La Confederazione Nazionale dell’Artigianato ha reso pubblica l’indagine relativa al giro d’affari del gelato artigianale in Italia. Il settore dei gelati non industriali ha registrato nel 2018 un fatturato pari a 2,7 miliardi di euro. Cifra che, secondo lo studio, mantenendo il trend di crescita della domanda stimato al 10%, arriverà a quota 3 miliardi nel 2019. Secondo dati presentati in occasione della 40° edizione SIGEP2 019 (Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione artigianali), l’intera filiera italiana genera un giro d’affari di quasi 5 miliardi di euro.

Le novità, dal gelato proteico al gelato alcolico

Il successo del gelato è dovuto soprattutto al fenomeno della destagionalizzazione. Contribuisce la grande varietà di gusti, che spaziano ormai dai dolci tradizionali fino a quelli salati, e l’utilizzo sempre più ampio di ingredienti privi di glutine e di lattosio. Il gelato può essere un alimento ipocalorico in grado di saziare e sostituire il pasto, nonché di soddisfare il palato di ogni tipologia di clientela. Basti pensare alle novità introdotte da Babbi con il suo gelato salato e il gelato alcolico, che rientrano nella nuova linea di prodotti artigianali “Babbi Gourmet”. Sempre in tema di gelato alcolico, si è cimentata in questa nuova avventura “gourmet” anche la famosa azienda statunitense Häagen-Dazs. Breyers Delights di Algida e Yulty, invece, stanno esplorando il campo del gelato proteico, dando particolare attenzione al basso apporto calorico. Secondo studi Coldiretti effettuati su dati Eurostat in Italia il consumo pro-capite è di 6 kg ogni anno e si producono inoltre 595 milioni di litri di gelato. Seguono i 515 milioni di litri prodotti e consumati in Germania e i 454 milioni i litri della Francia. Il Made in Italy conferma la sua forza nel mondo diventando modello di esportazione. Grazie ai monitoraggi effettuati dall’Osservatorio Sigep sappiamo chele principali catene di gelateria artigianale a firma italiana in tutto il globo sono aumentate del 4% tra il 2017 e il 2018. In Sud e Centro America la crescita è stata dell’11%, in Medio Oriente dell’8,1% e in Asia del 4,1%, con una fortuna particolare registrata dal franchising.

I numeri del gelato in Italia

Con 39.000 gelaterie, di cui 10.000 artigianali specializzate e 29.000 bar o altri generi di attività, l’Italia è prima in classifica per artigianalità. Inoltre, Il gelato artigianale italiano garantisce un posto di lavoro a più di 150.000 persone. La medaglia d’oro per la città con il più alto numero di gelaterie artigianali va a Roma con 1.400 punti specializzati e 4.200 impiegati. A seguire Napoli con 898 negozi, Milano e Torino con oltre 700 gelaterie di prima qualità, Salerno e Bari con circa 400 punti e a seguire Palermo, Brescia, Venezia, Catania e Messina che ne contano oltre 300. Anche l’industria del gelato confezionato è in buona salute: i dati relativi agli studi dell’IGI (Istituto Gelato Italiano) parlano di una produzione pari a 213.125 tonnellate e un giro d’affari di 2.063,9 milioni di euro per l’anno 2017. Il prodotto industriale rimane, nonostante l’ascesa di quello artigianale, sinonimo di qualità, igiene e nutrizione.



Gelaterie artigianali nel mondo: Italia in testa

Primato nel mondo a tutto il continente europeo con 60.000 gelaterie “home made”, 300.000 addetti e 9 miliardi di euro di fatturato, ovvero il 60% di quello mondiale. A livello globale la miscela cremosa genera circa 17 miliardi di euro con 100.000 gelaterie e 500.000 lavoratori. Anche la Germania ha imparato l’arte del mestiere del gelato artigianale e si pone seconda dopo l’Italia con ben 9.000 gelaterie, seguita da Francia (4.000), Spagna (2.000) e Polonia (1.800). Tra i paesi emergenti in termini di domanda verso questo tipo di gelato ci sono l’Austria, il Belgio e i Paesi Bassi. L’artigianalità tipica della tradizione culinaria italiana sconfina e spopola all’estero, adattandosi con successo in ben 76 paesi del mondo, conquistando anche località “fredde” del nord Europa e paesi dell’Est. Le 40.000 gelaterie artigianali che si contano al fuori dell’Europa sono concentrate soprattutto in Argentina, USA e Brasile. La cultura del gelato artigianale come alimento “healty” ha contribuito all’apertura di 950 punti nella costa Est degli USA in meno due anni. Il continente americano è tuttavia minacciato dall’avanzata orientale con l’insediamento nel mercato di Cina, Corea e Malesia.



Il business del gelato spinge l’industria agroalimentare

Ma il successo del gelato di propria produzione contribuisce a dare una spinta importante anche ad altri settori dell’industria agroalimentare italiana. In Italia il settore caseario è trainato dall’immensa vendita di latte necessario per la creazione di grandi quantità di gelato artigianale: se ne vendono più di 200mila tonnellate l’anno. Buone notizie anche per lo zucchero che supera le 64mila tonnellate, per la frutta fresca che si aggira intorno alle 20mila tonnellate e altri ingredienti tra cui specialità di nicchia e DOP, come nocciole e pistacchi del Bronte. L’Italia vanta 13 industrie italiane leader nell’industria di macchinari destinati alla produzione della dolce crema che generano un giro d’affari pari a 250 milioni di euro e rappresentano il 90% di tutto il mercato mondiale degli impianti per gelato. Ma parlando di indotto non si può escludere anche le aziende che producono macchinari per le gelaterie, come anche quelle che realizzano gli arredi, settori che valgono 481 milioni di euro. E il gelato fa bene anche all’industria delle vetrine destinate all’esposizione dei vari gusti, le cui imprese possono contare su un giro d’affari annuale di 300 milioni di euro.