La crisi, purtroppo, non tocca solo l’Italia, ma anche l’Eurozona dove, sempre nel mese di maggio, la produzione è scesa dello 0,5%.

Dal 2008 al 2015 l’edilizia ha subito un crollo degli investimenti in Italia pari al 34,9%, e non nemmeno nel 2016 sembra destinata a intercettare l'attesa ripresa. Le attività immobiliari pesano per oltre il 13% (20 miliardi) sui crediti deteriorati e le costruzioni per oltre il 27% (42 miliardi). Nelle costruzioni mondiali la Cina ha lasciato all'India il ruolo di leader negli investimenti globali.

Guardando invece al commercio, le statistiche più recenti indicano che ci sono 30.000 bancarelle in più, in Italia, dall'inizio della crisi, con un vero boom del commercio ambulante, frequentato da 26 milioni di persone e da sempre luogo di relazioni sociali e oggi anche laboratorio di multiculturalismo. Il 53% degli esercizi, infatti, è a titolarità extracomunitaria. I rischi sono rappresentati dallo sbilanciamento verso prodotti di scarsa qualità (specie nell’abbigliamento), e l’abusivismo: per 100 regolari 15 non lo sono.