A loro andrà la fetta più consistente dei 23,6 miliardi di euro di produzione aggiuntiva che l’evento è destinato a generare dal prossimo 1° maggio fino al 2020.


Secondo le stime elaborate dalla Camera di Commercio di Milano e contenute in un dettagliato Rapporto, l’impatto economico complessivo dell’Esposizione Universale 2015 dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” si rifletterà sulla produzione aggiuntiva delle aziende, sul valore aggiunto e sulla nascita di nuovi posti di lavoro. Oltre ai 23,6 miliardi di produzione aggiuntiva, significativo sarà l’incremento del valore aggiunto, stimato in circa 10 miliardi di euro, pari allo 0,7% del Pil, e l’impatto sull’occupazione, che dovrebbe tradursi in 191mila nuovi posti di lavoro. Dati che confermano come le ricadute turistiche dell’evento che porterà in Italia oltre 20 milioni di visitatori rappresentano solo una fetta di una torta ben più ampia e interessante per il panorama produttivo italiano.

 

Un business per le imprese

L’Expo non sarà solo un affare per il turismo. Anzi. La produzione aggiuntiva generata dall’evento si distribuirà tra vari settori, partendo dall’industria che – da qui al 2020 – sarà chiamata ad una produzione extra da 5,9 miliardi di euro. Dietro l’industria, nella lista dei settori che produrranno nuova ricchezza, si piazzano i servizi alle imprese (4,7 miliardi di euro), il turismo e la ristorazione (3,8 miliardi), le costruzioni (2,7 miliardi), il commercio (2,3 miliardi), i trasporti (1,8 miliardi), i servizi alla persona (1,5 miliardi) e per ultimo l’agricoltura (607 milioni). Naturalmente l’impegno e le opportunità di business create dall’Expo subiranno l’influenza del tempo. Nella fase precedente all’evento, quella tra il 2013 e il 2014, il grosso della produzione aggiuntiva è stato richiesto alle costruzioni (1,4 miliardi) e ai servizi alle imprese (850 milioni). Nei sei mesi dell’evento e più in generale per tutto il 2015, ad essere chiamati in causa saranno prima di tutto turismo (2,7 miliardi), industria (1,5 miliardi) e servizi alle imprese (1,3 miliardi). Per quanto riguarda invece la fase post-evento, tra il 2016 e il 2020, l’impatto economico investirà principalmente industria (3,7 miliardi), servizi alle imprese (2,5 miliardi) e commercio (1,5 miliardi).


Imprenditori all'Expo
 

Nuove aziende

L’Expo non sarà solo un’occasione per le imprese italiane di veder crescere il proprio giro d’affari, ma anche lo stimolo che porterà alla nascita di numerose nuove aziende. Secondo i calcoli di Istat, Ocse e Governo italiano, le nuove imprese nate in occasione dell’Expo saranno 10.622. Di queste, 4.966 saranno impegnate nel settore delle costruzioni, 1.665 nel trasporto e magazzinaggio, 2.021 nell’alloggio e nella ristorazione, 1.578 nell’informazione e nella comunicazione e 391 aziende nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento.

A livello economico, sicuramente la cosiddetta imprenditoria incrementale, cioè le imprese nate sulla spinta dell’Expo, è uno dei lasciti più interessanti della manifestazione. Queste aziende si sviluppano infatti sulla base delle opportunità garantite dalla kermesse ma poi rimangono sul mercato calcando la scia di business che la stessa dovrebbe garantire.

 

Il lavoro

La nascita di nuove aziende, l’aumento della produttività, la crescita della domanda di beni e servizi avranno un effetto benefico sull’occupazione. Le stime della Camera di Commercio di Milano prevedono che, tra il 2012 e il 2020, l’Expo 2015 contribuirà alla creazione su tutto il territorio nazionale di 191mila unità di lavoro annue. Con questo non si intende il numero di posti lavoro, ma l’impiego di un lavoratore a tempo pieno per un anno.


L’impatto diretto della manifestazione garantirà 30mila unità di lavoro (di cui 12.300 legate agli investimenti di Expo 2015, 8.200 dai costi di gestione e 9.400 dagli investimenti dei Paesi partecipanti), ma il grosso dell’offerta lavorativa è destinato ad arrivare dagli impatti indiretti che garantiranno un volume di lavoro di 114mila unità.


Il maggior peso dell’impatto indiretto conferma che l’effetto Expo può garantire uno strascico che va ben oltre lo spazio temporale dell’evento, avviando un processo virtuoso in grado di fare da stimolo alle imprese e più in generale all’economia.

 

Gli investimenti

Oltre agli stanziamenti previsti dal Governo italiano, dalla Regione Lombardia e dagli altri enti e associazioni coinvolti nell’iniziativa, l’Expo è anche un grande attrattore di investimenti esteri. Secondo le ultime stime rese note dagli organizzatori, i denari arrivati dai Paesi partecipanti ammontano già a 1,25 miliardi di euro così divisi: 950 milioni in budget stanziati dai vari enti governativi; 190 milioni in spese previste da soggetti privati stranieri e 110 milioni derivanti da altri investimenti collegati ai contratti siglati con le aziende estere.


Se è vero che una parte di questo ammontare (il 17,5%) sarà speso direttamente presso i fornitori dei Paesi stessi, è anche vero che il grosso finirà in Italia e alle aziende italiane.


In generale, su tutto il territorio italiano e per i cinque anni successivi all’Expo, è previsto un aumento degli investimenti diretti esteri del 5%, nella misura di circa 210 milioni di euro.


Anche questo, insieme a tutti gli altri effetti, conferma che l’Esposizione Universale di Milano sarà, non solo una grande vetrina per l’Italia, ma un’opportunità concreta per le imprese che vogliono tornare a crescere.