Rinnovarsi lentamente. È quello che sta accadendo alle aziende italiane, molte delle quali hanno avviato dal 2016 un faticoso percorso di modernizzazione grazie allo stimolo di un campione della modernità come Google.

Dal febbraio del 2017, infatti, 83 camere di commercio italiane hanno aderito alla terza edizione del progetto “Eccellenze in digitale” lanciato proprio da Google in partnership con Unioncamere per cavalcare Industria 4.0, il grande progetto nazionale di digitalizzazione dell’industria italiana.

Il programma sostenuto da Google è rivolto a piccole medie imprese (sia private che pubbliche) e risponde al bisogno, emerso dalla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, di trasformare radicalmente il modello di business ormai arrugginito e permettere alle imprese italiane di inserirsi nel processo evolutivo che il mondo sta affrontando, consentendo al “Made in Italy” di riposizionarsi sul podio nella competizione tra i paesi più industrializzati dell’UE.  

 

Nel corso del 2016 sono state 16.000 le aziende italiane che hanno usufruito gratuitamente dei tutor e delle piattaforme messi a disposizione, insieme a professionisti del digitale, esperti selezionati e formati direttamente da Google per trasmettere agli imprenditori italiani, attraverso seminari specializzati, la chiave per passare dalla modalità “offline” a quella “online”. Dalla scorsa esperienza il 67% delle PMI che hanno partecipato ai seminari di Google conferma una crescita della propria attività, mentre il 96% dichiara di voler prendere parte ad ulteriori corsi di aggiornamento digitale.

 

Oltre ad aver centrato il bersaglio, il colosso statunitense ha giocato d’anticipo: si è svolto infatti a Milano il 15 settembre scorso l’incontro intitolato “Il percorso dell’impresa nell’era digitale” patrocinato da Inaz, società milanese specializzata nello sviluppo di software per la gestione delle risorse umane. «Non siamo un paese innovativo ma siamo un paese di innovatori», ha detto l’economista Marco Vitale all’apertura del convegno.

Nonostante l’Italia si trovi solo al 25° posto (su 28) nella classifica Ue della digitalizzazione, sembra che l’87% degli italiani sia favorevole alla digitalizzazione delle imprese. Lo confermano i dati statistici per i quali solo digitalizzare il settore della Pubblica Amministrazione garantirebbe un risparmio pari a 20 miliardi di euro l’anno.


 

E per i sostenitori di un’“Italia in digitale” buone notizie da Innsbruck dove, il 25 settembre si sono riuniti presso la sede del “Land Tirolo” i rappresentanti dei territori dell’Euregio (l’Assessora all’Economia Patrizia Zoller-Frischauf per il Tirolo, il Presidente della Provincia di Bolzano e Assessore all’Economia Arno Kompatscher e il Direttore Generale Paolo Nicoletti per il Trentino) con l’obiettivo di fissare le tappe del percorso verso l’omogeneizzazione economica dell’Euregio. Digitalizzazione e sviluppo di start-up e spin-off sono i temi trattati nell’incontro, durante il quale Komparscher ha dichiarato che per l’iniziativa sono stati messi a disposizione un milione di euro fino a luglio 2019, con «l'obiettivo di costruire una rete sostenibile di start-up dell'Euregio».

Anche all’appuntamento tirolese particolare attenzione è stata rivolta alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione rispetto alla quale tutti i presenti hanno sottolineato l’estrema urgenza.

 

Non ci sono più dubbi quindi sulla necessità di educare il Paese ad una cultura del digitale per tutti i settori dell’impresa con lo scopo di migliorarne la struttura, accrescerne la competitività e agevolarle nell’integrazione all’interno del sistema economico internazionale. Per rafforzare nel medio termine la ripresa economica, è di primaria importanza inserire nella “to do list” italiana la formazione o l’assunzione di uno staff specializzato in grado di accompagnare la società nel prezioso processo di trasformazione digitale.