Già nel 2015 fatturati e utili (-95%) dell’acciaio erano andati a picco. La domanda e la produzione erano calate, il giro d’affari è sceso del 10,1% a quota 36,6 miliardi di euro. Ciò ha spinto la Ue a introdurre nuovi dazi sull’import di acciaio cinese, facendo salire a quaranta il numero di provvedimenti a tutela della siderurgia. Sono state varate misure provvisorie contro l’importazione di tubi senza saldature.

Dopo mesi di continui ribassi terzo trimestre positivo per la produzione delle fonderie la cui strada resta però è in salita. Automotive e mezzi di trasporto continuano a sostenere la difficile congiuntura del settore mentre la meccanica è in calo.

Per il 2016 i segnali migliori vengono, come detto, dall’auto anche se dopo 36 mesi consecutivi di incrementi a ottobre le vendite in Europa sono segnalate in calo dello 0,3%. Arretrano Francia e Germania, rallenta il Regno Unito. Tra le case sale la quota Fca (6,6%). Sempre più ampio l’utilizzo di flotte aziendali: nei primi nove mesi sono il 65% in Germania e il 38% in Italia. Tra i distretti la filiera emiliana dell’automotive cresce lenta: +2% il fatturato contro +6% della media nazionale, con i subfornitori che hanno realizzato almeno una innovazione di processo negli ultimi tre anni.