Il primo mese di fattura elettronica è terminato ed è già tempo di bilanci. I dati disponibili, ad oggi, riguardano i primi quattro giorni dell’anno, quando è stata registrata l’emissione quotidiana di circa 700mila fatture elettroniche (2,8 milioni in tutto), predisposte da 120mila operatori. Secondo l’Agenzia delle Entrate (AdE), l’avvio del nuovo processo non ha incontrato alcuna difficoltà, ma non la pensa allo stesso modo il Codacons, pronto a presentare un esposto per interruzione di servizio e disagi per l’utenza. D’altro canto, l’AdE, fornendo dati e risultati del monitoraggio effettuato e non avendo riscontrato alcuna anomalia, si ritiene ottimista, ma per verificare la tenuta del sistema e dei server bisognerà attendere soprattutto le ultime giornate di ogni mese, quando il flusso di emissione delle fatture è più consistente. Quello sarà il vero banco di prova.

Cos’è la fatturazione elettronica B2B

Progettata dall’Agenda Digitale, la fatturazione elettronica rappresenta un ampio processo digitale che garantisce la conservazione per 10 anni delle fatture in formato elettronico. Questo sistema coinvolge tutte le imprese e i soggetti privati a partita IVA, escludendo solo coloro che usufruiscono di un regime fiscale di vantaggio, un regime fiscale forfettario o un regime agevolato forfettario. Ogni efattura deve essere prodotta, tramessa, archiviata e conservata in formato XML (eXtensible Markup Language) e generata con strumenti messi a disposizione gratuitamente dall’AdE (una procedura web, una app e un software da installare su pc). In alternativa, le aziende possono scegliere di affidarsi a software di mercato per la gestione della fattura elettronica, come per esempio quello elaborato da Aruba in collaborazione con Paypal.

Ministero dell'Economia

Chi sono i destinatari della e-fattura

È necessario distinguere tra le fatture emesse verso la Pubblica Amministrazione e quelle emesse verso altre imprese. Fin dal 2015, la fatturaPA deve essere emessa e conservata esclusivamente in formato elettronico ed è strutturata secondo un linguaggio XML denominato “Tracciato FatturaPA”. Oltre alla PA, i destinatari della efatture possono essere anche altre aziende. La fatturazione elettronica B2B si suddivide in tre categorie: la fattura elettronica B2B analoga alla fatturaPA; le fatture inviate via EDI, non necessariamente firmate, ma sempre prodotte in formato strutturato e conservate a norma; le fatture “non cartacee”, per cui non è necessario né il formato strutturato né la firma. Infine, la efattura trova applicazione anche nel settore B2C, quindi d’ora in poi le prestazioni nei confronti del consumatore finale saranno soggette a fatturazione elettronica. Ma cosa succede se il soggetto privato o impresa non è stabilito su territorio italiano? In questo caso l’emissione e la ricezione della fattura elettronica da o verso soggetti esteri sarà facoltativa. Si potrà scegliere di continuare a inviare o ricevere il documento in formato cartaceo, ma in questo caso entra in gioco un nuovo adempimento fiscale: l’esterometro, ovvero la comunicazione obbligatoria dei dati mensili delle operazioni transfrontaliere.

 

Trasmissione e ricezione delle efatture: come funziona

La SOGEI (Società Generale di Informatica, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha sviluppato per l’AdE il Sistema di Interscambio, principale componente del nuovo processo di fatturazione. Questa piattaforma controlla ogni transazione e verifica se la fattura contiene i dati obbligatori ai fini fiscali, la correttezza dell’indirizzo PEC al quale recapitare il documento fiscale, se la partita IVA o il codice fiscale del cliente/fornitore siano esistenti. Attraverso una serie di controlli incrociati, il SdI passa alla fase di trasmissione e consegna della efattura al destinatario via PEC, tramite un web service oppure tramite canale FTP, comunicando con una ricevuta di recapito a chi ha trasmesso la fattura, la data e l’ora di consegna. L’AdE diventa, quindi, consulente tributario, con il compito di comunicare direttamente al contribuente l’ammontare dovuto per il pagamento delle imposte di bollo, piuttosto che verificarlo ex-post. Con la fatturazione elettronica si porta trasparenza nelle relazioni commerciali e nei flussi di fatturazione, con l’obiettivo di impedire le false fatturazioni e recuperare il gettito sottratto alle casse del Fisco. Secondo la rielaborazione dei dati dell’AdE del 2014, in Italia l’evasione dell’IVA ammonta a ben 40 miliardi di euro, ovvero il 25% dell’evasione IVA dell’intera UE. La fatturazione elettronica obbligatoria, perciò, proverà a porre un freno a questo circolo vizioso.



Dematerializzazione e digitalizzazione delle fatture: un vantaggio per chi?

I benefici della fatturazione elettronica obbligatoria sono molteplici, sia per le imprese italiane sia per l’Agenzia delle Entrate. In primis con l’introduzione della efattura si avvia quel processo di dematerializzazione che ha come obiettivo la conversione di un documento cartaceo in documento informatico, preservandone il relativo valore giuridico e probatorio. Con la efattura si abbandonano finalmente il supporto cartaceo e le relative attività di stampa, imbustamento, spedizione e conservazione cartacea. Il quasi totale taglio dei costi diretti (toner, carta, manodopera) rappresenterà quindi il beneficio principale sia per le grandi aziende che per le PMI, che usufruiranno di un ulteriore valore aggiunto, la creazione di cultura digitale attraverso una gestione più fluida, semplice e al passo con i tempi.