagamenti turistica che sfiora l’1% del Pil. Nel 2017 le strutture ricettive ufficiali italiane hanno registrato 122 milioni di arrivi e oltre 427 milioni di presenze totali. Tra questi 60 milioni sono stati turisti stranieri, con un aumento del 5,2% rispetto all’anno precedente. E un ulteriore miglioramento è previsto per quest’anno, stando ai primi dati delle strutture ricettive ufficiali.


Al centro dell’interesse dei turisti stranieri per l’Italia ci sono soprattutto le esperienze made in Italy legate all’enogastronomia e alla cultura. La propensione verso l’“experience” è dimostrato anche dalla crescita nel 2017 delle prenotazioni attraverso Airbnb di attività in compagnia di esperti locali che segnano questa nuova tendenza degli stili di viaggio.

Ad oggi i Big Data vengono utilizzati per monitorare comportamenti di consumo o di spesa, indagare trend e differenze nei diversi mercati, conoscere il sentiment e monitorare le conversazioni online in tempo reale. Nel prossimo futuro, grazie alla Data Science, sarà possibile sfruttare il potere dei Big Data per migliorare l’offerta e il servizio degli operatori turistici e, allo stesso tempo, personalizzare il più possibile l’offerta al fine di realizzare una customer journey map su misura, adatta ad ogni singolo utente.

Ma come verranno utilizzati concretamente i Big Data nel Turismo 4.0? Sempre più applicazioni, attraverso gli smart services, che anticipano i problemi e le esigenze del cliente, ci indicheranno le scelte turistiche più adatte alle nostre abitudini, in base alle informazioni raccolte dai Data Scientist.

Nelle prenotazioni i chat bot stanno facendo il loro avvento già nelle principali piattaforme - come Booking.com - per dialogare con l’utente ed agire come un vero e proprio assistente virtuale, capace di rispondere su una serie di argomenti sulla base delle informazioni fornite attraverso i Big Data.

Assistenza via chat, ma non solo. Altra frontiera sono, infatti, gli assistenti vocali - utilizzati per la prima volta da Skyscanner nel 2016 - e gli assistenti video come NextAgent, che permettono ai clienti di dialogare in video con un assistente virtuale per l’acquisto di biglietti per il treno.

A quanto riportato da un’indagine di Booking.com il 29% degli utenti prenoterebbero una vacanza tramite bot e il 64% si dice interessato ad avere un’anteprima del viaggio che andrà a fare attraverso la realtà virtuale.

Nella fase di viaggio l’Intelligenza Artificiale può fornire informazioni live sullo stato del viaggio - come ad esempio fa la piattaforma inglese Trainline - che segnala ai propri utenti gli orari e le tratte in cui c’è maggiore possibilità di trovare posto a sedere.

Sistema molto simile è quello di Travel Insight ideato da Skyscanner, che permette di prevedere il numero di passeggeri presenti su un volo.

Arrivati in hotel sistemi di guest experience manager come i robot-concierge, ci accoglieranno al check in; questa tecnologia è già realtà negli States in alcuni hotel della catena alberghiera Hilton Worldwide. Il robot-concierge dell’Hilton è stato programmato per rispondere alle domande dei clienti, in maniera amichevole e cordiale, e fornire indicazioni sui siti da visitare, i servizi dell’hotel e le attrazioni locali.

Una volta approdati nella meta turistica, un innovativo braccialetto basato su sistemi di Intelligenza Artificiale, ci indicherà i punti di nostro interesse presenti nei paraggi e, sfruttando le vibrazioni che passano attraverso le ossa, ci permetterà di ascoltare audioguide per conoscere una destinazione e vedere sullo schermo dello smartphone una guida turistica virtuale.

Intelligenza artificiale, chatbots, robot-concierge e servizi di check-in automatizzati dialogheranno in maniera intelligente con il turista per coniugare informazioni provenienti da dispositivi, luoghi fisici e sistemi tecnologici e ripensare e rinnovare l’esperienza di viaggio.

In uno scenario dove l’experience avrà sempre più peso in un’ottica di Turismo 4.0, l’Italia sarà chiamata a sfruttare, grazie ai Big Data, il proprio potenziale per vendere lo “stile di vita italiano” in tutto il mondo.