Secondo l’Associazione Italiana delle Aziende Familiari (AIDAF): «In Italia si stima che le aziende familiari siano circa 784.000 – pari ad oltre l’85% del totale delle aziende obbligate a depositare il bilancio – e pesino in termini di occupazione circa il 70%. Sotto il profilo dell’incidenza delle aziende familiari, il contesto italiano risulta essere in linea con quello delle principali economie europee quali Francia (80%), Germania (90%), Spagna (83%) e UK (80%), mentre l’elemento differenziante rispetto a questi paesi è rappresentato dal minor ricorso a manager esterni da parte delle famiglie imprenditoriali: il 66% delle aziende familiari italiane ha tutto il management composto da componenti della famiglia, mentre in Francia questa situazione si riscontra nel 26% delle aziende familiari ed in UK solo nel 10%».

Ma a distinguere questa tipologia di imprese, in Italia rispetto agli altri paesi europei, vi è anche il fattore legato alla longevità. Sono molte, infatti, le attività che possono vantare una continuità legata in molti casi al nome di una famiglia, ma ancor più spesso alla stabilità consacrata negli anni come garanzia di successo e qualità, fattori che hanno contribuito non solo allo sviluppo economico dell’azienda stessa, ma anche del tessuto sociale del Paese.

E se dal punto di vista della georeferenziazione anche le aziende storiche vedono una netta demarcazione tra la consistente presenza nel Nord e quella decisamente inferiore e più rarefatta del Meridione, tutte sono trasversalmente e ideologicamente unite dal profondo legame con il territorio di origine, a prescindere dal campo merceologico di appartenenza. Inoltre, legate a filo doppio col nome delle famiglie che le hanno fondate, le aziende storiche vantano una longevità come garanzia di successo e soprattutto hanno mantenuto il proprio capitale interamente italiano.

Nel 2011, in occasione dei festeggiamenti per i 150 dell’Unità d’Italia, l’Unione Italiana delle camere di Commercio ha presentato il “Registro delle imprese storiche” che racchiude la mappatura geografica e commerciale delle aziende con almeno un secolo di storia. «Un registro – spiega Unioncamere – che ha l’ambizione di rivolgersi a tutte le imprese del territorio italiano, che con precisione storiografica ha raccolto un numero ampio e importante di imprese, senza fare discriminazioni legate alla grandezza o all’ambito merceologico».

Il Registro, che ha finalità promozionale e culturale, vanta oggi 2.459 imprese iscritte ed è potenzialmente in continua evoluzione. È un elenco ricostruito con la cura e il rigore degli storici, una vera e propria anagrafe commerciale che ha permesso di individuare numerose imprese di antichissima origine, certificata da fonti documentali autentiche per ricostruire e soprattutto datare la propria genesi. Atti costitutivi, fotografie, documenti, registri e attestati che certificassero una storia di almeno cento anni. Sì, perché ad accomunare tutte queste imprese non c’è solo la longevità, ma anche la certificazione di avere le proprie radici in una storia secolare. «In realtà quello che si voleva rilevare – precisa Unioncamere – poiché il focus del sistema camerale sono le imprese tutte, sia le grandi che le piccole, era il valore aggiunto garantito dalla memoria storica».

Tra le aziende più antiche del Paese, senza dubbio vi sono quelle agricole e vinicole, attività da sempre sinonimo di cultura e tradizione italiana. La più antica iscritta nel registro è l’Azienda Agraria Duca Carlo Guarini, nata in Puglia nel 1065. Ancora oggi la famiglia di origine normanna che arrivò in Salento intorno al 1940 produce vino, olio e prodotti alimentari strettamente legati alla tradizione tramandata di generazione in generazione e ancor di più legata ai prodotti tipici del territorio. C’è poi l’azienda agricola toscana Barone Ricasoli che ha avviato la produzione vinicola nel 1141 e che vanta, tra i suoi eredi, il Bettino Ricasoli che fu primo ministro dopo l’Unità d’Italia, lo stesso a cui si devono le sperimentazioni sul vino pensate per strappare il primato alla produzione vinicola francese.

Sempre Toscane sono la Fattoria di Fiano che dal 1164 produce olio e vino e che deve il suo nome all’antica famiglia fiorentina degli Alfiano a cui apparteneva l’antico borgo del Fiano. E ancora la Tenuta Rogai, attiva dal 1300, che cambiò nome nei primi decenni dell’Ottocento quando venne acquistata da Giuseppe Rogai di Lazzaro.

Ma tra le più antiche vi sono anche aziende legate alla tradizione artigiana. Ne sono un esempio la Barovier & Toso, fondata nel 1295 a Murano, eccellente rappresentante dell’industria vetraria locale; o l’Opificio Orafo Torrini del 1369 anno in cui Jacopo Torrini si trasferiva dal Mugello a Firenze e dava inizio alla produzione di armature e corazze con maestria tale, si evince dai documenti, che gli valse un incarico anche nella costruzione del Duomo di Siena città dove i suoi eredi trasformarono l’attività in oreficeria e divennero, come racconta il Vasari, maestri in tale arte.

L’elenco è lungo e le storie da raccontare sono molte, ognuna legata alle vicende delle famiglie e ai territori di origine. I numeri, in termini di adesioni al Registro, sono particolarmente alti per Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna. Ma anche in tutte le altre regioni italiane, dove i numeri sono meno rilevanti, la presenza di imprese storiche è comunque attestata e testimoniata. Sono rappresentati tutti i settori tradizionali e tutte queste imprese hanno visto nel mantenimento dell’attività e nel radicamento sul territorio i loro punti di forza. «Questo è connesso – spiega Unioncamere – al concetto di longevità dell’attività perché nel tempo l’impresa ha dimostrato di essere in salute. Chi fa impresa in modo corretto ha un riconoscimento sul mercato che spesso consente di superare situazioni difficili e di tenere la presenza sul territorio per lungo tempo».

Inoltre, il fil rouge che lega le aziende storiche, le rende diverse e che ha permesso loro di superare le crisi che nei vari periodi storici si sono succedute, è una forte tradizione di passione e dedizione verso l’impresa, considerata come elemento forte della propria identità personale. Non solo un luogo di lavoro quindi, ma anche un luogo di relazioni sociali, di rapporti e di tradizione familiare.

Le aziende storiche, come ulteriore testimonianza e forza del made in Italy, rappresentano un imprescindibile tassello per tutto l’apparato industriale italiano e contribuiscono ad arricchire la fascinazione che la tradizione italiana tutta riscontra negli ambiti canonici della cultura e che, grazie all’eccellenza garantita dalla longevità, è spesso espressa anche per la storia industriale e per i prodotti ultracentenari e di secolare tradizione.