Nell’era di Greta Thunberg guru dello sviluppo sostenibile, non stupisce che il 2019 si guadagni il record per gli eco investimenti. Quest’anno il 21,5% degli investimenti realizzati dalle imprese italiane è stato ispirato a scelte di green economye ha coinvolto 300mila imprese che hanno imboccato la strada dell’ecosostenibilità e dell’efficienza energetica, 90mila in più dello scorso anno. A testimoniarlo i dati di GreenItaly 2019, il decimo rapporto della Fondazione Symbola e di Unioncamere che studia e analizza l’evoluzione della green economynazionale.

Le imprese sostenibili in Italia

Negli ultimi cinque anni, sono state 432mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno scelto per i loro investimenti una veste “eco”, puntando su prodotti e tecnologie greendestinate a ridurre l’impatto ambientale, i consumi energetici e le emissioni di CO2. Una fetta di mercato pari a un’azienda su tre, ovvero il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola nazionale. Una spinta dovuta anche ai giovani imprenditori, più sensibili al tema: tra le imprese guidate da under 35, il 47% ha fatto eco investimenti, contro il 23% delle over. Ma quali sono i benefici che le aziende ricavano da questa svolta greenIn primis un maggior dinamismo sui mercati esteri: con specifico riferimento alle imprese manifatturiere (5-499 addetti), il 51% delle eco investitrici ha riscontrato un aumento dell’export nel 2018, contro il 38% di quelle “non eco”. Altro surplus è il fattore innovazione: le imprese di GreenItaly (in questo caso il 79%) innovano di più rispetto alle altre (solo il 61%). C’è anche il legame con Impresa 4.0: il 36% delle eco investitrici ha già adottato progetti legati a questo programma; delle altre invece solo il 18%. Il 56% delle imprese green sono anche coesive e scelgono di investire nel benessere economico e sociale dei propri lavoratori e della comunità di appartenenza coinvolgendo gli attori del territorio. Un’altra nota di merito che si aggiunge a chi punta sulla sostenibilità è l’incremento dell’occupazione. In Italia, nel 2018, il numero di green jobs è stato superiore a 3 milioni, ovvero il 13,4% dell’occupazione complessiva. Una crescita, rispetto al 2017, di oltre 100mila unità.


La leadership europea

GreenItaly si è rivelato un modello produttivo e sociale che conferisce all’Italia la leadership europea nelle performance ambientali. Il nostro sistema industriale è secondo solo alla Gran Bretagna consumando appena 14,8 tonnellate equivalenti di petrolio per un milione di euro prodotto. In Europa ci distinguiamo come superpotenza anche nell’economia circolare con il 79%di rifiuti totali avviati a riciclo. Un’incidenza superiore a tutti gli altri paesi europei. Siamo più efficienti anche nel contenimento dei rifiuti: le nostre imprese ne producono 43,2 tonnellate per milione di euro, contro i 63,7 della Gran Bretagna, i 67,4 della Germania e i 77,4 della Francia. Una serie di numeri che mostrano come l’Italia sia nettamente in anticipo rispetto alle altre economie europee per quanto riguarda sostenibilità e ambiente. Ed è una strada che il mondo sta percorrendo alla massima velocità: solo 10 anni fa a livello globale c’erano 25 GW di fotovoltaico installato, oggi sono 660. Il costo dell’elettricità del fotovoltaico è crollato dell’81%, quello dell’eolico del 46%. Da parte sua il Belpaese, scegliendo innovazione, ricerca e cura dell’ambiente, è diventato un esempio internazionale.