Grandi e piccoli elettrodomestici hanno chiuso il 2016 in positivo. Secondo Ceced (l’Associazione di Categoria che rappresenta in Italia i produttori di apparecchi domestici e professionali), nei primi mesi dello scorso anno il sell-in del Grande Elettrodomestico ha segnato un +2,7%.

 

Il Lavaggio si è confermato come il traino dell’intero mercato, grazie alle asciugatrici e alle lavastoviglie, entrambi prodotti che sfruttano il proprio potenziale di crescita dovuto alla bassa penetrazione nelle famiglie italiane, soprattutto al Sud. Male il Freddo, invece, poiché frigoriferi, congelatori e aria condizionata hanno subìto gli effetti di un’estate meno afosa di quella del 2015, che si era invece rivelata positiva in termini di vendite.

 

Anche il Piccolo Elettrodomestico ha registrato un aumento del giro d’affari (+4,1%) contro volumi in timida crescita (+1,6%) fino ad ottobre 2016, quando un’inversione di tendenza ha segnato una crescita più forte in unità (+8,9%) rispetto al valore (+6,6%). Un dato, quest’ultimo, da attribuirsi alla presenza sempre più frequente di attività promozionali legate a prodotti di “alta gamma”, che provoca un aumento generale dei prezzi medi. A puntare il dito contro quelle promozioni, che rappresentano gli eccessi (vedi il black friday), è Manuela Soffientini, presidente Ceded: «In diversi comparti la pressione promozionale ha raggiunto soglie pericolose del 60%. Ciò innesca una competizione che non è nell’interesse del consumatore perché costringe ad utilizzare tecnologie che non sono sempre tra le più avanzate».

 

Negativo invece il trend dell’export, su cui ha pesato il calo di forni (-6%) e dei piani cottura (-15%), da sempre punti di forza del made in Italy. «Purtroppo – ha affermato sempre Soffientini – continua quel processo di delocalizzazione produttiva verso i Paesi con costi della produzione più leggeri». È proprio questo processo che ha reso la Polonia un produttore emergente del settore, terzo solo dopo l’Italia, che registra volumi pari a 8,6 miliardi, e la Germania, prima in Europa.

In compenso però cresce il valore del nostro export: le imprese si concentrano su prodotti a maggior contenuto tecnologico e di design, e questo rimane uno dei cardini della nostra industria. In termini di vendita all’estero di prodotti Home Appliances di alta gamma, la Germania realizza circa 14 miliardi, contro gli 8,6 dell’Italia; a seguire, a molta distanza, la Polonia, con 4,8 miliardi, e gli altri Paesi beneficiari del processo di delocalizzazione: Ungheria (1,2 miliardi), Slovenia (1,1), Repubblica Ceca e Romania (0,8).

 


Il merito della leadership tedesca si deve a Bosch, prima marca di elettrodomestici per numero di pezzi venduti nel continente. Per l’Italia consegue ottimi risultati Candy Group, l’unica multinazionale del settore a capitale italiano ma con un respiro internazionale. Infatti l’Italia rappresenta solo il terzo mercato dell’impresa, dopo Gran Bretagna e Francia. Dal 2014 Candy ha impresso un’accelerazione nelle sue strategie che l’hanno portata a raggiungere un miliardo di euro di fatturato: in un paio d’anni il marchio ha registrato un +12%, conquistando lo 0,8% di quota di mercato. Un’accelerazione riassunta da Beppe Fumagalli, CEO del brand, con tre motivazioni: scelte precise; una strategia unica per tutti i mercati; un team vincente. Per il 2017 Candy vuole ritagliarsi una quota di mercato del 10% nel lavaggio a livello mondiale (con le lavasciuga oggi detiene già il 15% del mercato europeo) e di un altro 10% nell’incasso. Per farlo ha concentrato il suo core business sulle Smart Appliances, settore in cui l’azienda ha deciso di investire considerando quella della connettività la nuova rivoluzione industriale.

 

La Home Appliances è comunque un punto di forza della nostra industria. Gfk - una fonte affidabile di informazioni su consumatori e mercati- ha confermato, complessivamente, la crescita delle vendite finali (sell-out) nei primi dieci mesi dell’anno con un +2,5%, ed Enzo Frasio, direttore commerciale di Gfk, ha sottolineato che le vendite online hanno raggiunto il 7% a volume e a valore, «e che senza l’e-commerce la crescita si sarebbe azzerata». In Francia e Germania l’online arriva al 15-20%.

 

Quindi le imprese possono guardare al 2017 con un atteggiamento positivo. Il mercato nazionale è previsto attivo e vivace, grazie alla conferma degli incentivi governativi per l’acquisto di mobili (che comprendono gli elettrodomestici) e delle iniziative a favore dei prodotti tecnologicamente più avanzati che hanno trainato la domanda nel 2016.