La Puglia si scopre locomotiva italiana dell’innovazione grazie all’intensa attività che proviene dal distretto della meccatronica di Bari, primo nelle classifiche per incremento dell’export.

Questa disciplina industriale che nasce dall’interazione tra meccanica, elettronica e informatica ha trovato proprio nel Distretto di Bari una delle sue migliori espressioni produttive, con un aumento dell’export del 15% registrato nel corso del 2017.

La formula del successo? La forte presenza sul territorio delle multinazionali, i rapporti stretti di filiera, un Politecnico nel capoluogo pugliese con cui le imprese collaborano strettamente, un ITS che sforna tecnici altamente specializzati. Basti pensare che il 90% dei neodiplomati tecnici meccatronici provenienti dall’Istituto Tecnico Superiore per la Meccatronica “A. Cuccovillo” di Bari trova subito un’occupazione. I giovani diplomati non devono più inseguire i loro sogni scappando nei distretti industriali del lontano Nord come molti loro coetanei sono costretti a fare, bensì hanno la possibilità di lavorare a pochi chilometri dal centro del capoluogo pugliese o nei piccoli paesi all’ombra dei quali sta crescendo un settore hi-tech sempre più all’avanguardia.


Golfo di Bari

La meccatronica a Bari: unione perfetta tra PMI e big players

Il distretto pugliese della meccatronica nasce come strumento strategico promosso dal Politecnico e dall’Università di Bari, dal Centro Laser, dal Consorzio Sintesi, da Confindustria Bari, dal Gruppo Fiat e da aziende del settore quali Gruppo Bosch, Getrag, Masmec Biomed, MerMec, Itel Telecomunicazioni. Grazie alla fiducia che questi big players multinazionali hanno riposto nella filiera locale, le piccole e medie imprese pugliesi hanno creato un sistema di laboratori di ricerca certificati dal MIUR, coprendo un vasto raggio d’azione. La Masmec Biomed, antesignana dello sviluppo del distretto barese e precursore per l’integrazione in linea della robotica e delle tecnologie IoT, produce sistemi di misura innovativi, automazione, assemblaggio e micro-assemblaggio, robotica e microrobotica, sviluppando anche un ramo focalizzato sul biomedicale (realtà aumentata e diagnostica automatizzata del DNA).

La MerMec, invece, è un’azienda leader di mercato nello sviluppo di sistemi di monitoraggio, diagnostica e ispezione ferroviaria, nonché innovativi sistemi di segnalamento ferroviario. Itel Telecomunicazioni è la prima realtà nazionale e tra le prime a livello internazionale nell’utilizzo, controllo, protezione e misurazione dei campi elettromagnetici e magnetici, mentre Mbl Solutions opera nel settore dell’automazione industriale, tecnologie industriali a microonde, produzione di impianti automatici per il solare e packaging in Italia e all’estero. Il settore automotive trova il suo punto di riferimento nei grandi leader internazionali quali Martelli Marelli, Bosch e Getrag-Magna. Importante è anche lo sviluppo della meccatronica applicata all’aerospazio e al settore petrolifero, con la presenza a Bari dello stabilimento BHGE – Baker Hughes, il secondo in Italia per dimensioni.

Le origini del successo della meccatronica a Bari

Il comune denominatore del successo del distretto industriale barese è “Puglia Sviluppo”, la società della Regione che gestisce i fondi europei destinati alle imprese. Nella passata programmazione, solo il 18% dei fondi veniva impiegato per finanziare la ricerca; nella fase 2014-2020, invece, c’è stato un significativo cambio di rotta perché i fondi richiesti per la ricerca sono andati oltre il 37%, con un’azienda richiedente su tre nel comparto della meccanica. Le aziende quindi hanno deciso di puntare fortemente sull’innovazione, che funziona da driver per l’internazionalizzazione della società. Grazie a ciò, la Puglia è riuscita a raggiungere quota 8 miliardi con il suo export, sfruttando e costruendo anche nuove collaborazioni con il Politecnico di Bari e gli enti di ricerca.


Il panorama della meccatronica italiana

Al di là dei risultati positivi che l’innovativo distretto pugliese continua a collezionare, la meccatronica made in Italy sta facendo registrare anno dopo anno numeri da vero “boom economico”, grazie soprattutto alla capacità di innovazione e adeguamento al mercato di imprenditori e aziende. Nel periodo 2015-2017 il numero delle società che si occupano di meccatronica è aumentato del 33%, il loro fatturato complessivo ha fatto un balzo del 42%, arrivando a superare i 270 miliardi di euro, e i dipendenti sono cresciuti del 24%.

Inoltre, nel primo semestre del 2018 è stato registrato un incremento del 10% rispetto al 2017. L’export meccatronico rappresenta il 37,6% dell’export totale italiano, e nelle regioni del Nord (in particolare, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto) pesa per il 41% sull’export totale. Tutta questa serie di risultati brillanti è stata possibile anche e soprattutto grazie all’applicazione del Piano Industria 4.0. Introdotto negli ultimi anni dal Ministero dello Sviluppo Economico, il piano punta a incoraggiare tutte le imprese che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale.

 

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